Ballerini è pronto per la Q36.5 e si toglie qualche sassolino…

Ballerini è pronto per la Q36.5 e si toglie qualche sassolino…

18.10.2026
5 min
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La vittoria di tappa al Giro sembra molto più lontana di quel che in effetti è. Perché Davide Ballerini è in procinto di un cambiamento importante, che riguarda non solo il cambio di casacca lasciando l’XDS Astana per passare alla Pinarello Q36.5, ma anche di prospettive e per uno con tante annate ciclistiche alle spalle non è cosa da poco.

Il suo 2026 si è chiuso domenica con la Parigi-Tours, ma Ballerini non ha intenzione di fermarsi, segno che la sua voglia non è minimamente in calo a 32 anni suonati. Pochi in realtà, ma forse tanti in questo ciclismo sempre più giovane e che tutto consuma a grandi velocità. Il suo 2026 è stato ricco di luci ed ombre ed è difficile trovargli una netta definizione.

Ballerini chiude il suo 2026 con due vittorie, al Giro di Turchia e nella tappa di Napoli al Giro d'Italia
Ballerini chiude il suo 2026 con due vittorie, al Giro di Turchia e nella tappa di Napoli al Giro d’Italia
Ballerini chiude il suo 2026 con due vittorie, al Giro di Turchia e nella tappa di Napoli al Giro d'Italia
Ballerini chiude il suo 2026 con due vittorie, al Giro di Turchia e nella tappa di Napoli al Giro d’Italia

«Io lo giudico discretamente bene, diciamo che ha avuto due lati: da una parte sono riuscito a ritornare alla vittoria, oltretutto al Giro d’Italia ed è stato molto importante per me, dopo quasi tre anni che non riuscivo a vincere. Ma dall’altra parte c’è anche un bilancio negativo nelle classiche che non sono andate come speravo».

Che cosa ha funzionato e non ha funzionato in questa stagione?

Non so dare una risposta precisa, io ho sempre cercato di fare le cose nel migliore dei modi, soprattutto anche sulla base dell’anno scorso, nelle quali le classiche di sicuro erano andate meglio di quest’anno. Ho rifatto le stesse cose a fotocopia per quanto riguarda la preparazione e la scelta di gare prima delle classiche. Non so se è stata sfortuna o dinamiche di gara o magari anche la condizione che non era al top, i numeri dicevano che era tutto a posto e questa domanda nella mia testa è rimasta quindi senza risposta.

Ballerini ha firmato un biennale con la Pinarello Q36.5 dopo tre anni di permanenza all'Astana
Ballerini ha firmato un biennale con la Pinarello Q36.5 dopo tre anni di permanenza all’Astana
Ballerini ha firmato un biennale con la Pinarello Q36.5 dopo tre anni di permanenza all'Astana
Ballerini ha firmato un biennale con la Pinarello Q36.5 dopo tre anni di permanenza all’Astana
Che cosa ti ha convinto del progetto Pinarello Q36.5 per cambiare squadra?

In primis la voglia di provare nuove ambizioni, un nuovo stimolo. Mi hanno presentato un grande progetto in fase di crescita, soprattutto per quanto riguarda le classiche. Loro hanno molte ambizioni al riguardo, poi anche nei Grandi Giri con Pidcock, per fare un buon piazzamento in una generale, quindi mi hanno presentato un progetto soprattutto identificandomi come uomo squadra. Una figura fondamentale nel ciclismo di oggi.

Un ruolo diverso per te…

Quando sono andato in Quick Step, in quei 4 anni, ho imparato molto su come fare ciclismo. Ho cercato di portare questi insegnamenti in Astana, ma per certi versi non hanno funzionato. Anche perché bisogna avere la volontà di aiutarsi tra i compagni. Non sto dicendo che non è mai successo, però io davo sempre dei consigli ai miei compagni o allo staff, ma non venivo molto ascoltato e per certi versi lo capisco.

All'Astana Ballerini ha colto molti buoni risultati ma senza trovare il giusto feeling
All’Astana Ballerini ha colto molti buoni risultati ma senza trovare il giusto feeling
All'Astana Ballerini ha colto molti buoni risultati ma senza trovare il giusto feeling
All’Astana Ballerini ha colto molti buoni risultati ma senza trovare il giusto feeling
Che cosa non funzionava?

Ti rispondo con un paragone: mi ricordo quando a scuola venivano ex studenti e ci dicevano: “Ragazzi, studiate perché è importante”, ma al momento non lo riesci a capire, devi passarci, devi prima sbatterci la testa e poi dopo magari dici che avevano ragione. Mi sono anche reso conto che nel ciclismo, se non hai un capitano sopra tutti, come può essere il Van der Poel e Pogacar della situazione, non è mai facile gestire una squadra. Un faro in squadra è fondamentale, in Quick Step era Alaphilippe e la squadra girava intorno a lui, i giovani che arrivavano prendevano anche spunto da lui.

Non hai paura che andando in una squadra già con grandi nomi e che ha fatto una grande campagna acquisti ci siano meno spazi per te, per il Ballerini che cerca la vittoria?

La vittoria tutti quanti la cercano. Ma c’è sempre un passo intermedio che è quello di aiutarsi a vicenda, perché senza di questo la vittoria non arriva. Io sono disposto a mettermi in gioco, sono disposto ad aiutare i miei compagni e sono anche consapevole che non sono Van der Poel o Van Aert, ma ho i miei mezzi e posso metterli a disposizione alla squadra. Posso cogliere un buon risultato, ma vincere una classica per me è veramente difficile. Poi incomincio ad avere i miei anni in un ciclismo sempre più giovanile, ma sono consapevole che ho ancora delle cartucce da sparare.

Cambieranno i compiti di Ballerini alla Pinarello Q36.5 dove l'hanno preso per essere uomo squadra con la sua esperienza
Cambieranno i compiti di Ballerini alla Pinarello-Q36.5 dove l’hanno preso per essere uomo squadra con la sua esperienza
Cambieranno i compiti di Ballerini alla Pinarello Q36.5 dove l'hanno preso per essere uomo squadra con la sua esperienza
Cambieranno i compiti di Ballerini alla Pinarello-Q36.5 dove l’hanno preso per essere uomo squadra con la sua esperienza
Questi giorni di vacanza, prima del nuovo ritiro dove conoscerai nuova gente, nuovi ambienti, ti servono anche per resettarti e ricaricarti dal punto di vista psicologico per affrontare questa nuova avventura?

Certamente. E’ molto importante anche perché si arriva a fine stagione che mentalmente si è logori. Io però so che la settimana prossima andiamo in ritiro e non vedo l’ora di conoscere i miei compagni e di incominciare a lavorare con la nuova squadra. Infatti questa settimana sono a casa, ma sto andando in bici lo stesso, senza impegno, cioè se ho voglia esco in bici, faccio i miei giri con i miei amici e questo aiuta anche un po’ a rilassarsi, quando non hai dei piani da seguire.