La Veneto Classic chiude l’esperienza di Alessandro Fancellu con la MBH Bank CSB Telecom Fort, perché dal 2027 passerà nel WorldTour vestendo la maglia della Jayco AlUla. Una stagione, quella appena conclusa, che ha dato seguito a quanto di buono fatto vedere dal corridore comasco lo scorso anno al Team Ukyo. I numeri nel 2026 parlano di due vittorie e diciannove piazzamenti nei primi 10, decisamente qualcosa in meno di quanto avrebbe meritato.
L’entusiasmo nella voce di Alessandro Fancellu è palpabile, lo è anche la soddisfazione di aver terminato una stagione lunga e di potersi finalmente concedere una vacanza. Prima farà un giro in Islanda, poi ci sarà modo di andare al mare, e solo al termine di queste tre settimane di stacco si penserà al futuro. Con la Jayco AlUla ha firmato un contratto biennale, a 26 anni era arrivato il momento di cogliere l’opportunità cercata da una tutta la carriera.


Un grande Lombardia
Al Lombardia per Alessandro Fancellu è arrivata un’ennesima conferma dei passi in avanti e della crescita fatta nelle ultime due stagioni. Un diciannovesimo posto nella sua Como rappresenta il miglior risultato in una corsa di livello WorldTour. Se a questo si aggiunge la solidità dimostrata durante tutto l’arco della stagione ecco che la chiamata dal WorldTour diventa quasi una conseguenza logica, soprattutto in un ciclismo che è alla ricerca continua di punti.
«Al termine del Lombardia ero molto stanco – ci confessa Fancellu – lo ero anche al Giro del Veneto mercoledì scorso. In questo finale di stagione sentivo di non essere brillante, ma sono comunque riuscito ad ottenere un buon sesto posto (fancellu ha poi corso anche la Veneto Classic chiusa al 32° posto, ndr). Dei buoni risultati per aiutare la squadra a restare nelle prime 30 e avere la possibilità di ottenere una Wild Card per il Giro d’Italia del prossimo anno».


Facciamo un bilancio di questo 2026?
E’ stata una stagione positiva, sono molto contento di quanto fatto soprattutto dal Czech Tour in poi. Ho sentito di aver fatto un ulteriore step e di poter essere competitivo in diverse gare. La conferma è arrivata al Lombardia, dove sono rimasto con i migliori fino al Civiglio. Mi sono staccato da un gruppetto di una decina di corridori.
Senti sia stata la prosecuzione del cammino iniziato lo scorso anno?
Sì, perché già con il Team Ukyo sentivo di aver fatto un passo in avanti. Anche in quel caso l’estate era stato poi il periodo migliore per me. In un certo senso me lo sentivo di poter fare un altro gradino e di poter crescere ancora. Allo stesso tempo sento di avere altri margini da esplorare.
In quali aspetti hai sentito un miglioramento?
Quest’anno sono tornato ad avere fiducia nei miei mezzi, non ero più abituato a correre davanti. I primi mesi sbagliavo le scelte tattiche o i tempi, mentre poi ho imparato nuovamente a vincere e gestirmi al meglio. Sono contento anche dei risultati ottenuti, perché vincere non è mai facile, esserci riuscito mi ha aiutato a trovare ancora più fiducia.


Due vittorie stagionali, è un bilancio positivo?
Direi di sì, avrei potuto ottenere qualche altro successo. Mi viene in mente il Giro d’Abruzzo dove ho perso la classifica generale all’ultimo giorno. Però proprio in quella tappa finale ho commesso degli errori e li ho pagati, ho gestito male il finale e ho perso. Ma allo stesso tempo ho imparato tanto.
Quanto mancava correre per vincere?
Parecchio, ma alla fine posso dire di averci sempre creduto. Anche quando le cose giravano male ero consapevole di quello che avrei potuto fare.
Cosa non girava?
Era una questione fisica e mentale, non avere continuità nel provare a correre per vincere. Sono aspetti delicati, perché funzionano in entrambe le direzioni: una squadra ti dà fiducia quando fai vedere che la meriti. Nel momento in cui le cose girano bene è facile entrare in una spirale positiva, come lo è entrare in una negativa.


E’ una questione di motivazioni?
Penso sia così, l’ho visto quest’anno in particolare. Nonostante sia arrivato alle ultime due gare davvero stanco sono comunque riuscito a piazzarmi bene. Se la testa sta bene riesci a fare quella fatica in più che serve per restare con i migliori e giocarti le tue chance.
Entrerai nel WorldTour, ti senti pronto?
Sarò sincero, ho sempre pensato fosse alla mia portata. L’obiettivo non è entrare ma continuare a migliorare per rimanerci e ottenere risultati.
Lo hai inseguito per anni, a volte anche affrettando le cose?
Sì, ma adesso credo sia il momento giusto. Quando sono passato professionista non ero pronto, ho imparato tanto da quella esperienza. Sono felice di arrivarci adesso.


Cosa ti ha lasciato questa stagione con la MBH Bank Csb?
Mi ha dato la capacità di correre da leader e di essere il faro della squadra in determinate gare. Ho capito come muovermi in corsa, in che modo gestire la squadra e le diverse situazioni che si trovano. Tutti mi hanno dato un grande aiuto, Masnada però ha avuto un ruolo importante.
Come mai?
E’ un grande corridore e mi ha dato dei consigli utilissimi. Inoltre è uno diretto, se deve dirti una cosa lo fa senza mezzi termini. In certe situazioni è venuto a prendermi in fondo al gruppo rimproverandomi di non essere davanti. Con lui ho avuto un confronto costante e stimolante. Per il passaggio nel WorldTour mi ha detto semplicemente di continuare così e di mantenere alta la concentrazione.
Alla Jayco riuscirai ad avere gli stessi spazi, ne avete parlato?
Ufficialmente affronteremo il discorso durante i ritiri invernali. Però avrò sicuramente i miei spazi, mentre in altre corse sarò a disposizione dei miei compagni. In una squadra così grande si deve essere pronti a fare tutto. Credo di essere un corridore che si adatta a diverse situazioni e percorsi.


Nel percorso di crescita fatto quanto è stato importante Il Lombardia?
Tanto, perché ho disputato diverse gare con un livello medio molto buono. Ma non ero ancora arrivato a confrontarmi con una Classica Monumento. Essere lì davanti con i migliori al mondo mi ha dato lo stimolo giusto per continuare a lavorare. Alla fine mi sono staccato da un gruppetto ristretto, ma la volontà è riuscire a rimanere attaccato ai più forti.
Hai pensato di rimanere in MBH Bank?
Sinceramente non più di tanto. Il sogno che ho è quello di arrivare nel WorldTour e correre ai massimi livelli, essere sicuro di poter partecipare a un Grande Giro. Sarò sempre grato alla squadra, ma era arrivato il momento di cogliere l’occasione.
Al Giro del Veneto ha vinto Covi, tuo prossimo compagno di squadra, ci hai parlato?
A inizio gara, mi aveva detto di essere stanco (ride, ndr). Sono contento per lui, è riuscito a vincere dopo una stagione non facile, è un grande corridore. Riuscire a portare a casa un successo non è mai semplice, quindi gli ho fatto i miei complimenti.


Ultima domanda, perché la Jayco?
Sono venuti a cercarmi ad agosto dopo il Czech Tour, la trattativa non è durata tanto. In un mese era già tutto deciso. Erano arrivate anche altre squadre, ma la Jayco ha mostrato un interessamento vero. Inoltre è un team strutturato e con uno storico importante.
Ultima davvero: sogno per il 2027?
Andare al Giro d’Italia e vincere una tappa. Non è così impossibile, bisogna crederci e lavorare duramente.