78° Trofeo Piva (foto Pederiva)

Amadori: la nazionale che cambia e i ragazzi da valorizzare

07.04.2026
6 min
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NEGRAR DI VALPOLICELLA (VR) – Trofeo Piva e Giro del Belvedere hanno portato in alto i colori della nazionale italiana, con Riccardo Lorello e Lorenzo Finn. Due storie diverse. Quella di Lorello che finalmente in una formazione continental ha trovato il modo di emergere e vincere. Mentre l’altro è l’ennesimo capitolo di uno, Lorenzo Finn, che sembra nato per vincere e guardandolo da fuori sembra tutto semplice, ma così non è. 

Tra poche ore il Palio del Recioto metterà fine a questo trittico internazionale under 23, che ha visto emergere anche Tommaso Bambagioni in maglia Technipes #InEmiliaRomagna. Nelle prime posizioni di questi appuntamenti sono tanti i nomi degli italiani, ognuno con la sua storia e il suo percorso di crescita.

Sorpresa Lorello

A mettere tutto in ordine ci deve e ci dovrà pensare il cittì della nazionale U23, Marino Amadori. Chiamato al delicato compito di garantire ai ragazzi il cammino più equo possibile, dando a ciascuno le occasioni per dimostrare le proprie qualità (in apertura foto Pederiva). 

«Partiamo da Lorello – racconta all’ombra di una vigna nelle giornata di ieri al Belvedere – che è un corridore meritevole e ha già vestito la maglia azzurra lo scorso anno alla Nations Cup in Repubblica Ceca. E’ un ragazzo interessante, il quale in certi percorsi è molto bravo e veloce: vincere come ha fatto al Piva non è scontato. Può ancora crescere e migliorare, quindi mi auguro abbia modo di farlo. Anche perché mondiale ed europeo saranno molto impegnativi e non è da escludere che Lorello possa far parte nuovamente della nazionale».

78° Trofeo Piva (foto Pederiva)
In questi due giorni di gara è emerso anche Tommaso Bambagioni, secondo al Piva e terzo al Belvedere (foto Pederiva)
78° Trofeo Piva (foto Pederiva)
In questi due giorni di gara è emerso anche Tommaso Bambagioni, secondo al Piva e terzo al Belvedere (foto Pederiva)
Si è rivisto anche un Finn forte e vincente…

Mi aspettavo potesse rientrare nelle gare under 23 facendo esattamente quello che gli abbiamo visto fare oggi al Belvedere (ieri, ndr). Deve divertirsi, ha la possibilità di correre con una maglia unica e di conseguenza sono convinto debba togliersi le sue soddisfazioni. Corre in una squadra che gli permette di fare una certa attività, volta ad avere la migliore crescita possibile. Deve fare uno scalino ogni anno se un domani vorrà diventare qualcuno di importante

L’UCI ha cancellato la Nations Cup, come cambia la gestione della nazionale?

Era una competizione alla quale tenevamo molto e che è sempre stata un obiettivo, in cui abbiamo sempre fatto molto bene. Ora non c’è più, e vedendo come si muove il mondo under 23 tra devo team e continental, dovremo dare un supporto ai ragazzi che non sono in questi team o che non riescono a fare una certa attività internazionale. Apro una parentesi. 

78° Trofeo Piva (foto Pederiva)
Le formazioni continental italiane hanno dimostrato di poter competere contro i devo team (foto Pederiva)
78° Trofeo Piva (foto Pederiva)
Le formazioni continental italiane hanno dimostrato di poter competere contro i devo team (foto Pederiva)
Prego…

In questi giorni abbiamo avuto ottimi risultati con i nostri ragazzi, anche in gare di contesto internazionale e con molti devo team e corridori stranieri molto forti. Questo grazie alle corse a tappe come il Giro di Sardegna e la Coppi e Bartoli, dove hanno messo chilometri nelle gambe. La differenza si è vista, soprattutto perché i ragazzi sono riusciti a fare un calendario simile a quello dei devo team

Come si inserisce il tuo lavoro in tutto questo?

Non sarà solo il mio, ma quello di Elia Viviani e Roberto Amadio, con i quali ho parlato e con cui ci stiamo attrezzando per inserirci e fare qualche corsa a tappe con la nazionale under 23. Il Tour of the Alps in questo senso cade perfettamente nel calendario e ci saremo per permettere a questi ragazzi, sei under 23 e un elite, di fare un’esperienza di un certo livello

77° Trofeo Piva, Matteo Scalco, XDS Astana Team (foto Pederiva)
Nei devo team corrono ottimi talenti, ma nelle altre squadre ci sono corridori altrettanto validi e da valorizzare (foto Pederiva)
77° Trofeo Piva, Matteo Scalco, XDS Astana Team (foto Pederiva)
Nei devo team corrono ottimi talenti, ma nelle altre squadre ci sono corridori altrettanto validi e da valorizzare (foto Pederiva)
Ne avete individuate altre?

Dovremo capire come sarà organizzato il Giro Next Gen e quali squadre rimarranno fuori, così come in ottica Tour de l’Avenir, al quale i devo team porteranno sicuramente i migliori. Noi dovremo capire se e come partecipare come nazionale per dare anche ai ragazzi delle continental l’occasione di fare certe esperienze. 

Come ti stai trovando con questi nuovi regolamenti e metodi?

Aver perso la Nations Cup è stato un colpo abbastanza duro, perché grazie a quelle gare avevamo modo di creare dei programmi e gestire i ragazzi per farli lavorare bene in vista dei vari obiettivi. Ad oggi ci sono 21 devo team e più di 300 ragazzi al loro interno. In un certo senso possono essere considerati i migliori, ma non dobbiamo escludere e dimenticare gli altri. Io rimango dell’idea che le formazioni italiane lavorino bene e che il talento ci sia. 

87° Giro del Belvedere. Lorenzo Finn, Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies (RS Photors)
Amadori si trova a lavorare con il campione del mondo U23 in carica: una bella responsabilità e un grande motivo di orgoglio (RS Photors)
87° Giro del Belvedere. Lorenzo Finn, Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies (RS Photors)
Amadori si trova a lavorare con il campione del mondo U23 in carica: una bella responsabilità e un grande motivo di orgoglio (RS Photors)
La nazionale diventa, in una certa ottica, un devo team?

Costruire un gruppo con il quale lavorare e porsi degli obiettivi è fondamentale, alla fine la squadra è alla base di questo sport. Quindi non si tratterà solo di offrire occasioni e supporto, ma anche creare un gruppo capace di andare agli eventi principali per giocarsi le proprie carte. I corridori ci sono, ad esempio Lorello, ma anche lo stesso Bambagioni. 

E’ il primo anno in cui hai modo di continuare a lavorare con il campione del mondo in carica.

Vero, non abbiamo ancora affrontato il discorso, ma credo che Lorenzo (Finn, ndr) ci tenga al mondiale. Mi piacerebbe fare una formazione all’altezza per poter andare a Montreal e giocarcela fino alla fine. Per me è una spinta, uno stimolo in più. Avere il campione del mondo è una motivazione anche per creare la nazionale giusta, propositiva e adeguata all’obiettivo.