Domenico Pozzovivo non si ferma: «Vorrei continuare»

31.10.2026
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E’ davvero un peccato che il 2026 agonistico di Domenico Pozzovivo si sia chiuso con un infortunio alla mano in Giappone. Era la stagione del suo rientro alle corse ed è andata più che bene. Magari si poteva terminare con ben altro clima. Ma alla fine il lucano non è abbattuto, anzi… A 44 anni ha ottenuto oltre 500 punti, sette podi fra tappe e classifiche generali. La caduta in Giappone è stata causata suo malgrado da una scivolata di Attila Valter. L’ungherese gli era davanti e la sua bici è finita sotto quella di Domenico. «Mi sono ritrovato in un campo, senza un graffio ma con un gran dolore alla mano».

Domenico è stato operato al metatarso e subito era lì a guardare avanti, perché lo diciamo subito: Pozzovivo non si ferma. O meglio, il corridore della Solution Tech non si vuole fermare. E il fatto che la sua squadra sia tra quelle che possono essere invitate al Giro d’Italia rende tutto ancora più accattivante. Diciamocelo: chi non vorrebbe vedere Pozzo al via da Trieste?

Domenico Pozzovivo
Domenico Pozzovivo (classe 1982) ha concluso la sua 21ª stagione da pro’… dopo un anno relativamente sabbatico
Domenico Pozzovivo
Domenico Pozzovivo (classe 1982) ha concluso la sua 21ª stagione da pro’… dopo un anno relativamente sabbatico
Partiamo dalla fine, Domenico. Per voi della Solution Tech-NIPPO è arrivata una top 30 guadagnata sul campo. E tu hai contribuito tantissimo.

In effetti è stata una top 30 che penso sia meritata, vissuta anche fortunatamente con una certa tranquillità, perché il rendimento è stato costante e distribuito lungo tutta la stagione. Il mio contributo di punti, tra l’altro tutto in Europa, non è stato marginale. Sono quindi orgoglioso di aver potuto mantenere le promesse che avevo fatto al team quando l’ho raggiunto.

E quali erano queste promesse?

Avevo parlato di una soglia di 500 punti e l’ho appena superata. Peccato per il finale: altrimenti avrei potuto raggiungere una soglia un po’ più alta. Tra una tracheite prima del Giro dell’Emilia e la caduta alla Japan Cup, che mi ha causato questo problema alla mano, sono comunque andato oltre quello che pensavo.

Poi bisogna anche considerare che hai ripreso ad aprile…

A fine aprile, per essere precisi. Parliamo di 35 giorni di gara, quindi, per fare un confronto, una ventina di giorni in meno rispetto a quelli che normalmente si affrontano, forse anche 25.

Domenico Pozzovivo
Giro del 2013, Pozzovivo vince a Lago Laceno: la sua vittoria forse più importante. Domenico ha detto di aver raggiunto i suoi livelli più alti quest’anno
Domenico Pozzovivo
Giro del 2013, Pozzovivo vince a Lago Laceno: la sua vittoria forse più importante. Domenico ha detto di aver raggiunto i suoi livelli più alti quest’anno
Come avete vissuto la conquista di questa top 30?

C’era un buon clima, che poi è un po’ il meccanismo dei circoli virtuosi che si instaurano quando le cose vanno bene. Tutti sono stimolati a fare bene, ma senza pressioni. Ed è quello che è successo in squadra.

Veniamo a te, Domenico. Come hai vissuto questo anno del rientro? Come se fosse il primo, con più pressione perché magari volevi dimostrare qualcosa a te stesso? Oppure ti sei divertito?

Diciamo che ho mantenuto quello che mi ero proposto fin dall’inizio, quando mi è balenata l’idea di tornare: prenderla con più leggerezza, anche perché, come ho spesso detto, ho l’impegno familiare di crescere mia figlia. Nella mia situazione relativizzi un po’ tutto e capisci anche che, alla mia età, non puoi vivere il ciclismo come il centro del mondo. Poi, paradossalmente, quando lo fai in questa maniera, sei anche più libero mentalmente dai risultati. E, dal punto di vista fisico, i valori che avevo già rilevato in allenamento sono stati i migliori di sempre.

Valori migliori di sempre. E allora cosa farà Domenico Pozzovivo il prossimo anno?

L’idea di voler continuare c’è, ovviamente mantenendo questo spirito e questi ingredienti. Allora sì che potrei pensare di portare a casa un’altra stagione, senza che poi diventi una stagione di troppo.

Domenico Pozzovivo
Domenico ha mostrato la sua grinta e la sua classe, apportando al team oltre 500 punti: quelli che gli hanno consentito di posizionarsi 26ª nel ranking UCI
Domenico Pozzovivo
Domenico ha mostrato la sua grinta e la sua classe, apportando al team oltre 500 punti: quelli che gli hanno consentito di posizionarsi 26ª nel ranking UCI
Sempre con Solution Tech o c’è qualche altro team?

Mi piacerebbe continuare con loro, visto che alla fine sono stati quelli che hanno avuto il coraggio di investire su un corridore della mia età, con così tanti anni di carriera alle spalle.

Domenico, tu sei uno molto tecnico, scientifico e al tempo stesso appassionato. Come ti spieghi i valori migliori di sempre a 44 anni? Tecnologia, alimentazione, testa libera?

Di base c’è comunque una genetica predisposta a mantenere un determinato livello di prestazione anche con il passare degli anni, cosa che non è una prerogativa comune a tutti. Il resto è già contenuto nella domanda: un approccio nutrizionale e un metodo di lavoro in allenamento che permettono di sfruttare tutte le capacità fisiche di cui si dispone. Paradossalmente, per chi come me ha vissuto diverse epoche del ciclismo, questo potrebbe lasciare qualche rimpianto. Da giovane, quando le mie capacità fisiche erano ancora superiori, soprattutto prima dell’incidente del 2019, non ho sfruttato appieno il mio potenziale. Ma, alla fine, la risposta è semplice: all’epoca non c’erano le conoscenze necessarie.

Quindi è inutile stare lì a pensarci e ripensarci…

Era un’altra epoca. Integrazione, alimentazione, tecnologia, metodologie di allenamento: tutta una serie di soluzioni che ho trovato nella fase discendente della mia carriera e che l’hanno attenuata notevolmente.

Domenico Pozzovivo
Domenico Pozzovivo ha parlato di un bel clima in squadra
Domenico Pozzovivo
Domenico Pozzovivo ha parlato di un bel clima in squadra
C’è tutto questo assillo di puntare sui giovani e si dice che le carriere si accorcino. La tua longevità è un fatto soggettivo oppure puntare sui giovani è un abbaglio, visto che si può andare avanti negli anni mantenendo un rendimento elevato?

Può essere entrambe le cose. Generalizzare partendo da casi singoli può essere un errore, sia quando si parla di eccezionalità, sia quando si cerca di estendere a una platea più ampia i risultati di persone eccezionali come Tadej Pogacar o Remco Evenepoel. Nel mio piccolo, la mia è una longevità meno comune da vedere. Però è anche vero che una carriera lunga può trovare spazio pure nel ciclismo moderno. Il problema è che bisogna far procedere di pari passo l’aspetto mentale e quello fisico.

E anche qui volevamo arrivare…

Sull’aspetto fisico non ho dubbi: si può correre per tanti anni anche in un ciclismo così esigente. Questo, però, come dimostra anche la mia esperienza, ti espone meno al rischio di errore e, in un certo senso, ci salvaguarda. Dal punto di vista mentale, invece, questo ciclismo ti consuma molto prima. Contro la fatica mentale e la nausea per un esercizio che ripeti sempre, a un certo punto c’è poco da fare. Quindi ci sta che le carriere siano più corte. Puntare sui giovani può essere una strategia per sfruttare al meglio tutte le loro risorse finché ne hanno voglia.

Una curiosità: quanti chilometri complessivi e quante ore di allenamento hai accumulato, più o meno, considerando che hai iniziato a correre ad aprile?

Faccio una proiezione sull’intero anno, che è il dato più facile da confrontare. Nelle ultime stagioni prima di ritirarmi, la media si aggirava intorno ai 32-33 mila chilometri all’anno, con un dislivello complessivo di circa 600.000 metri. Nella stagione in cui ho smesso, comunque, mi sono mantenuto ben allenato: ho percorso circa 24 mila chilometri. Quest’anno dovrei attestarmi su una via di mezzo, chiudendo intorno ai 28-30 mila chilometri e con circa 500.000 metri di dislivello.

Domenico Pozzovivo
Pozzovivo all’IBF mentre firmava autografi. Sarebbe davvero una bella storia rivederlo alla corsa rosa (foto Instagram)
Domenico Pozzovivo
Pozzovivo all’IBF mentre firmava autografi. Sarebbe davvero una bella storia rivederlo alla corsa rosa (foto Instagram)
Quando saprai se continuerai e se lo farai con Solution Tech?

Spero di definire tutto nel mese di novembre, cosa che rappresenterebbe anche un unicum rispetto alle mie ultime stagioni. Per me sarebbe molto importante affrontare l’inverno con un programma già in testa e un’idea di quando e come cercare la prestazione migliore. Anche perché vi dico una cosa: nella stagione appena conclusa, le prestazioni migliori le ho avute prima di tornare a correre.

E come mai?

Ero sempre un po’ a testarmi, a spingere: un po’ per divertirmi, un po’ per allenarmi. Durante la stagione ho fatto davvero fatica a raggiungere quei picchi che avevo toccato nella prima parte della primavera.

A proposito di test, Domenico. La volta scorsa ci avevi detto che avevi ancora il KOM su una salita del Lombardia. Pogacar non te l’ha tolto!

Eh, ma me l’ha tolto Paul Seixas, che è andato fortissimo, con valori mostruosi.