La figlia oro europeo, il papà sulla salita. Le emozioni di casa Ballan

Azzurra oro europeo, il papà sulla salita. Le emozioni di casa Ballan

10.10.2026
6 min
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La rassegna europea in Slovenia ha visto la spedizione azzurra portare a casa una medaglia d’oro forse insperata alla vigilia, per merito di Azzurra Ballan, la figlia d’arte che sulle strade balcaniche ha vissuto la più grande emozione della sua ancor giovanissima carriera. Ma estremamente profonde sono state anche le emozioni di suo padre Alessandro, l’ultimo italiano campione del mondo fra i professionisti che quella gara l’ha vissuta con un pathos forse superiore anche alle sue imprese.

Alessandro Ballan era lì, sul posto e quella gara, come ogni campionato vissuta senza radioline, un po’ alla vecchia maniera ha visto padre e figlia comunque estremamente connessi: «Io ero proprio in cima alla salita, agli ultimi 500 metri, il pezzo più duro. Quindi l’ho vista ai tre passaggi e ho cercato anche di dare a lei qualche consiglio perché ogni passaggio presentava una situazione diversa, caratteristiche diverse, segnali di un’evoluzione della corsa da seguire. So solo io quante corse ho fatto su e giù per quella salita…».

Azzurra con la maglia di campionessa europea insieme a papà Alessandro, che l'ha seguita e in qualche modo guidata
Azzurra con la maglia di campionessa europea insieme a papà Alessandro, che l’ha seguita e in qualche modo guidata
Azzurra con la maglia di campionessa europea insieme a papà Alessandro, che l'ha seguita e in qualche modo guidata
Azzurra con la maglia di campionessa europea insieme a papà Alessandro, che l’ha seguita e in qualche modo guidata
Ripercorriamo la corsa di Azzurra proprio in base ai passaggi. Al primo in che posizione era e che cosa hai pensato?

Al primo passaggio sono transitate 25 atlete e lei era nelle ultime 5 posizioni. L’ho vista bene, ma non benissimo e quindi le ho consigliato, visto che l’andatura non era forte e mancavano 400 metri per scollinare, di sfilarsi e di farsi portar sotto da quelle dietro che rientravano. Lei mi ha ascoltato perché sopra, sul falsopiano, avevo un amico che mi ha avvertito che era staccata. Ma io gli ho detto che era nei piani, le avevo detto io di far così per salvare la gamba e avere qualcosa in più per il dopo.

Poi?

Poi lei è rientrata e quando è rientrata ha guadagnato subito posizioni perché l’ho vista sullo schermo gigante e in discesa ha appunto attaccato con le altre quattro.

Secondo passaggio, qual era la situazione, eri più ottimista a quel punto?

All’inizio è partita da molto lontano e vista la gara dura, era un po’ titubante, però quando hanno guadagnato subito due minuti mi sono detto che poteva essere l’azione buona, perché dietro non c’erano tante nazionali con tante atlete e soprattutto con gambe per poter andare a chiudere. La campionessa del mondo spagnola era un po’ sfilata al passaggio e lì ho detto ad Azzurra di non esagerare, di dar cambi regolari e cercare il massimo accordo per arrivare sotto l’ultima salita.

La fuga decisiva di Azzurra Ballan, vincitrice battendo in volata Lestrade (FRA) e Dworatzek (GER)
La fuga decisiva di Azzurra Ballan, vincitrice battendo in volata Lestrade (FRA) e Dworatzek (GER)
La fuga decisiva di Azzurra Ballan, vincitrice battendo in volata Lestrade (FRA) e Dworatzek (GER)
La fuga decisiva di Azzurra Ballan, vincitrice battendo in volata Lestrade (FRA) e Dworatzek (GER)
A quel punto, vista la situazione pensavi potesse lottare per il podio o ti aspettavi già il colpo grosso?

Sapevo che stava molto bene. Al mondiale non aveva avuto una giornata delle migliori, un po’ per il fuso orario, il viaggio, anche la tensione, perché era la sua prima gara veramente importante e non era stata all’altezza di quello che ci si aspettava da lei. Però io sapevo che aveva fatto tutto quanto correttamente e con un po’ più di recupero dopo il campionato del mondo sarebbe andata forte. Sono andato a studiare le avversarie in Rete.

Che deduzioni ne avevi tratto?

Sono andato a vedere com’era andata la stagione delle altre atlete che erano in fuga con lei e avevo capito che sulla carta era quella più forte, poi lei ha anche questo spunto molto veloce, quindi ho pensato che o provava qualcosa in salita per staccarle e arrivare da sola, o male che vada poteva vincere in volata, perché alla fine su un arrivo come quello, dopo una gara dura, Azzurra ha uno spunto che è migliore rispetto a molte altre.

Non paga dell'oro in linea, Azzurra Ballan ha dato il suo contributo all'oro nel team relay
Non paga dell’oro in linea, Azzurra Ballan ha dato il suo contributo all’oro nel team relay
Non paga dell'oro in linea, Azzurra Ballan ha dato il suo contributo all'oro nel team relay
Non paga dell’oro in linea, Azzurra Ballan ha dato il suo contributo all’oro nel team relay
Ultimo passaggio, 500 metri. Tutto era ormai in ballo. Che cosa sentivi dentro?

Su quella salita ho corso tanto a fianco a lei cercando di parlarle, c’era la francese davanti a far l’andatura, lei a ruota. L’ho vista abbastanza bene in volto e le ho consigliato di provare a partire, lei mi ha fatto segno di no con la testa perché era a tutta. Era in fuga da inizio giornata, non s’era risparmiata, ha sempre tirato, collaborato e dopo la gara mi ha detto che in quella fase era tranquilla perché erano in due, quindi attenta agli scatti nel finale delle tedesche. Io le ho consigliato la posizione da tenere sull’ultima curva, le ho detto seconda, al massimo terza, ma non più indietro. E così ha fatto…

Che differenza c’è tra il vedere la propria figlia vincere un titolo così importante e vincerlo di per sé come hai fatto tu?

Ti confesso che quando vinsi io, non potei godermi la vittoria, nel senso che ero un po’ in trance agonistica, non riuscivo a capire. Ho realizzato dopo qualche ora quello che avevo fatto. Invece con Azzurra ho capito subito l’importanza della sua vittoria e quindi è stata un’emozione grandissima. Diversa, da padre, ma forse ancora più intensa.

Azzurra con i compagni di staffetta, dietro Pezzo Rosola, Fedrizzi e Balliana, con lei Bianchi e Rossignoli
Azzurra con i compagni di staffetta, dietro Pezzo Rosola, Fedrizzi e Balliana, con lei Bianchi e Rossignoli
Azzurra con i compagni di staffetta, dietro Pezzo Rosola (nascosto), Fedrizzi e Balliana, con lei Bianchi e Rossignoli
Azzurra con i compagni di staffetta, dietro Pezzo Rosola (nascosto), Fedrizzi e Balliana, con lei Bianchi e Rossignoli
Adesso per Azzurra che cosa succede, che evoluzione avrà la sua carriera anche in base a questa vittoria?

L’ufficialità del passaggio di Azzurra in Soudal è arrivata il giorno dopo la vittoria, ma lei in realtà aveva già firmato il contratto un mese e mezzo prima e già a giugno era andata in Belgio a fare un test. L’avevano cercata da parecchio tempo e quindi il campionato europeo non ha inciso, semmai ha confermato la fiducia del team su di lei.

Cambia qualcosa nella sua considerazione?

Cambia il fatto che non è più Azzurra figlia di Alessandro Ballan, ma è Azzurra Ballan campionessa europea. Anche in squadra avrà una considerazione più importante. Prima aveva vinto 5 gare quest’anno, però a livello di importanza di gare non aveva ancora fatto vedere il suo valore.

Azzurra Ballan passerà all'AG Insurance nel 2027, continuando a fare anche pista
Azzurra Ballan passerà all’AG Insurance nel 2027, continuando a fare anche pista
Azzurra Ballan passerà all'AG Insurance nel 2027, continuando a fare anche pista
Azzurra Ballan passerà all’AG Insurance nel 2027, continuando a fare anche pista
Continuerà a abbinare la strada alla pista?

Sì, a lei piace molto, la fa da 2 anni e continuerà ad andare anche in pista anche l’anno prossimo. La squadra è già d’accordo, anche la Soudal crede nella pista, quindi continuerà a andare a Montichiari con la nazionale.

Quando parliamo con te, diciamo sempre che tu hai iniziato a vincere più tardi rispetto al solito. Azzurra segue invece i tempi del ciclismo attuale. E’ un vantaggio per lei questo?

C’è il pro e il contro, nel senso che io sarei più per farla crescere e maturare, perché lei fisicamente deve ancora crescere e penso ci vorranno ancora un anno e mezzo-due. Dall’altra parte l’attenzione al ciclismo attuale va sui giovani, se uno emerge a vent’anni è già a mio parere un po’ troppo tardi, quindi è anche per questo che abbiamo fatto una scelta di non farla passare subito nel WorldTour, ma di metterla in un devo team per farla maturare e farle fare un percorso più tranquillo.