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Cimolai a metà del guado: vincere o aiutare?

15.05.2021
4 min
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Questa volta il secondo posto non gli brucia, Cimolai è davvero un ragazzo in gamba. E’ venuto al Giro per vincere: per un altro piazzamento altri avrebbero smoccolato tutta sera, anche solo per tirarsela.

«Ma no – dice – anzi, sono contento. Non ho rimpianti. Ho fatto tutto nel modo migliore, ho dato il massimo, ma se ti batte un fenomeno, hai poco da lagnarti. E’ pure partito lungo. Io ho stretto i denti e mentre spingevo speravo che calasse, invece niente (in apertura lo sprint di Termoli, ndr). Lui è forte. Molto peggio il secondo posto di Canale, quando per essere stati tutti degli addormentati, non abbiamo ripreso Taco Van der Hoorn e ho vinto la volata per il secondo posto…».

Al via della tappa di San Giacomo, assieme al corregionale e compagno in rosa De Marchi
Al via della tappa di San Giacomo, con il corregionale e compagno in rosa De Marchi

Un fatto di gambe

Mancano due giorni alla nascita della bimba e sono tutti intorno a dirgli che in realtà il primo figlio arriva tardi. E lui, che non può uscire dalla bolla, sta lì a farsi i calcoli per quando il Giro arriverà a Sacile e magari Alessia potrà venire a fargli visita. Siamo onesti, se non ci fosse un contratto in scadenza, Davide a quest’ora sarebbe a casa accanto a lei, altro che storie! E intanto per esorcizzare l’attesa si parla ancora della volata.

«E’ stata tutta di gambe – dice – la sola accortezza tattica era prendere davanti l’ultima curva. Stamattina l’ho detto che era una tappa nel mirino, volevo vincere. Ma non avendo una squadra in supporto, nelle tappe di velocità pure posso fare poco. Bisognerà aspettare che il Giro vada più avanti, quando i velocisti saranno stanchi. Sicuramente se avessi uno o due uomini in grado di pilotarmi, risparmierei quel briciolo di forza che ti torna utile nello sprint. Diciamo che oggi ho scelto la ruota di Viviani e ho lasciato che a portarmi avanti fossero i suoi».

Alla partenza da Termoli, sapeva che avrebbe lottato per vincere la tappa
Alla partenza da Termoli, sapeva che avrebbe lottato per vincere la tappa

Ultimo uomo

Tappe per velocisti non abbondano nel seguito del Giro, mentre Cimolai, che velocisti puro non è, si contende con Nizzolo la conta dei secondi posti. Due ciascuno, finora. E allora il discorso si sposta sulle scelte. Fare le proprie volate o lanciare quelle degli altri? Accetterebbe di fare come Guarnieri, che si è specializzato ormai nel lanciare Demare?

«Ho sempre pensato di essere veloce – dice – ma se dovessi affiancarmi a un velocista forte come Viviani o Nizzolo, non avrei problemi ad aiutarli. Ho già dimostrato di essere un ottimo ultimo uomo. Un corridore intelligente deve capire il proprio ruolo e io probabilmente renderei meglio accanto a un velocista di prima fascia. Nell’attesa che arrivi, vorrei approfittare degli spazi che mi vengono lasciati e provare a vincere qualcosa. E il sogno ora sarebbe la Grado-Gorizia, che si corre in Friuli. Ma temo che il disegno vallonato favorirà le fughe».

Secondo, quasi staccato: Ewan si è davvero superato
Secondo, quasi staccato: Ewan si è davvero superato

«Qui sto bene»

Questi sono i giorni in cui si fa il mercato e attorno al nome di Cimolai qualche movimento in effetti c’è. Il suo procuratore è Manuel Quinziato, il ragionamento di Davide è onestissimo.

«La mia intenzione – dice – visto che ci sto bene, sarebbe rimanere qua. Ma ho un’età in cui bisogna scegliere per il meglio, lo stesso motivo per cui sono qui e non a casa con la mia compagna. Sarebbe bello se il velocista forte arrivasse qui. Venire in questa squadra è stata la scelta migliore. Ma adesso c’è da pensare alla famiglia, al nostro futuro e alle prossime tappe. Credo che questa sera di metà maggio, ce ne sia già a sufficienza».