La caduta nella quale è stato coinvolto Seff Van Kerckhove durante una delle sue uscite di allenamento a Montréal ci ha privati dell’attore protagonista della corsa iridata per la categoria juniores. Un’assenza che non peserà certo come quella di Tadej Pogacar tra i professionisti, ma certamente si farà sentire in gruppo. Il belga era uscito vincitore dal Giro della Lunigiana, conquistando uno storico record: essere il primo atleta a vincerlo per due anni di fila.
Al successo in terra italica vanno aggiunte le altre vittorie messe insieme nell’arco di questa stagione, finita purtroppo anzitempo. I numeri parlano di undici successi e nove piazzamenti tra i primi tre. Di meglio ha fatto solamente lo spagnolo Benjamin Noval, con tredici vittorie stagionali, alle quali ha aggiunto il titolo iridato a cronometro conquistato martedì.


I giovani crescono
Torniamo sul record realizzato da Seff Van Kerckhove, ovvero quello di vincere per due volte consecutive il Giro della Lunigiana. Un traguardo reso ancora più speciale se si considera il fatto che la categoria juniores prevede due anni di militanza. Gli ultimi anni ci hanno messo davanti a un fatto abbastanza evidente: la categoria juniores sta subendo un cambiamento dall’interno. Per diverso tempo c’era, all’interno della categoria stessa, una divisione tra i ragazzi di primo e di secondo anno.
Una specie di barriera invisibile che lasciava un taglio netto tra i ragazzi, alla prima stagione da juniores si impara a conoscere la categoria. Mentre dal secondo anno si corre per vincere. Un ragionamento che ha sempre accompagnato i diversi step all’interno del ciclismo giovanile, anche tra gli under 23 si era sempre ragionato allo stesso modo.




I primi cambiamenti
Poi però qualcosa è cambiato, sono arrivati ragazzi sempre più pronti e competitivi. Mentre tra gli under 23 il processo ha preso il via qualche stagione fa, tra gli juniores il fatto è ben più recente. Un primo abbrivio è arrivato con Lorenzo Finn, uno dei primi atleti a giocarsi la vittoria al Giro della Lunigiana già al primo anno tra gli juniores, era il 2023. Successo sfiorato alle spalle del francese Leo Bisiaux, lui invece al secondo anno nella categoria.
Cambiamenti visti dall’interno da Rino De Candido, cittì della nazionale juniores fino al 2022. Ci siamo rivolti a lui per analizzarli, cercando di capire da dove sia partito il tutto.
«La categoria juniores – ci dice De Candido, ora diesse della UC Trevigiani – è cresciuta molto sotto tutti gli aspetti, di conseguenza il record battuto da Van Kerckhove non mi sorprende. Le squadre sono cresciute tanto, in termini di preparazione, organizzazione e di struttura. L’arrivo, anche in questa categoria, dei devo team ha contribuito ad accelerare il tutto. Il lavoro e gli allenamenti cui sono sottoposti i ragazzi hanno una migliore qualità e permettono loro di performare fin da subito».


Tolto il freno a mano
L’argomento è delicato, perché da una parte il sistema ha portato a una qualità più alta, la quale si traduce in prestazioni migliori. La barriera che divideva i ragazzi di primo e di secondo anno è caduta, forse perché fungeva da protezione senza però un reale senso di misura.
«L’idea che c’è sempre stata – prosegue De Candido – è di non forzare la mano sui ragazzi di primo anno, per non sfruttarli. Si andava con il freno a mano tirato, ma era più una precauzione generale. Adesso ci sono dati e valori precisi che mostrano cosa un ragazzo è in grado di fare. Si guarda a quelli e non più all’età. A questo ha sicuramente contribuito il fatto di essere passati ai rapporti liberi, togliendo il blocco del 52×14.
«E’ comunque un aspetto critico, perché si sottopongono ragazzi giovani a un maggiore stress, d’altra parte è vero che i numeri possono aiutare ad avere un’idea del corridore. Pensate che a me dicevano di non andare a vedere le gare perché mettevo stress ai ragazzi (ora le corse giovanili sono il banchetto di talent scout, diesse e procuratori, ndr)».


Abbattere barriere
Il cambiamento è arrivato in maniera così profonda da aver portato Seff Van Kerckhove a vincere il Giro della Lunigiana al primo anno nella categoria juniores . La cosa meno eclatante è stata, forse, la vittoria di quest’anno.
«Nel tentativo di preservare i ragazzi – ragiona insieme a noi Rino De Candido – si evitava di portarli a corse come il Lunigiana. Al massimo era presa come un’esperienza da fare in ottica dell’anno successivo, ma era riservata ad atleti di alto profilo. Ora questi stessi atleti vengono portati con l’intento di correre per vincere. Si facevano anche meno gare a tappe, invece ora la tendenza è contraria: tante corse a tappe per avere periodi di corsa alternati a quelli di allenamento e riposo».
«Il doppio successo di Seff Van Kerckhove – conclude De Candido – è frutto di questo cambiamento, unito al fatto di essere all’interno di un devo team con il quale ha fatto un percorso di crescita mirato e programmato».