Strade Bianche Donne 2026, Siena, Elisa Longo Borghini, Kasia Niewiadoma, Elise Chabbey

Longo generosa, Chabbey tenace e la Strade se ne va…

07.03.2026
6 min
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SIENA – Scena degna d’un palio quella della penultima curva di questa Strade Bianche. Longo Borghini ha attaccato nuovamente sulla salita di Santa Caterina: rapporto lungo e tutte le forze nei pedali, con Niewiadoma e Chabbey a ruota. La piemontese ha scollinato e voltato a destra, rilanciando l’andatura. Le altre sono rimaste un passo indietro e quando sono arrivate alla curva a sinistra che spalanca la traiettoria su Piazza Il Campo, la trappola è scattata.

Koch ha cercato di passarla sulla destra ed Elisa si è spostata verso di lei trovando la traiettoria strozzata. Contemporaneamente Niewiadoma ha provato a infilarsi nel varco al centro e le due spalle si sono toccate. Elise Chabbey che fino a quel momento era sempre rimasta a ruota ne ha approfittato e ha attaccato. Sarebbe bastato che Elisa allargasse il gomito, ma non ha avuto la prontezza oppure ha preferito giocare pulito e con le prime tre ha visto sfuggirle il podio della Strade Bianche, nonostante sia stata lei quella che ha fatto la corsa.

«Se devo dire la verità – sorride Chabbey – non ricordo bene come sia andata, ho seguito l’istinto. L’unica cosa che sapevo è che se passi per primo l’ultima curva, hai buone possibilità di vincere. Quando Francesca (lei chiama così la compagna Franziska Koch, ndr) è passata a destra, Longo e Kasia si sono spostate un po’ a sinistra. Io ho trovato un varco e ho provato a passare e poi sono andata a tutta fino al traguardo e l’ho passato per prima».

Santa Caterina alle spalle, la Strade Bianche si deciderà nella prossima curva
Santa Caterina alle spalle, la Strade Bianche si deciderà nella prossima curva
Santa Caterina alle spalle, la Strade Bianche si deciderà nella prossima curva
Santa Caterina alle spalle, la Strade Bianche si deciderà nella prossima curva

Applausi alla Longo

Dopo la vittoria al UAE Tour, Elisa Longo Borghini voleva vincere la Strade Bianche e farlo con chiarezza, di forza e possibilmente da lontano, senza trovarsi invischiata in una lotta a spallate all’ultima curva. Dopo l’arrivo si è seduta per terra, col torace che si gonfiava per recuperare il respiro. Ha le gambe sporche di terra, gli occhiali specchiati con gocce di polvere e il tono di voce che torna fermo.

«Se non si prova a vincere – dice – le corse non si vinceranno mai. Io ho provato a farlo, ma a volte rischi anche di perderla. Credo che sia molto meglio così. Ho fatto diversi attacchi, mi sono sentita bene. E’ stata una bella battaglia fino alla fine, l’ho rischiata e penso che sia meglio rischiare che perdere da perdenti. A un certo punto mi sembrava che Niewiadoma, sparendo dalla mia vista, avesse mollato, invece mi ha infilato bene. E’ stata brava. Forse avrei dovuto allargare i gomiti, però è sempre meglio non farlo».

Letizia Borghesi premiata per la Coppa Italia delle Regioni non si fa una ragione dell'errore di percorso
Letizia Borghesi – sul podio della Strade Bianche per la Coppa Italia delle Regioni – non si fa una ragione dell’errore di percorso
Letizia Borghesi premiata per la Coppa Italia delle Regioni non si fa una ragione dell'errore di percorso
Letizia Borghesi – sul podio della Strade Bianche per la Coppa Italia delle Regioni – non si fa una ragione dell’errore di percorso

L’errore di percorso

E’ stata la Strade Bianche in cui tutto il gruppo inseguitore a un certo punto ha sbagliato strada, seguendo un motociclista. Quando se ne è accorto, ha voltato la moto ed è ripartito, lasciando le ragazze su una strada di campagna a lottare contro il tempo per recuperare la via maestra. Senza che le atlete davanti ne sapessero nulla.

«Sono veramente frustrata – dice fra le lacrime Letizia Borghesi – perché mi sentivo davvero bene. Ero nel primo gruppo e ho forato prima delle Tolfe, è stata dura, ma sono rientrata con l’aiuto di Kim (Lecourt Pienaar, ndr). Mi sentivo davvero forte, ma poi quando sono arrivata sulla testa del gruppo, la motocicletta ha sbagliato e io l’ho seguita. Quando vai così forte in discesa, non puoi che fidarti e seguirle. Poi è tornata indietro e non mi ha aspettato, quindi ero da sola nel mezzo del nulla.

«Alla radio non dicevano nulla. E’ tanto frustrante, perché la Strade Bianche è una delle gare più grandi e questo ha rovinato completamente non solo la mia prova, ma quella della nostra squadra. Non sono più rientrata, ho finito la gara, però dalla rabbia volevo quasi fermarmi».

Sul podio di PIazza Il Campo, Chabbey precede Niewiadoma e Koch
Sul podio della Strade Bianche a Piazza Il Campo, Chabbey precede Niewiadoma e Koch
Sul podio di PIazza Il Campo, Chabbey precede Niewiadoma e Koch
Sul podio della Strade Bianche a Piazza Il Campo, Chabbey precede Niewiadoma e Koch

L’abbraccio di Vollering

L’errore di percorso ha spalancato la porta per Elise Chabbey, che si è ritrovata da gregaria in fuga a unica carta rimasta alla FDJ Suez per giocarsi la gara. Era stanca e poco convinta di riuscire a combattere sino in fondo ed è stata proprio Franziska Koch a darle coraggio.

«Avevamo un piano – racconta Chabbey – per vincere con Demi Vollering e prevedeva che io entrassi in fuga e cercassi di mettere pressione alle altre squadre. Poi però Demi ha avuto un problema e sapevamo che non sarebbe riuscita a recuperare. Perciò mi sono ritrovata da sola con Francesca e insieme abbiamo cercato di unire le forze e fare del nostro meglio. Ci siamo incitate e questa voglia di fare bene è stata la chiave per vincere, perché tutte le atlete erano molto forti. Il livello della squadra oggi è stato fantastico, abbiamo tenuto duro anche per ripagare il lavoro di ragazze come Lea e Amber (Curinier e Krach, ndr), che hanno fatto un ottimo lavoro per tutto il giorno.

«Non avrei mai pensato di poter vincere la Strade Bianche fino a quando ho passato il traguardo. E quando Demi è venuta ad abbracciarmi, ho pensato che fosse contenta per me, perché l’anno scorso ho lavorato tanto per lei. La cosa speciale di questa squadra è che siamo tutti così uniti. Oggi è toccato a me, la prossima volta ci sarà un’altra».

Longo Borghini ha attaccato a Colle PInzuto e sulle Tolfe, ma non si è liberata di Niewiadoma e Chabbey
Longo Borghini ha attaccato a Colle Pinzuto e sulle Tolfe, ma non si è liberata di Niewiadoma e Chabbey
Longo Borghini ha attaccato a Colle PInzuto e sulle Tolfe, ma non si è liberata di Niewiadoma e Chabbey
Longo Borghini ha attaccato a Colle Pinzuto e sulle Tolfe, ma non si è liberata di Niewiadoma e Chabbey

Due storie dal finale diverso

Elisa Longo Borghini si avvia verso il podio, con il senso di aver dato tutto e un quarto posto che non ha sapore. Si ferma per abbracciare Kasia Niewiadoma. La gente della Strade Bianche l’ha eletta a sua beniamina e ad ogni attacco – a Colle Pinzuto, sulle Tolfe e sulla salita finale – il pubblico è esploso. Ieri, camminando al suo fianco dalla presentazione al pullman, abbiamo avuto la chiara sensazione della popolarità e assieme della disponibilità con cui si è lasciata avvicinare per una firma e una foto.

Elise Chabbey invece lascia la conferenza stampa ancora incredula. Il massaggiatore le stampa un bacio sulla guancia. Fa in tempo a dire di essersi messa a disposizione della compagna Koch per aiutarla a vincere e che l’altra le abbia risposto di non pensarci nemmeno e di dare tutto, perché anche le altre erano stanche.

Ce ne andiamo a scrivere con la consapevolezza che questo movimento sia cresciuto davvero a dismisura. Fino a qualche anno fa, le ragazze stramazzavano sul selciato della piazza e impiegavano dei lunghissimi minuti per prendere fiato. Ora arrivano, si siedono, bevono, commentano e in breve sono già pronte per parlare. Forse è davvero arrivato il momento di allungare le distanze di gara.