Lorenzo Finn, Tour de l'Avenir 2026, vittoria, Red Bull-BORA-hansgrohe

Finn, successo storico all’Avenir: ora è pronto a diventare grande

26.08.2026
6 min
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LAGO SERRU’ (TO) – Le foto di Gianbattista Baronchelli in maglia gialla al Tour de l’Avenir sono tutte in bianco e nero, questo fa capire quanto fosse lontano nel tempo l’ultimo successo azzurro sulle strade della corsa a tappe francese. Per capire davvero quanto è gialla la maglia del leader della classifica generale abbiamo aspettato l’arrivo delle tappa odierna, quella che ha messo il punto sul lavoro fatto da Lorenzo Finn e dalla Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies. Una vittoria di tappa a coronamento di un percorso, nella categoria under 23, che ha permesso al ligure di togliersi tante soddisfazioni. 

La doppietta Giro under 23 e Tour de l’Avenir manca sempre da quel lontano 1973, quando Gianbattista Baronchelli coronò un qualcosa di unico nel suo genere. Le stigmate del predestinato ricalcano le mani e le gambe di Lorenzo Finn, il quale disegna un successo speciale che gli fa brillare gli occhi e gli strappa un sorriso ben più che accennato. 

Il saluto finale

L’ultima curva di questo Tour de l’Avenir è a destra, a meno di cinquanta metri dallo striscione blu dell’arrivo. Appena Lorenzo Finn lo passa, vestito di giallo come il nastro manubrio della sua Specialized, scende dalla bici e si inchina. Un gesto teatrale, come a chiudere un’opera durata sette giorni, mentre alle sue spalle cala il sipario di questi due anni da under 23. 

«Per me l’obiettivo di questo esperienza tra gli under 23 – racconta sotto il tendone mentre il sole spunta da dietro spesse nuvole grigie – era di vincere il Giro Next Gen, l’Avenir e i mondiali. Sono riuscito a completare tutto questo in soli due anni, il palmares parla già da sé e sono super orgoglioso di quanto fatto». 

La conferenza stampa viene interrotta per far vestire a Lorenzo Finn la maglia gialla, che va sopra a quella bianca di miglior giovane, e finalmente da vicino la vediamo in tutto il suo splendore. Il ligure della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies ha vinto tre delle quattro classifiche individuali, aggiungendo alle maglie precedenti anche quella a pois, dedicata ai GPM.

Lorenzo Finn, Tour de l'Avenir 2026, tappa 5 (foto Tour de l'Avenir)
Lorenzo Finn ha preso la leadership della classifica generale nella cronoscalata della quinta tappa (foto Jolypics-Tour de l’Avenir)
Lorenzo Finn, Tour de l'Avenir 2026, tappa 5 (foto Tour de l'Avenir)
Lorenzo Finn ha preso la leadership della classifica generale nella cronoscalata della quinta tappa (foto Jolypics-Tour de l’Avenir)

Coronare un sogno

Il Tour de l’Avenir, come era già successo anche in passato, si è concluso in Italia, con una tappa di 127 chilometri che da Strambino ha portato i corridori ai 2.243 metri del Lago Serrù. Una frazione messa nel mirino dallo stesso Finn, il quale dopo la vittoria nella cronoscalata di Flaine ha trovato il secondo successo di tappa. 

«Vincere in Italia è sempre bellissimo – racconta ancora Lorenzo Finn – il Tour de l’Avenir che finisce da noi è qualcosa di unico e un’emozione grandissima. Avere tutta la gente a bordo strada a fare il tifo per me per tutta la tappa ha reso tutto ancora più bello

«La salita di oggi la conoscevo bene, l’avevo fatta in ricognizione – prosegue – tra ieri e oggi volevo conquistare una vittoria di tappa in montagna con la maglia gialla addosso. Direi che è stata la ciliegina sulla torta e per questo devo ringraziare la squadra che ha lavorato molto per me chiudendo sulla fuga. Poi quando la strada ha iniziato a salire mi sono mosso nel modo giusto e al momento giusto».

Il tempo necessario

Lorenzo Finn è uno di quei talenti che di spazio ne avrebbe trovato anche nel WorldTour, lo si era capito dopo la vittoria del mondiale in Rwanda lo scorso settembre. Invece lui stesso ha voluto prendersi un altro anno, una stagione per correre con la maglia iridata addosso e vincere. Imparare ancora, perché il tempo per diventare grandi c’è, anche se ora tutti sono curiosi di vedere cosa c’è dall’altra parte della staccionata. 

«E’ stata l’ultima corsa da under 23 della mia vita – racconta Finn – perché poi farò corse con professionisti da qui a fine stagione, tra cui il mondiale. Sono stati due anni belli, fatti di alti e bassi, nei quali sono riuscito a crescere e imparare. Ho conosciuto tanto su di me e sul mio fisico, in vista del futuro ho trovato dei punti utili per gli anni a seguire: ad esempio sul gestire i ritiri, le corse, partire da favorito. E’ stato un cammino importante e credo di aver fatto la scelta giusta».

«Lo scorso anno ho fatto sesto al Giro Next Gen e quarto all’Avenir – dice – mi mancava qualcosa nelle corse a tappe. Quest’anno sono riuscito a migliorare in quell’aspetto».

Lorenzo Finn, Tour de l'Avenir 2026, vittoria, Red Bull-BORA-hansgrohe (foto Jolypics-Tour de l'Avenir)
Ora è arrivato il momento di mettersi alla prova su palcoscenici più impegnativi, da qui a fine stagione Lorenzo Finn correrà con la formazione WorldTour (foto Jolypics-Tour de l’Avenir)

Il gusto delle sfide

Lorenzo Finn è un classe 2006, un talento giovane capace di realizzare imprese importanti. Lo fa però con la leggerezza e lo spirito di un’età nella quale percepisci il tempo diversamente. Probabilmente per lui 53 anni sono un lasso di tempo nemmeno immaginabile, così quando gli chiedono se si è reso conto di aver riportato l’Avenir in Italia dopo tanto tempo risponde: «Ero venuto qui per vincere – ha replicato Lorenzo Finn – poi che fossero cinquanta o cento anni poco importa. L’ho fatto per me, per la squadra e per l’impegno messo durante i ritiri e gli allenamenti e anche per il futuro». 

«L’Avenir era un test importante – continua – perché era la prima volta che arrivavo a fare determinati sforzi sopra i 2.000 metri. Arrivare davanti con sensazioni buone, sopra i 2.000 metri non l’avevo mai fatto, è stato un tassello importante». 

Il Tour de l’Avenir ha chiuso la lista degli obiettivi, tra gli under 23, per Lorenzo Finn. Inizierà da subito a mettersi alla prova tra i professionisti, in un periodo ristretto di tempo che in un mese lo porterà a correre il mondiale in Canada (la prova elite sarà domenica 27 settembre, ndr). Nel mezzo il ligure dovrebbe correre con la formazione WorldTour le corse in Italia: Memorial Martini, Coppa Sabatini, Memorial Pantani e Trofeo Matteotti.