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Arianna e Martina Fidanza

Arianna e Martina, sorelle terribili

12.12.2020
4 min
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Casa Fidanza: quando il ciclismo è parte integrante della famiglia. Di fratelli, di padri e figli che corrono ce ne sono stati nella storia di questo sport, ma un papà e una mamma (Nadia Baldi) ex corridori, che hanno due figlie professioniste ancora non lo avevamo visto. E invece Giovanni Fidanza ci è riuscito con Arianna e Martina. C’era anche Eleonora, più piccola ancora, la quale però ha smesso.

Arianna e Giovanni Fidanza
Arianna e Giovanni Fidanza ai mondiali di Firenze 2013
Arianna e Giovanni Fidanza ai mondiali di Firenze 2013
Arianna e Giovanni Fidanza ai mondiali di Firenze 2013

Che poi, riuscito… «Ha fatto tutto Arianna – racconta Giovanni – io non l’ho mai spronata ad iniziare. Nel nostro paese, Brembate di Sopra, c’era una squadra di ciclismo con tanti ragazzini e tante ragazzine e ha voluto provare anche lei. Si allenavano sulla pista di atletica. Credevo non durasse più di un mese e invece… Io all’epoca ero il direttore sportivo dell’Alexia Alluminio ed ero sempre fuori. Arianna è andata avanti e Martina l’ha voluta seguire qualche anno dopo».

Resistenza e volate

Nasce così la storia delle sorelle Fidanza. Giovanni non ha mai forzato la mano. Però la sua disponibilità nel tempo non è mai mancata.

«Sono arrivate entrambe ad un buon livello. Arianna è nel WorldTour e oggi in generale il livello femminile è cresciuto molto, sia tecnicamente che sul piano organizzativo-mediatico e l’accostamento con le gare maschili è stata una buona mossa. Credo che Arianna sia più resistente. Martina invece è più forte in volata. Sono predisposizioni genetiche.

«Martina per adesso si sta concentrando molto sulla pista, Arianna invece ormai ha fatto una scelta ben precisa con la strada. Ma è anche giusto visto il livello al quale compete. Sta continuando i suoi progressi e sono convinto ne farà altri quest’anno. Per lei i miglioramenti saranno più piccoli e difficili, proprio in virtù dell’elevato livello a cui è arrivata, ma ha la squadra (Mitchelton, ndr) e l’età giusta per farlo».

Arianna Fidanza, Lotto Soudal
Arianna Fidanza nel 2021 lascerà la Lotto Soudal per la Mitchelton
Arianna Fidanza, Lotto Soudal
Arianna Fidanza nel 2021 lascerà la Lotto Soudal per la Mitchelton

A casa Fidanza

In una famiglia cresciuta a pane e ciclismo la domanda viene spontanea: a casa Fidanza si parlerà di bici sempre, anche a tavola?

«Non solo – dice Giovanni – parliamo di sport, di attualità e chiaramente anche di ciclismo, ma solo se capita, e quasi sempre se loro mi chiedono qualcosa. Poi è chiaro che nella pianificazione della giornata ci sia il ciclismo nella nostra vita.

«Entrambe si sono subito trovate bene con la bici. Entrambe hanno subito colto buoni risultati. Arianna è stata sin da subito più determinata, convinta. Voleva sempre andare alle gare, anche dopo una caduta. Si rialzava subito e cercava di capire se poteva esserci la domenica successiva. Anche se magari io e la mamma le dicevamo: adesso stai ferma dieci giorni. No, lei è sempre stata molto tenace.

«Martina invece è stata meno costante. A volte mollava un po’, ha avuto dei periodi distrazione. Ma è normale alla sua età. La molla per me le è scattata guardando la sorella vincere il mondiale su pista (Glasgow 2013, corsa a punti, ndr). Lo vedemmo insieme con mia moglie al computer. Da lì Martina è cambiata».

Martina Fidanza, scratch, europei Plovdiv 2020
Martina Fidanza ha vinto l’oro nello scratch agli ultimi europei
Martina Fidanza, scratch, europei Plovdiv 2020
Martina Fidanza ha vinto l’oro nello scratch agli ultimi europei

Passato e futuro

Giovanni è il direttore sportivo della Eurotarget Bianchi, dove tra l’altro corre Martina (lei è delle Fiamme Oro). Giovanni le seguiva anche nella preparazione, adesso ognuna ha le proprie figure di riferimento, però capita che se lui è un po’ allenato esca con le figlie.

«Da piccole, soprattutto Arianna che è più grande, mi diceva: papà, ma perché tu non vieni mai in bici con me come gli altri genitori? Aveva 7-8 anni… In questi periodi capita più spesso di uscire insieme. Arianna è sempre in “gara”! Davvero lei spinge sempre, Martina invece è più attenta alle tabelle, programma di più». 

Arianna, ma ancora di più Martina, non si ricordavano molto del papà-corridore. Erano piccole, però con il tempo lo hanno “scoperto” e qualche domanda hanno iniziato a farla. Si sono trovate questo “valore aggiunto” in casa e i consigli sono sempre pronti.

«Mi chiedono soprattutto degli allenamenti, di come facevo io. Quest’anno quando Arianna è andata a fare la ricognizione della Parigi-Roubaix le ho parlato dell’ambiente, dei percorsi… ma non le ho spiegato troppo del pavé. Quello lo devi provare, le ho detto, non capiresti. E infatti quando è tornata mi ha detto: papà, pensavo fosse brutto, ma non così!».