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Mavic Infinity hub, cos’è e come funziona

27.11.2021
5 min
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E’ l’ultima versione che equipaggia le ruote dell’azienda francese e si chiama Infinity hub 801 SP. E’ molto differente se comparato con quello della generazione precedente e ha due obiettivi principali: il primo è garantire efficienza e un ingaggio immediato della ruota libera, il secondo di essere longevo e minimizzare la manutenzione. Anche per questi motivi, Mavic Infinity adotta l’acronimo ID360 (IstantDrive 360), efficienza in ogni punto e momento della fase rotante. Prima di proseguire la nostra argomentazione, vediamo il video animato che dà un’idea precisa del nostro soggetto.

Mavic Infinity, come è fatto

Il corpo del mozzo è ottenuto grazie all’azione di macchine CNC e in origine è un blocco unico di alluminio: non ci sono raccordi e parti incollate o applicate in un secondo momento. L’Infinity Hub SP (straight Pull) di Mavic funge come un involucro e nasconde un meccanismo interno. Partendo dal lato drive, la ruota libera, che può essere per Shimano (inclusa la versione MicroSpline), Sram XD e Campagnolo (e N3W), è sostenuta da un asse passante da 17 millimetri di diametro, con 2,5 di spessore. Non sono dei numeri a caso, in particolar modo quello che si riferisce allo spessore (aumentato del 66% rispetto al competitior principale), maggiorato rispetto agli standard che il mercato offre. Ma andiamo per ordine.

Tutto ciò che compone una ruota Mavic. I raggi, il carbonio dei cerchi, i mozzi…
Tutto ciò che compone una ruota Mavic. I raggi, il carbonio dei cerchi, i mozzi…

L’interno

  • Alle spalle del corpetto ci sono una molla (l’unica presente) e due ruote dentate.
  • La prima è una sorta di ammortizzatore, mentre i due ingranaggi sono il cuore del sistema. Sono in lega e lavorati con macchine CNC, disponibili con 40 oppure 24 denti (per la versione mtb). La prima soluzione ha un angolo d’ingaggio di 9°, la seconda di 15°. Entrambe presentano una sorta di incavo, che funziona come un alloggio per la molla da una parte e per un “silenziatore” (un vero e proprio anello in gomma che può essere rimosso senza problemi) dall’altra.
  • Un o-ring più grande si posiziona tra l’incavo del mozzo e la zona di battuta della ruota libera, con il compito di schermare e proteggere il comparto di rotazione da sporco, umido e acqua.
  • L’ultimo componente è un cuscinetto sigillato con sfere in acciaio, di ottima qualità e di lunga durata, con un diametro maggiorato del 40%, rispetto al primo competitor del mercato. Le sfere più grandi contribuiscono alla longevità del comparto.
  • Il lato non drive invece, è molto più semplice in fatto di costruzione ed assemblaggio. Ci sono gli adattatori esterni che fungono da coperchio. C’è un seeger in metallo che chiude e compatta, c’é una rondella che protegge i cuscinetti sigillati. Quest’ultima oltre a schermare ottimizza il precarico, sempre ottimale e che non necessita di aggiustamenti.
  • E poi ci le flange dove ingaggiano i raggi. Questi ultimi sono a testa dritta e hanno una lunghezza unica per le ruote anteriore e posteriore.

Cosa cambia?

Il lato della ruota libera non prevede dei fermi, viti o blocchi. Per rimuovere il corpetto è sufficiente tirare verso l’alto e non è necessario togliere i pignoni. Questo si traduce in una maggiore facilità di pulizia e manutenzione. In fase di re-inserimento delle parti rotanti e delle schermature, si può evitare di introdurre l’anello in gomma (il silenziatore), in tutta sicurezza e senza sacrificare l’efficienza della ruota. In fase di rotazione, quando non si pedala, il mozzo avrà un “suono” invadente e metallico, quello che piace ai più agonisti! Il mozzo Inifinity di Mavic ha eliminato ogni possibilità di regolazione del precarico dei cuscinetti: il comparto è perfettamente “settato dalla fabbrica”. Non c’é più la ghiera esterna che comprime e/o rilascia la pressione, fattore che azzera il rischio di schiacciamenti, a favore di una manutenzione “quasi” azzerata.

Mavic (che ha prodotto e concesso le immagini utilizzate in questo articolo) sta lavorando alacremente per tornare nel ciclismo professionistico di prima fascia. Le ultime indiscrezioni fanno pensare che nel 2022 non vedremo le ruote dell’azienda transalpina nel WorldTour maschile, le troveremo invece in una compagine femminile: il Team DropsLeCol.

La Ribble in carbonio con le ruote Mavic customizzate nelle colorazioni e in versione tubeless
La Ribble in carbonio e con le ruote Mavic customizzate nelle colorazioni, in versione tubeless

mavic.com