Friuli Venezia Giulia Giro 2026

Il Giro e il Friuli Venezia Giulia, una vetrina sul mondo

13.06.2026
6 min
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Non c’è dubbio che il Friuli Venezia Giulia sia stato uno dei protagonisti assoluti dell’ultimo Giro d’Italia. La penultima tappa, la Gemona-Piancavallo, non è stata solo l’ultima chance per gli uomini di classifica, ma anche l’occasione per ricordare una delle pagine più importanti della storia della Regione.

50 anni fa infatti, nel 1976, attorno a Gemona ci fu il terribile terremoto a cui seguì però una ricostruzione unica per velocità e qualità, diventata simbolo della forza della popolazione friulana. Ma la Regione è stata presente fin dalla partenza in Bulgaria, con il marchio Io Sono Friuli Venezia Giulia” che è stato nientemeno che sponsor della Maglia Rosa, quindi trasmesso in mondovisione per tutte e tre le settimane di gara.

Partenza tappa Gemona Giro 2026
Per la partenza della tappa di Gemona si è scelto un luogo simbolo del terremoto, la caserma degli alpini Goi-Pantanali (foto ARC Fvg)
Partenza tappa Gemona Giro 2026
Per la partenza della tappa di Gemona si è scelto un luogo simbolo del terremoto, la caserma degli alpini Goi-Pantanali (foto ARC Fvg)

La caserma, il sisma e la ricostruzione

Tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno di una grande quantità di persone che per mesi, a volte per anni, hanno lavorato duramente (com’è tipico dei friulani) per raggiungere questo risultato.

Uno di questi è certamente Paolo Urbani, presidente dei comitati di partenza e arrivo della tappa Gemona-Piancavallo. «La tappa è nata per ricordare e celebrare la ricostruzione a 50 anni dal terremoto» ci ha raccontato. «Volevamo mostrare a tutto il mondo che non abbiamo dimenticato la solidarietà che ci hanno dato e cosa siamo riusciti a fare con l’aiuto di tutti».

Per la partenza della tappa di Gemona del Friuli è stato scelto un luogo tutt’altro che casuale, la caserma Goi-Pantanali. Continua Urbani: «Già due anni fa, insieme all’assessore Riccardo Riccardi, avevamo concordato la partenza della tappa da Gemona, nello specifico dalla caserma Goi-Pantanali dove sono morti 29 alpini. E’ un luogo simbolo della ricostruzione e molti ritengono che lì sia nata la Protezione civile».

A Piancavallo ha trionfato Vingegaard, con indosso la maglia rosa personalizzata
A Piancavallo ha trionfato Vingegaard, con indosso la maglia rosa personalizzata
A Piancavallo ha trionfato Vingegaard, con indosso la maglia rosa personalizzata
A Piancavallo ha trionfato Vingegaard, con indosso la maglia rosa personalizzata

Un viaggio nella memoria

Anche il percorso è stato costruito per attraversare il maggior numero possibile di comuni colpiti dal sisma, pensato come un viaggio nella memoria, attraversando molti dei comuni più colpiti dal sisma, da Gemona a Venzone, da Artegna a Buja, fino a Osoppo, Tarcento e Forgaria nel Friuli.

«Con la Regione e Rcs abbiamo condiviso un percorso che voleva toccare quasi tutti i comuni del cratere del terremoto. La doppia salita di Piancavallo, poi, ha fatto sì che potesse diventare a tutti gli effetti la tappa decisiva del Giro».

Una giornata che è stata possibile anche grazie al lavoro dell’ex direttore del Giro Mauro Vegni, che, abbiamo scoperto, nell’immediato dopo terremoto era stato in Friuli come volontario. Organizzare la doppia scalata al Piancavallo non è stato facile perché voleva dire isolare per molte ore alcune località. Ma tutta la squadra è riuscita a portare a termine una tappa che rimarrà negli anni nella storia del Giro e anche di quel territorio.

E, quando lo interroghiamo, sul sogno di una futura Grande Partenza da Trieste, Urbani non si tira indietro. «Sarebbe un onore per tutti, serve un grande lavoro organizzativo ed economico, ma so tra Regione e Rcs c’è un ottimo rapporto. Comunque, se dovesse succedere, io sono pronto».

Maglia Rosa tappa Gemona-Piancavallo
Per la tappa in Friuli la maglia rosa è stata personalizzata con la storica frase simbolo della ricostruzione post sisma (foto ARC Fvg)
Maglia Rosa tappa Gemona-Piancavallo
Per la tappa in Friuli la maglia rosa è stata personalizzata con la storica frase simbolo della ricostruzione post sisma (foto ARC Fvg)

Maglia rosa personalizzata

Se la tappa friulana ha rappresentato il momento più simbolico, la sponsorizzazione della Maglia Rosa è arrivata dalla forte volontà della Regione, in primis dal presidente Massimiliano Fedriga. Si è trattato di un percorso avviato anni fa e sostenuto nel tempo dalle diverse amministrazioni regionali.

«Essere sponsor della Maglia Rosa ha garantito al Friuli Venezia Giulia una visibilità internazionale straordinaria – ha detto Fedriga – portando il nostro territorio nei momenti di maggiore impatto comunicativo del Giro d’Italia. Consentendoci quindi di promuovere la regione lungo tutto il percorso della gara, ben oltre i confini delle tappe ospitate sul nostro territorio». 

Perché la visibilità è andata anche oltre alla maglia. Continua Fedriga: «Siamo stati presenti sulla Maglia Rosa, all’arrivo, sul palco delle premiazioni e nei principali momenti di comunicazione della manifestazione. Il Friuli Venezia Giulia non è stato protagonista soltanto nella tappa disputata sul proprio territorio, ma in tutte quelle del Giro».

Ma c’è stato anche di più, qualcosa che non era mai successo prima. Come abbiamo visto tutti nella penultima giornata, la maglia rosa è stata personalizzata per omaggiare il cinquantesimo anniversario del terremoto. «Ringrazio Rcs per la sensibilità dimostrata, non era mai accaduto prima» ha detto il presidente della Regione. «Raccontare attraverso un evento seguito in tutto il mondo una tragedia che ha segnato la nostra terra, ma anche la straordinaria capacità di ripresa delle nostre comunità, ha un valore che va oltre l’aspetto simbolico».

Trofeo Senza Fine Trieste 2026
Tra le moltissime iniziative del Friuli Venezia Giulia c’è stata l’esposizione, tra il 7 e l’8 maggio, del Trofeo Senza Fine a Trieste (foto ARC Fvg)
Trofeo Senza Fine Trieste 2026
Tra le moltissime iniziative del Friuli Venezia Giulia c’è stata l’esposizione, tra il 7 e l’8 maggio, del Trofeo Senza Fine a Trieste (foto ARC Fvg)

Il grande lavoro di PromoTurismoFVG

A dare forma concreta a questo racconto è stato anche il lavoro di PromoTurismoFVG, l’ente di promozione turistica del territorio. Il simbolo più evidente è comparso proprio sulla maglia rosa personalizzata per la tappa friulana, in cui campeggiava la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”. Si tratta di una frase apparsa nel 1976 sul muro di una casa diroccata e diventata emblema della ricostruzione dopo il terremoto, e riproposta per l’occasione con il carattere grafico originale.

Nei villaggi di partenza e arrivo gli spazi “Io Sono Friuli Venezia Giulia” hanno promosso inoltre il territorio attraverso materiale informativo, contenuti digitali e degustazioni dedicate alle eccellenze regionali. Grande partecipazione c’è stata anche per l’esposizione del Trofeo Senza Fine a Trieste il 7 e 8 maggio (un’anticipazione della Grande Partenza del 2026?) che ha richiamato moltissimi appassionati per una foto o una selfie.

Stand FVG Giro 2026
La presenza della Regione non si è limitata alla maglia rosa, ma anche a stand e striscioni presenti in ogni tappa (foto ARC Fvg)
Stand FVG Giro 2026
La presenza della Regione non si è limitata alla maglia rosa, ma anche a stand e striscioni presenti in ogni tappa (foto ARC Fvg)

Il significato oltre i numeri

La promozione è però passata inoltre attraverso i social network, dove la maglia rosa è diventata il filo conduttore per raccontare i comuni attraversati dalla tappa con curiosità, aneddoti e approfondimenti culturali. I numeri dell’avventura rosa della Regione sembrano in effetti confermare l’ottimo investimento. Circa 100 mila persone lungo le strade tra Gemona e Piancavallo e oltre 2 milioni di telespettatori per la tappa friulana. Secondo uno studio dell’Università di Udine, la sponsorizzazione del Giro e della Maglia Rosa avrebbe consentito di raggiungere circa 2,4 milioni di potenziali turisti. Oro colato per una Regione che da anni punta moltissimo sul cicloturismo.

Più dei numeri, però, forse resta il significato dell’iniziativa. Per tutto il Giro la Regione ha fatto mostra di sé sulle spalle del leader della corsa, e per un giorno la maglia rosa non ha raccontato soltanto una corsa ciclistica. Ma la storia di una comunità che ha saputo rialzarsi dalle macerie e trasformare la memoria in un messaggio rivolto al futuro: “Il Friuli ringrazia e non dimentica”.