Ganna Roubaix 2021

Verbania, casa Ganna: terra di grande ciclismo

25.10.2021
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La lunga stagione di Filippo Ganna è finalmente giunta alla sua conclusione, con un bilancio enorme in fatto di titoli e medaglie. Un altro salto di qualità da parte di quello che non solo è il vessillo ciclistico italiano del momento, ma è anche uno degli elementi più in vista in un periodo forse mai così prodigo per lo sport italiano. La foto di un Ganna giovanissimo vincitore alla Chrono des Nations aveva destato molta curiosità per capire da dove sia venuto fuori un simile fenomeno. Abbiamo quindi scavato nel passato del campione piemontese e la ricerca delle sue radici ci ha portato a Verbania, alla Ciclomania Barale.

L’attività in negozio ferve ogni giorno, sin dal 1998. Florido Barale mette nella sua attività commerciale lo stesso entusiasmo che trasmette ai suoi ragazzi nell’attività ciclistica. Fra quei ragazzi un giorno è comparso Filippo: «Con noi ha corso i due anni da Esordiente e i due da Allievo. Come definirlo? Una parola sola: predestinato».

Ganna Chrono 2014
Filippo Ganna alla partenza della Chrono des Champions 2014, vinta fra gli juniores
Ganna Chrono 2014
Filippo Ganna alla partenza della Chrono des Champions 2014, vinta fra gli juniores
Che cosa aveva che lo distingueva dagli altri?

Si era visto subito che aveva qualcosa di speciale, una cattiveria agonistica notevole che lo portava ad attaccare spesso, a seguire il suo istinto, tanto è vero che vinceva sempre per distacco: l’ultimo anno si aggiudicò 16 corse, ma la cosa che faceva letteralmente impazzire è che si aggiudicava per distacco anche gare in pianura, significa che sapeva già allora tenere ritmi incredibili. Dieci anni fa dicevo che Filippo avrebbe spaccato il mondo e mi prendevano per matto: che rivincite mi sono preso…

Fuori dalle gare com’era?

Un ragazzo tranquillo, sereno, sempre molto attento a quel che avveniva intorno a lui. Entrò subito nella nostra filosofia: ai nostri ragazzi non abbiamo mai chiesto risultati, se arrivano bene ma quel che più conta è l’interpretazione della corsa. Una vittoria stando sempre a ruota non ha sapore, stare succubi in mezzo al gruppo non fa parte del nostro credo, diciamo sempre loro che bisogna prendere l’aria in faccia. Filippo era il perfetto interprete di questo principio.

Quanto ha influito nella sua formazione la presenza del padre?

Moltissimo. Noi lo chiamiamo il “tedesco” proprio perché è rigido e irreprensibile nella cura dell’attività, attento ai minimi particolari, ma non ha mai influito sulle sue scelte né sulla sua preparazione ciclistica, lasciava fare ai tecnici della società. Ha inciso molto caratterialmente, trasmettendogli la disciplina del lavoro. Ancora oggi, con Filippo che abita in Svizzera, suo padre ci aiuta nella gestione della società ciclistica.

Marco e Daniela Ganna, genitori di Filippo, Giro d'Italia 2020
Daniela e Marco Ganna, i genitori di Filippo. Marco è stato azzurro di canoa negli anni Ottanta
Daniela e Marco Ganna, genitori di Filippo, base aerea Rivolto, Giro d'Italia 2020
Daniela e Marco Ganna, i genitori di Filippo. Marco è stato azzurro di canoa negli anni Ottanta
Il padre però veniva da una specialità molto diversa, la canoa (è stato anche olimpico a Los Angeles 1984)…

Sono meno lontane di quanto si pensi. Io sono convinto ad esempio che la predisposizione di Filippo per le specialità contro il tempo sia anche figlia dell’esperienza paterna. Marco ha sempre lavorato sui tempi quando si allenava e questo lo ha trasmesso al figlio. Se hai avuto un genitore atleta, questo non può che aiutare…

Con Filippo siete rimasti in contatto?

Certamente, soprattutto attraverso i social. Le nostre famiglie sono molto legate, intorno all’attività dei ragazzi, i genitori sono rimasti qui e lui quando è da queste parti una scappata la fa sempre.

Un giovanissimo Filippo con Florido Barale, suo patron al Pedale Ossolano, culminati col titolo Allievi a cronometro
Un giovanissimo Filippo con Florido Barale, suo patron al Pedale Ossolano, culminati col titolo Allievi a cronometro
E com’è visto oggi dai ragazzi della società?

E’ un riferimento. Noi abbiamo una quarantina di tesserati fra Esordienti e Allievi, facciamo molta attività ed è un risultato importante considerando che viviamo un periodo di crisi, di difficoltà in molte zone italiane dove fra i più giovani comincia a mancare la vocazione. Da noi non è così: considerate che la provincia di Verbania ha un numero di abitanti pari a un semplice rione di Torino o Milano, eppure nello spazio di pochi chilometri quadrati c’è una straordinaria concentrazione di campioni. La stessa Elisa Longo Borghini è distante appena una trentina di chilometri.

E a proposito di campionesse, ce n’è una in casa Barale…

Esatto. Francesca (campionessa italiana junior, ndr) spero tanto che possa seguire le stesse orme di famiglia: suo nonno Germano corse ai tempi di Coppi, io ho avuto una carriera breve ma un paio di Giri d’Italia li ho fatti all’inizio degli anni Novanta nell’Amore e Vita. Poi, se riuscirà a fare meglio, a raggiungere i livelli di Filippo ed Elisa sarò il più felice del mondo. Ve l’ho detto, qui da noi il ciclismo è di casa…