Giro d'Italia 2023, Domenico Pozzovivo

Il ritorno di Pozzovivo, più scienziato o corridore?

31.03.2026
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Sembrava uno scherzo, invece è vero. Domenico Pozzovivo torna a correre diciotto mesi dopo il Giro di Lombardia del 2024 in cui chiuse la carriera. Chi lo conosce e lo segue su Strava ha sempre saputo che il lucano non si è mai fermato del tutto, ma questo mondo non è capace di curiosità e regala aggettivi ogni volta che qualcuno prova a sovvertirne le regole non scritte. Se tutto va come auspica, Domenico tornerà in gruppo con la Solution Tech-Nippo a partire dal Tour of the Alps.

«Il problema – dice Pozzovivo con la solita ironia – è che tanta gente non sa che nel frattempo la mia vita non si è fermata. Non ero a casa depresso perché volevo tornare a correre. Le mie giornate erano strapiene anche prima di prendere questa decisione. Porterò comunque avanti le attività che ho intrapreso, la mia prerogativa è riuscire a fare tante cose insieme e le manterrò.

«Non mi sono pentito di aver smesso. Da quando è nata Diana, anzi da due mesi prima, non ho mai dormito fuori casa. Ho visto tutti i giorni quello che ha fatto – prosegue Pozzovivo – e i suoi progressi. Mi sono sempre interfacciato con lei da papà a tempo pieno, me la sono davvero goduta. In più, studiando come un pazzo, sono riuscito a prendere una laurea specialistica biennale in un solo anno. Insomma, non rimpiango di aver smesso».

Giro d'Italia 2015, Rinaldo Nocentini, Domenico Pozzovivo
Passato professionista con Reverberi, dal 2013 alla Ag2R fino al 2023 con la Israel, Pozzovivo ha corso nel WorldTour
Giro d'Italia 2015, Rinaldo Nocentini, Domenico Pozzovivo
Passato professionista con Reverberi, dal 2013 alla Ag2R fino al 2023 con la Israel, Pozzovivo ha corso nel WorldTour
C’è stato un momento decisivo che ti ha fatto prendere la decisione?

Più che altro è stato un periodo. L’anno scorso l’allenamento non era la prerogativa delle mie giornate e ugualmente, a livello di prestazioni, sono stato tutto l’anno sui massimi livelli che ho mai avuto, anche più del miglior Pozzovivo. Ho battuto tanti miei personali ed ero alla finestra, dicendo che prima o poi sarei scoppiato, non sarei andato più avanti e mi sarebbe venuta la nausea della bici.

Invece?

Non è successo. Tutto l’anno ho avuto una bella costanza di rendimento, pur con le mie 16-18 ore a settimana, perché il tempo era il fattore limitante. Dovevo prendermi cura della bambina, andare all’università, nel frattempo ho iniziato a fare il preparatore e quindi avevo veramente poco tempo. Però quando ti si stringono i tempi, studi come ottimizzarlo.

E ci sei riuscito?

Penso di aver fatto la qualità migliore da quando corro. E questo mi ha piano piano fatto balenare nel cervello questa curiosità. Perché non vedere cosa significano su strada questi valori? Ovvio che ci sono anche i contro, si parla di rischi e tutto il resto. Però alla fine potersi gestire un calendario di gare un po’ meno rischiose e adatte alle mie caratteristiche, ha reso la scommessa interessante.

Il fatto di aver allenato Alex Schwatzer, tornato alle gare così avanti, può aver inciso?

Può aver avuto il suo peso, perché Alex è stato l’apripista di ritorni agonistici cui nessuno avrebbe creduto. Il fatto che lui, nonostante ovviamente vicissitudini diverse, abbia avuto la voglia di tornare, ha avuto il suo contributo.

La collaborazione fra Pozzovivo e Scimone è iniziata nel 2005. A destra Valentina, moglie di Domenico
La collaborazione fra Pozzovivo e Scimone è iniziata nel 2005
In che modo hai trovato squadre?

La prima cosa che ho dovuto fare è stato convincere Raimondo (Scimone, da vent’anni procuratore di Pozzovivo, ndr). All’inizio sembrava una battuta. Gli ho detto: «Visto che l’anno scorso sono andato forte senza grandi sacrifici e divertendomi, perché non prepariamo l’italiano? Faccio solo l’italiano». Però non c’era la formula per farlo da isolato, a volte le idee si scontrano con la realtà. Per cui alla fine ho deciso di tornare a correre. E vediamo cosa produrrà la messa su strada di questo corridore di 43 anni.

Qual è la molla che ti spinge a farlo? Sai che sui social sei stato anche bersaglio di qualche insulto, su Pozzovivo sono state scritte parole forse ingiuste…

Mi spinge soprattutto la curiosità scientifica. L’anno scorso sono stato un po’ alla finestra per capire per quanto tempo riuscissi a mantenere determinate critical power. Da quella curiosità, è nata anche l’idea di vedere a che livello posso essere in un gruppo che ha la metà dei miei anni.

Diciamo che tutto sommato un’esperienza simile l’aveva fatta anche Davide Rebellin, anche se lui non aveva mai interrotto…

Lui è stato il precursore di questo tipo di cose. Ovviamente ci sono sempre delle barriere ideologiche, non so come definirle, di consuetudine, che spingono la gente a pensare che certe cose non si devono fare. Nei commenti c’è scritto “pietoso” e cose del genere, ma alla fine non è così. In tutte le cose della vita ci sono gli estremi, in un senso e nell’altro. C’è chi è maturato estremamente giovane e chi invece è riuscito ad avere una superiore longevità. Le carriere si accorciano, ma ci sono anche le eccezioni che fanno parte della varietà del mondo.

Hai fatto i tuoi tempi migliori in allenamento: non c’è il rischio che in gara cambi tutto, anche alla luce del maggior numero di ore?

Se fossi un giovane mai sperimentato, dire di sì. Però la durabilità è una mia cifra distintiva, quindi so di averla. Ho avuto determinati picchi e qualche volta, facendomi del male, ho ricercato i picchi durante gli allenamenti di endurance. Resto un atleta che può ripetere delle prestazioni anche a fine gara, quei tempi non sono dei fuochi di paglia che si possono fare solo nelle prime ore.

Sin dagli ultimi anni di carriera, Pozzovivo è stato uno degli attori della Squalo Tv con Nibali e Lello Ferrara
Sin dagli ultimi anni di carriera, Pozzovivo è stato uno degli attori della Squalo Tv con Nibali e Lello Ferrara
Come allenatore e nutrizionista, Pozzovivo è il preparatore di se stesso?

L’allenamento è stato un processo in cui negli ultimi anni ho introdotto sempre varietà, non mi sono mai tenuto stretto i vecchi metodi, li ho sempre messi in discussione. Magari la necessità di dover ottimizzare ancora di più i tempi mi ha fatto virare su una qualità estrema, quasi al limite. Una volta, facendo tutta quella qualità, si pensava di essere davvero esposti all’overtraining, invece non è avvenuto.

Dal punto di vista dell’alimentazione? 

Gli studi che ho fatto nell’ultimo anno e mezzo mi hanno permesso di migliorare tanti aspetti che io magari pensavo di far bene e invece mi sottoponevano a degli stress esagerati che erano controproducenti, soprattutto per il mantenimento del peso. In più ho sperimentato il fatto di allenarmi senza andare in altura e questo mi ha fatto capire che ne facevo troppa.

Debutto al Tour of the Alps?

Se la burocrazia della registrazione andrà a buon fine, l’idea è quella. Anche altre volte in passato mi sono trovato ad aspettare tanto un contratto, ma allora era molto più snervante, perché davvero ci tenevo a correre. Qui alla fine non c’è niente da perdere perché le mie ore di allenamento le avrei fatte comunque.

Tua moglie Valentina come l’ha presa?

All’inizio le perplessità ci sono state, però erano legate soprattutto alla gestione della vita familiare, in cui adesso ci dividiamo il compito di accudire nostra figlia, che è ancora piccola per andare al nido. Quindi nelle settimane in cui mancherò, toccherà a lei. Ora che questo aspetto sembra risolto e Valentina potrà continuare il suo dottorato senza problemi, la situazione si è sistemata. Io comunque non lascerò le attività che ho avviato e alla fine anche lei è favorevole perché così Diana avrà la possibilità di vedere il papà in bicicletta.

Giro di Lombardia 2024, Valentina COnte, Domenico Pozzovivo
Lombardia 2024: l’ultima corsa di Pozzovivo accanto a sua moglie Valentina. Diana nascerà il 20 dicembre
Lombardia 2024; l'ultima corsa accanto a sua moglie Valentina. Diana nascerà il 20 dicembre
Lombardia 2024: l’ultima corsa di Pozzovivo accanto a sua moglie Valentina. Diana nascerà il 20 dicembre
Il tuo orizzonte si ferma a questa unica corsa, oppure l’idea è di arrivare a fine stagione?

No, l’idea è di arrivare a fine stagione, anche perché c’è in ballo anche il discorso dei punti che può fare molto comodo alla squadra. Anche contribuire a farle avere l’invito per il Giro d’Italia, per me potrebbe essere un grande obiettivo.

Alla fine sarai contento se? 

Se sarò stato in grado di esserci nelle gare in cui c’è tanta salita. Tanti di quelli della mia generazione, che hanno smesso, fanno il tifo per me, perché alla fine è un riscatto anche per loro. Negli ultimi anni sono stati presi a sassate da questi giovani così forti, mi incuriosisce vedere che cosa potrà fare il mio motore in un gruppo popolato da loro…