Racconta Daniele Calosso, direttore sportivo assieme a Paolo Rosola della General Store-Essegibi, che durante la Settimana Coppi e Bartali del 2025 Kevin Biehl voleva smettere di correre. Lo scalatore danese, quest’anno terzo al Palio del Recioto e quinto al Giro della Valle d’Aosta e alla Bassano-Montegrappa, era appena arrivato in Italia ed era fermamente deciso a tornarsene a casa. Fu necessario parlare praticamente per tutta la notte e alla fine si convinse a tenere duro.
Biehl in Italia c’era arrivato su indicazione del connazionale Dennis Lock, che correva con Calosso alla Carnovali-Rime-Drali. Nato nel 2004 a Esbjerg nel Sud del Paese, era sceso in Italia a sue spese nel 2023, era stato con la squadra per due settimane svolgendo i test di valutazione, ma alla fine aveva deciso di firmare con il Team Coloquick.


Ritorno in Italia
Quando si accorse che il programma prevedeva soltanto corse in pianura, essendo scalatore tornò a bussare in Italia e alla fine del 2024 approdò alla General Store, dove Calosso era appena arrivato a sua volta.
«Il 2025 è stato la base per questa stagione – racconta il tecnico – sono emerse le fragilità di un corridore abituato a correre in un contesto diverso e in piccoli gruppi. Arrivò al Giro d’Italia mettendosi troppe pressioni ed è stato decisivo l’intervento del nostro preparatore Riccardo Bernabè, che si sente con lui ogni settimana e insieme parlano di tutto, non soltanto della preparazione.
«Al Recioto è arrivato terzo dietro Finn e Scalco, due motori importanti, ma anche lui non scherza ed è stato lui a mettere pressione a Finn in salita o quantomeno a provarci. E’ uno scalatore puro, da salite lunghe e possibilmente dure. E’ un ragazzo capace di 6,4-6,5 watt/chilo alla soglia, quindi valori importanti da World Tour. In più è un grande lavoratore, già da junior ha preso la bici da crono a sue spese ed è molto metodico nel lavoro, come tutti i danesi.
«Peccato per la caduta al Giro, perché sono certo che sarebbe entrato nei primi dieci. Adesso che sta bene, spero che il suo procuratore riesca a finalizzare i contatti che ha, perché se non riesce a passare un corridore del genere, penso che abbiamo un grosso problema».


Risultati e prestazioni
Kevin ha il modo educato e netto di tutti i danesi, da Vingegaard a Pedersen. Parole calme, concetti chiari. Dice di aver avuto delle belle giornate al Valle d’Aosta, che dopo la caduta del Giro è diventato il suo obiettivo dell’estate. E anche se non è riuscito a guadagnare altre posizioni sui corridori davanti, è contento di aver avuto le gambe per difendere il quinto posto e non perdere terreno.
«Ho iniziato a correre a 8 anni in Danimarca – racconta – poi ho scalato tutte le categorie e ora sono qui. Ho deciso di arrivare in Italia nell’estate del 2024 perché ho capito che per me sarebbe stato molto meglio per il tipo di gare, le salite e le discese, che mi si addicono molto di più, visto che in Danimarca è tutto pianeggiante. Ora vivo qui, sarei potuto arrivarci un anno prima, ma finalmente riesco a fare il corridore al meglio di quello che posso.
«Questo è il mio ultimo anno come under 23, quindi l’obiettivo per la stagione è passare. Dipenderà dalle vittorie e spero anche dalle prestazioni (in apertura, il quinto posto alla Bassano-Montegrappa, foto xpix.it, ndr). Certo, è bello avere delle vittorie da mostrare alle squadre professionistiche, ma penso che guardino anche alle prestazioni e ai numeri. So che il mio agente (Micheal Skelde, ndr) ha già condiviso qualche informazione con delle squadre, ma io non so ancora nulla, perciò preferisco restare concentrato sui miei obiettivi».


Un programma importante
Il suo programma lo chiarisce ancora Calosso. Fatta la Zanè-Monte Cengio, Biehl è atteso al GP sportivi di Poggiana, poi Capodarco, quindi una serie di gare a tappe, come appunto il Giro del Friuli, il Giro d’Abruzzo e il Giro di Armenia, ugualmente organizzato da RCS Sport.
Da settembre, il programma della General Store-Essegibi prevede un calendario di corse con i professionisti, con le gare venete di Pozzato e prima il Memorial Pantani, ma anche il Piccolo Giro di Lombardia e la Ruota d’Oro. Il menù è ricco: sta a Biehl farsi vedere, ai team la voglia di riconoscerlo.