Casa Mavic, il rilancio inizia da dove tutto è cominciato

12.01.2023
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La storia di Mavic appartiene al ciclismo, alla bicicletta e a tutti gli appassionati delle due ruote a pedali. Dopo le difficoltà di questi ultimi anni, dovute principalmente ai passaggi di proprietà, l’azienda di Annecy torna a far girare le ruote a grande velocità, all’interno di un mondo che non si è mai dimenticato di quel simbolo giallo. Siamo stati nella loro nuova casa, ne apriamo le porte insieme.

Mavic è un acronimo, un riassunto di vocaboli che quasi non esistono più. Manifacture d’Articles Vélocipédiques Idoux & Chanel (Charles Idoux e Lucien Chanel sono i fondatori, era il 1889).

L’R&D Mavic non ha mai smesso di creare
L’R&D Mavic non ha mai smesso di creare

Forse non tutti sanno che…

Il primo cerchio in lega metallica “Dura” (Dura è utilizzato anche nei tempi attuali per le trasmissioni….) lo ha creato Mavic. Era per i tubolari e correva l’anno 1934. Venne utilizzato da Antoin Magne e vinse il Tour de France. Quando nasce il primo cerchio clincher per il copertoncino e camera d’aria? Nel 1975, Mavic in collaborazione con Michelin sviluppa e produce Module E, un cerchio in alluminio con doppio ponte e pareti ad uncino per ingaggiare lo pneumatico.

Nel 1979 viene prodotta la prima trasmissione Mavic, ma è nel 1999 che l’azienda transalpina mostra il primo deragliatore con funzionamento wireless. Vero è che il successo rimase limitato, così come la sua veicolazione nel mercato, ma di sicuro qualcosa stava cambiando già da allora. In mezzo però c’è il 1997, dove viene utilizzata la prima ruota in carbonio a tre razze e viene fornita agli scalatori la prima ruota pre-assemblata: la Helium.

Nel 2010 Mavic immette sul mercato il primissimo sistema ruota/pneumatico e le voci sempre più insistenti sui tubeless road prendono sempre più dei contorni tangibili. Il 2016 è la volta della prima ruota in carbonio, senza pista frenante in alluminio e viene introdotta in modo ufficiale la tecnologia laser iTGmax per le lavorazioni della fibra composita.

Un ulteriore passo in avanti viene fatto nel 2020, quando viene prodotto in primo cerchio full carbon tubeless UST che non necessita di tape interno. Inoltre viene introdotta la tecnologia Fore Carbon per i raggi che si innestano in modo diretto nel cerchio, per un pacchetto dalla rigidità elevata e con una leggerezza da primato.

La storia non si dimentica

Il marchio francese rimane una sorta di conduzione familiare fino al 1994, anno in cui entra nel gruppo Salomon, poi Adidas e di seguito l’ingresso nel gruppo finlandese Amer Sports. Da qui il passaggio poco fortunato all’interno del fondo americano Regent e il ritorno in un gruppo di natura francese, che coincide con il rilancio vero e proprio, tangibile e sostanzioso di Mavic. Si tratta di Bourrelier Group che ne detiene il 100 per cento.

La famiglia Bourrelier ha investito oltre 10 milioni di euro esclusivamente per la progettazione e costruzione della nuova casa di Mavic, un edificio avveniristico e che ha anche il compito di diventare il cuore pulsante dell’azienda. Oggi Mavic conta 182 dipendenti e cinque filiali dirette condotte da Mavic (significa non sono distributori): Italia e Spagna, Germania e Regno Unito, ma anche in Giappone.

Jean-Michel Bourrelier e Yoann Bourrelier (foto Mavic)
Jean-Michel Bourrelier e Yoann Bourrelier (foto Mavic)

Un biennio per ripartire

Tra il 2020 e il 2022 Mavic ha in parte fatto perdere le sue tracce, anche se in realtà l’azienda stava gettando le basi della rinascita e del rilancio. Il passaggio, prima da Amer Sport e poi dal fondo Regent, ha obbligato un reset completo, anche in termini di organizzazione interna. Non solo, perché in questo periodo il nuovo gruppo di lavoro e la nuova proprietà sono stati in grado di riportare quasi completamente la produzione in Europa.

Mavic produce il 97 per cento dei componenti per le ruote sul suolo europeo (Francia e Romania). L’obiettivo è quello di alzare ulteriormente l’asticella ed avvalersi di una produzione sempre più Made in Europe, anche per quanto concerne gli equipaggiamenti. In questo anche l’Italia gioca un ruolo importante. Inoltre i materiali lavorati vengono riciclati per oltre il 90 per cento.

Ritornano le sponsorizzazioni

Nel 2023 Mavic sarà impegnata nell’attività di co-sponsor del team St. Michel-Auber93, con le compagini maschile e femminile. Inoltre le macchine gialle del Servizio di Assistenza Tecnica Neutrale hanno già ripreso le attività di supporto già nel corso della stagione 2022.