Dell’Olio, dal ciclocross arriva un talento anche per la strada

Dell’Olio, dal ciclocross arriva un talento anche per la strada

13.08.2026
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Avevamo lasciato Francesco Dell’Olio durante lo scorso inverno, nel quale era stato segnalato all’unanimità come uno dei maggiori prospetti del ciclocross italiano e la sua provenienza pugliese non poteva non richiamare alla mente l’epopea di un personaggio sempre troppo poco rimpianto come Vito Di Tano. Ma nel frattempo il diciassettenne Dell’Olio ha cominciato a correre con più assiduità su strada e i risultati sono alla stessa stregua di quelli sui prati, dimostrando che quando c’è il talento, può emergere dappertutto.

Dell’Olio è reduce dalla vittoria nel Trofeo dell’Aglianico del Vulture, prova nazionale e da una lunga quanto proficua trasferta in Belgio. Risultati che hanno riportato al bello il suo orizzonte, come sinceramente non era fino a poche settimane fa.

«Diciamo che la stagione non era partita nei migliori dei modi – racconta – perché mi si sono infiammate subito entrambe le ginocchia e non è stato ben chiaro il motivo, quindi ho perso tempo e allenamenti. Poi quando ho ripreso normalmente e cominciato a fare le gare, al Memorial Scarponi il 3 aprile sono caduto e mi sono fratturato lo scafoide, quindi mi sono dovuto operare il 15 e sono stato parecchio tempo fermo».

Lo sprint vincente di Dell'Olio alla prova finale del Trofeo dell'Aglianico, battendo Mazzarello e Ferraro (foto Instagram)
Lo sprint vincente di Dell’Olio alla prova finale del Trofeo dell’Aglianico, battendo Mazzarello e Ferraro (foto Allegretti)
Lo sprint vincente di Dell'Olio alla prova finale del Trofeo dell'Aglianico, battendo Mazzarello e Ferraro (foto Instagram)
Lo sprint vincente di Dell’Olio alla prova finale del Trofeo dell’Aglianico, battendo Mazzarello e Ferraro (foto Allegretti)
Quando hai ripreso?

Ho ricominciato a correre a fine giugno con il 6° posto alla Vittorio Veneto-San Boldo. Mi ha dato subito morale e da lì in poi mi sono sempre piazzato pur avendo alle spalle poche gare, nel complesso devo dire che le cose stanno andando abbastanza bene.

Fino alla tua prima vittoria…

Sapevamo che era una corsa dura perché aveva tanti metri di dislivello. Io poi sono caduto nel prologo del venerdì (era una corsa distribuita su tre giornate, ndr) e ho preso una bella botta che mi ha compromesso un po’ questi tre giorni anche dal punto di vista del recupero, perché la notte dormivo poco e niente. Ma siamo partiti con l’idea di vincere anche per rifarci del giorno prima e abbiamo controllato subito la gara, mandando qualche compagno in fuga e rimanendo coperti. Poi nel finale sono state affrontate queste due salite quasi una dietro l’altra e siamo rimasti in un gruppetto di 10, con cui mi sono giocato la volata in maniera positiva.

Per ora Dell'Olio ha solo 11 giorni di gara, ma con ben 10 Top 10 (foto Instagram)
Per ora Dell’Olio ha solo 11 giorni di gara, ma con ben dieci top 10 (foto Instagram)
Per ora Dell'Olio ha solo 11 giorni di gara, ma con ben 10 Top 10 (foto Instagram)
Per ora Dell’Olio ha solo 11 giorni di gara, ma con ben dieci top 10 (foto Instagram)
Come ti trovi nel team Vangi Sama Ricambi Il Pirata, considerando anche che non è proprio della tua regione?

Quello è l’unico deficit. Ma comunque i direttori sportivi, iniziando da Fabrizio Vangi, riescono a gestirla al meglio possibile, anche per i miei viaggi. Non mi fanno mancare mai niente, mi mettono nelle migliori condizioni possibili per esprimermi al meglio. I risultati stanno arrivando, il che significa che quella è la formula giusta.

Tra l’altro, nella squadra c’è anche lo spagnolo Aitor Martinez, che è considerato uno dei leader della categoria a livello internazionale. Tu hai avuto già modo di pedalare con lui, allenarti, gareggiare?

Gareggiare pochissimo, abbiamo fatto solo una gara insieme, ma mi ci sono allenato, ci sono stato del tempo in ritiro. Per me è un onore avere un corridore del genere in squadra, sono anche contento di averlo, perché posso imparare molto e mi può trasmettere tanta esperienza.

Il podio dell'Auber Thimister Stavelot vinta da Le Pann (FRA) su Van Kerckhove (BEL) e Herzog (GER-foto Eda CE)
Il podio dell’Auber Thimister Stavelot vinta da Le Pann (FRA) su Van Kerckhove (BEL) e Herzog (GER-foto Eda CE)
Il podio dell'Auber Thimister Stavelot vinta da Le Pann (FRA) su Van Kerckhove (BEL) e Herzog (GER-foto Eda CE)
Il podio dell’Auber Thimister Stavelot vinta da Le Pann (FRA) su Van Kerckhove (BEL) e Herzog (GER-foto Eda CE)
Di te avevamo parlato come ciclocrossista, come stradista che corridore pensi di essere?

Penso di essere abbastanza completo. Pecco un po’ sulle salite troppo lunghe, ma sul resto mi riesco a difendere abbastanza bene su quasi tutti i tipi di percorso.

Comincia a diventare difficile conciliare le due cose?

Non è semplice, ma per il momento no, perché tanto alla fine la strada è nei mesi estivi e il ciclocross è prettamente invernale. Magari finisco un po’ prima la stagione su strada, così posso prendermi un po’ di riposo e affrontare al meglio quella del ciclocross e fare lo stesso alla fine di questo. Faccio un po’ più di pausa e comincio la stagione su strada un po’ più tardi, tanto poi alla fine è abbastanza lunga, quindi ho modo di fare parecchie gare lo stesso. Sempre che non ci siano problemi com’è capitato quest’anno.

Lo sprint di Dell'Olio gli vale il 5° posto in Belgio (foto Elitophotos)
Lo sprint di Dell’Olio gli vale il 5° posto in Belgio (foto Elitophotos)
Lo sprint di Dell'Olio gli vale il 5° posto in Belgio (foto Elitophotos)
Lo sprint di Dell’Olio gli vale il 5° posto in Belgio (foto Elitophotos)
A quale specialità tieni di più, considerando anche che hanno due sviluppi di carriera profondamente diversi, anche come importanza?

Non riesco a dare una preferenza perché alla base c’è il fatto che a me piace andare in bici, quindi cioè non mi cambia magari una gara al ciclocross o una gara su strada. E comunque vedendo gli ultimi anni, secondo me il ciclocross sta prendendo sempre più importanza, non dico al pari della strada, ma sta emergendo, quindi gli do lo stesso peso.

Trovare una squadra che possa conciliare le due specialità diventa per te una discriminante?

A oggi non saprei dirlo considerando che sono ancora un primo anno e non ho fretta per trovare una squadra per il cambio di categoria. Vorrei prima vedere come va questa stagione invernale, ma sicuramente mi piacerebbe avere la possibilità di continuare a fare entrambe le discipline.

Per il pugliese Dell'Olio si profila un intenso finale di stagione con un occhio poi al ciclocross (foto Tesi)
Per il pugliese Dell’Olio si profila un intenso finale di stagione con un occhio poi al ciclocross (foto Tesi)
Per il pugliese Dell'Olio si profila un intenso finale di stagione con un occhio poi al ciclocross (foto Tesi)
Per il pugliese Dell’Olio si profila un intenso finale di stagione con un occhio poi al ciclocross (foto Tesi)
A parte i risultati italiani, ti sei preso anche la soddisfazione di due Top 5, di cui una individuale, all’Auber Thimister Stavelot che è una delle principali prove a tappe junior. Ottenere un risultato all’estero ti ha dato qualcosa in più?

E’ stata una trasferta molto positiva, che mi ha reso orgoglioso del lavoro che ho fatto considerando che c’era davvero il meglio di categoria e che ho chiuso la classifica generale come secondo italiano appena dietro il mio compagno di squadra Luciano Gaggioli. Abbiamo lavorato per Aitor, ma ho trovato spazio per emergere anche io e soprattutto fare tanta esperienza.