La sicurezza in bicicletta parte dalla testa. In tutti i sensi. E’ questo il messaggio al centro della ben avviata collaborazione tra ABUS e la Fondazione savemybrain, impegnate insieme nella prevenzione dei traumi cranio-encefalici e nella sensibilizzazione sull’importanza dell’utilizzo del casco.
Il cervello è la centrale di comando del corpo umano. Controlla pensieri, emozioni e movimenti. Eppure possono bastare pochi secondi – magari una caduta in bicicletta – per provocare conseguenze molto gravi. Per questo il casco rappresenta uno degli elementi fondamentali della sicurezza del ciclista.
Prevenzione, informazione e assistenza
La collaborazione tra ABUS e savemybrain nasce da una visione comune. La sicurezza non riguarda soltanto la tecnologia utilizzata per realizzare un casco. Passa anche dalla consapevolezza e dai comportamenti di chi pedala.
L’attività della Fondazione si sviluppa attorno a tre aree principali: prevenzione, sensibilizzazione e assistenza post-trauma: savemybrain porta avanti iniziative informative, anche nelle scuole. L’obiettivo è spiegare i rischi legati ai traumi cranici e mostrare come utilizzare correttamente il casco. Allo stesso tempo, la Fondazione sostiene chi ha subito una lesione cerebrale e le relative famiglie nel difficile percorso successivo all’incidente.


Il casco può fare la differenza
Dietro le statistiche ci sono persone e famiglie. Secondo i dati citati dalla Fondazione, in Germania muoiono circa quattrocento persone in incidenti in bicicletta, e gli esperti stimano che una quota significativa dei decessi sia collegata ai traumi cranici. E’ proprio su questo terreno che prevenzione e protezione assumono un ruolo centrale. Gli studi internazionali richiamati da savemybrain indicano infatti come l’utilizzo del casco in bicicletta possa ridurre sensibilmente il rischio di lesioni alla testa.
A rendere ancora più concreto il messaggio sono le storie di chi un trauma cranico lo ha vissuto direttamente. Come Hans-Peter Durst, che dopo un grave incidente è riuscito a tornare allo sport. Il suo percorso lo ha portato fino al successo paralimpico e a otto titoli mondiali. Oggi è ambassador di savemybrain e utilizza la propria esperienza per sensibilizzare altre persone.


Rendere “visibile” la sicurezza
La collaborazione tra ABUS e Fondazione savemybrain punta quindi a trasformare queste esperienze in prevenzione. Un messaggio che vale per ogni ciclista. Dalla strada al gravel e fino alla mountain bike, passando per gli spostamenti urbani e i bambini che pedalano magari per andare a scuola. E la protezione non termina con l’acquisto del casco. Dopo una caduta importante, anche quando esternamente sembra integro, la struttura interna può aver subito danni non visibili…
La conclusione è semplice: proteggere la testa significa proteggere ciò che siamo. Ed è proprio da questa consapevolezza che ABUS e savemybrain vogliono costruire una cultura della sicurezza sempre più diffusa nel mondo della bicicletta.