Il Premondiale Fanini della Quagliotto, al ritorno dopo la grande paura

Il Premondiale Fanini della Quagliotto, al ritorno dopo la grande paura

07.09.2026
4 min
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E’ un buon periodo per Nadia Quagliotto. Fatto di ottimi piazzamenti che hanno portato punti alla causa della Cofidis, sempre orientata a salire il più possibile nel ranking UCI. La ragazza di Montebelluna è risultata la migliore italiana anche alla Premondiale Fanini, la corsa a tappe toscana che forse avrà perso parte di quei significati legati proprio alla gara iridata che aveva in passato, ma resta un appuntamento importante nel calendario italiano.

La corsa toscana articolata su 4 giorni ha coinvolto i team italiani e formazioni WT e Pro. In Italia non capita molto spesso...
La corsa toscana articolata su 4 giorni ha coinvolto i team italiani e formazioni WT e Pro. In Italia non capita molto spesso…
La corsa toscana articolata su 4 giorni ha coinvolto i team italiani e formazioni WT e Pro. In Italia non capita molto spesso...
La corsa toscana articolata su 4 giorni ha coinvolto i team italiani e formazioni WT e Pro. In Italia non capita molto spesso…

Nadia Quagliotto quella corsa la conosce bene, avendoci partecipato per la prima volta nell’ormai lontano 2019: «Allora era ancora composta da un cronoprologo a Campi Bisenzio e solo due tappe. Ora hanno aggiunto un’altra frazione rendendola un po’ più composita. A me è sempre piaciuta, anche perché tengo quando possibile a correre da Brunello, anche in memoria di sua figlia Michela, con un’organizzazione molto puntuale, era da tanti anni che non ero da loro e mi ha fatto piacere ritornarci. D’altronde in Italia non è che ci siano poi così tante corse dove poter partecipare, aperte a formazioni del WorldTour. Fortuna che Brunello dopo trent’anni la organizza ancora, perché ormai anno dopo anno le corse stanno sparendo».

La tua prestazione come la giudichi?

E’ stata positiva considerando quel che c’è stato prima. Ero caduta in Portogallo all’ultima tappa, a inizio luglio e mi ero fatta molto male – ricorda Quagliotto – Ai 500 metri dal traguardo mi sono voltata a vedere dov’era Victoire Berteau per tirarle la volata e da lì non mi ricordo più niente. Ho battuto la testa, rotto i denti, mi sono risvegliata in ambulanza con tantissime abrasioni. Sono stata ferma quasi 10 giorni dopo il Portogallo, e per la squadra non era finito bene: Victoire è caduta anche lei, si è rotta l’osso sacro ed è rientrata proprio in Toscana, fortunatamente il premondiale è finito meglio rispetto a come era finito il Portogallo…

La perentoria volata della Alzini nella seconda tappa con Quagliotto che saggiamente copre la sua ruota (foto Facebook)
La perentoria volata della Alzini nella seconda tappa con Quagliotto che saggiamente copre la sua ruota (foto Facebook)
La perentoria volata della Alzini nella seconda tappa con Quagliotto che saggiamente copre la sua ruota (foto Facebook)
La perentoria volata della Alzini nella seconda tappa con Quagliotto che saggiamente copre la sua ruota (foto Facebook)
Per due volte sei arrivata seconda, ti è rimasto un po’ di rammarico?

Direi di no. Nella prima dovevo solo proteggere la ruota di Martina (Alzini, alla sua destra nella foto di apertura, ndr). Nell’ultima tappa ho provato ad anticipare all’ultimo chilometro sapendo che aspettava la volata. Io provavo ad anticipare perché lei è più veloce di me e lo sprint l’avrebbe fatto lei. Purtroppo la VolkerWessels ha chiuso e poi mi son messa alla sua ruota perché sapevo che non riuscivo a batterla, quindi ho puntato al secondo posto per realizzare un’altra doppietta e portare punti.

Ha vinto la Swierenga, era la più forte secondo te?

Beh, sì, vedendo i risultati che aveva fatto anche al Catalogna dove ha chiuso terza era la favorita anche alla vigilia – ammette Quagliotto – Anche se è ancora nel devo team della Liv AlUla Jayco comunque poco cambia, perché ha un livello molto alto, anche se è giovane.

La canadese Sidney Swierenga, 19 anni, ha fatto fruttare la vittoria di forza nella terza frazione (foto Facebook)
La canadese Sidney Swierenga, 19 anni, ha fatto fruttare la vittoria di forza nella terza frazione (foto Facebook)
La canadese Sidney Swierenga, 19 anni, ha fatto fruttare la vittoria di forza nella terza frazione (foto Facebook)
La canadese Sidney Swierenga, 19 anni, ha fatto fruttare la vittoria di forza nella terza frazione (foto Facebook)
Tornando a te, considerando appunto quello che ti era successo in Portogallo, alla fine che sensazioni hai avuto?

La condizione è sicuramente in crescita. Mi è rimasta un po’ di paura, ma cerco di non pensarci, perché se ci pensi poi entri in un loop dal quale non esci facilmente. Adesso vediamo le corse di settembre che non sono poche, ci sono tutte le classiche italiane da fare. Bisogna cercare di fare bene anche queste corse qui.

Da qui alla fine della stagione, c’è qualche gara sulla quale punti particolarmente?

Beh, la stagione è ancora lunga perché mancano ancora quattro corse a settembre più le quattro in Italia – fa i conti Quagliotto – A me piace molto il Grand Prix de Wallonie dove sono già stata due volte in Top 10 come anche la Tre Valli Varesine mi si adatta bene. Poi c’è il Giro del Veneto e si gioca in casa per me, bisogna far bene anche lì.

Per Quagliotto ora 4 impegni all'estero e poi le classiche italiane. La condizione per l'acuto c'è... (foto team)
Per Quagliotto ora 4 impegni all’estero e poi le classiche italiane. La condizione per l’acuto c’è… (foto team)
Per Quagliotto ora 4 impegni all'estero e poi le classiche italiane. La condizione per l'acuto c'è... (foto team)
Per Quagliotto ora 4 impegni all’estero e poi le classiche italiane. La condizione per l’acuto c’è… (foto team)
Che atmosfera c’è in squadra pensando proprio al ranking?

Le cose stanno andando molto meglio dell’anno scorso, come anche a livello maschile e questo si riflette su tutti, sull’approccio psicologico che abbiamo in ogni gara. Stiamo andando forte, quindi sicuramente è una stagione positiva un po’ per tutti, ora bisogna solo concluderla bene.