Il Piemonte si tinge ancora di giallo. Dalle due tappe con arrivo a Torino e partenza da Pinerolo della Grande Départ del Tour de France 2024, passando per l’epico finale del Tour de l’Avenir dello stesso anno sul Colle delle Finestre, fino a un nuovo, grande epilogo alla fine di questo mese per la corsa Under 23 più prestigiosa del panorama.
Avenir 2026: sette tappe e 926 chilometri, da giovedì 20 a mercoledì 26 agosto, che termineranno con la scoppiettante frazione di 130 chilometri da Strambino a Ceresole Reale, Lago Serrù, affrontando i mitici tornanti del Colle del Nivolet. Tra l’altro, questa giornata arriverà subito dopo l’arrivo in quota al Col de l’Iseran, altra salita prestigiosa non lontano dal confine con l’Italia.


Erede di Seixas cercasi
Sarà la 62ª edizione della corsa, vinta in passato da campioni del calibro di Felice Gimondi, Greg LeMond, Miguel Indurain, Laurent Fignon, Tadej Pogacar, Isaac Del Toro e Paul Seixas, ultimo trionfatore 12 mesi fa e già protagonista nelle scorse settimane al Tour de France, chiuso con un ottimo quarto posto.
Il format della manifestazione è cambiato significativamente in termini di partecipazione, poiché da quest’anno la corsa sarà aperta anche alle squadre development, comprese le formazioni di riserva dei team UCI WorldTour. La presentazione delle 21 formazioni partecipanti, 12 development e 9 nazionali, avverrà il 19 agosto a Caen-la-Mer, da dove la corsa scatterà il giorno successivo con un passaggio suggestivo che omaggerà lo sbarco alleato del 1944, che diede inizio alla liberazione dell’Europa centro-occidentale dall’occupazione nazista.
Dalla costa della Normandia, il Tour de l’Avenir si avvierà verso le Alpi passando per Argentan, nell’Orne, l’antica contea del Perche, per Nogent-le-Rotrou, dunque solcando la Valle della Loira, per Amboise e Sologne, attraverso il Vierzon. E infine infilandosi la Borgogna, con gli ormai consueti arrivi a Saint-Vallier e Semur-en-Auxois. Due tappe da fuga prima del tremendo trittico finale con la cronometro individuale di 16 chilometri in Alta Savoia, l’arrivo in salita all’Iseran e, infine, l’atteso epilogo al Lago Serrù.






Ancora in Italia
Come nel 2024, è stata la Città metropolitana di Torino a lavorare al fianco degli organizzatori del Tour de l’Avenir per il gran finale. Insieme hanno studiato nel dettaglio la tappa che risalirà la Strada Provinciale 50 del Colle del Nivolet, per arrivare ai 2.275 metri del Lago Serrù, nel territorio del Comune di Ceresole Reale e del Parco Nazionale Gran Paradiso.
«La Città metropolitana di Torino torna ad ospitare la corsa che mette in evidenza le promesse del ciclismo mondiale – spiega il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici – E lo fa anche impegnando risorse finanziarie e umane, perché il nostro Dipartimento Viabilità e Trasporti dovrà garantire la perfetta percorribilità delle strade provinciali interessate dal passaggio della carovana ciclistica».
Il tracciato della Strambino-Ceresole Reale, Lago Serrù, in parte ripercorre quello della tappa del Giro d’Italia 2019, vinta da Ilnur Zakarin in uno scenario innevato, davanti a Mikel Nieve e Mikel Landa.
«Nelle scorse settimane – spiega la consigliera metropolitana delegata al turismo e sindaca di Strambino, Sonia Cambursano – con gli organizzatori del Tour de l’Avenir, abbiamo effettuato i primi sopralluoghi sul percorso, dalla piazza del Municipio di Strambino al Lago Serrù.
«I rapporti erano già buoni dal 2024 con Philippe Colliou, direttore di Alpes Velo, la società organizzatrice, e si sono rafforzati ulteriormente con questa bella e fruttuosa occasione. Abbiamo proposto una tappa che valorizzasse il territorio collinare canavesano, toccando ad esempio Caravino, Romano Canavese, San Martino e Agliè. I corridori attraverseranno Rivarolo, Pont e Cuorgnè e percorreranno l’intera Valle Orco. Grazie alla diretta televisiva su Eurosport, la tappa conclusiva del Tour de l’Avenir sarà un’occasione imperdibile di visibilità e di promozione per il Canavese, la Valle Orco e il Parco Nazionale Gran Paradiso».
Non solo la corsa, però: «L’Avenir sarà una grande occasione di festa per tutto il territorio canavesano sul finire di agosto. Infatti, oltre alla tappa, abbiamo organizzato una due giorni di festa per tutti coloro che vorranno venire a godersi questo grande evento. La sera di martedì 25 agosto, in occasione della Notte Gialla, ci sarà un grande evento a Strambino grazie al Teatro a pedali che, con la consulenza di Beppe Conti, racconterà le imprese del ciclismo epico. La cosa più divertente è che sarà uno show interattivo, perché il pubblico sarà chiamato a pedalare per alimentare con la propria energia lo spettacolo. Insomma, sarà una festa a tutto tondo nel segno del ciclismo».


Nivolet giudice finale
Tornando sulla salita finale che chiuderà la corsa, sarà un ottimo terreno per ribaltare la classifica anche all’ultimo giorno. Per giungere ai 2.275 metri dove sarà collocato l’arco d’arrivo, infatti, bisognerà affrontare un’ascesa di 20,3 chilometri al 6 per cento di pendenza media, con punte del 14 per cento subito dopo Noasca.
In particolare, un’ulteriore selezione potrebbe esserci nei cinque chilometri conclusivi, al 9,2 per cento di pendenza media, con una punta massima del 13 per cento.
Se nel 2025 il re fu Paul Seixas, l’Italia sogna in grande con Lorenzo Finn, all’ultimo esame prima del salto definitivo tra i grandi nella prossima stagione.
«Prevedo molto spettacolo e tappe combattutissime – aggiunge l’immenso Bernard Hinault, da sempre vicino al Tour dei Giovani e testimonial d’eccezione della corsa, che non disputò mai da corridore – Nell’agosto 2019 ho avuto il privilegio di vedere Tadej Pogačar vincere il Tour de l’Avenir. Undici mesi dopo era in trionfo ai Campi Elisi, al termine del Tour de France 2020. Per me, l’Avenir ha il valore della scoperta perenne di nuovi talenti ed è per questo che continuo ad essere così vicino agli organizzatori, seguendo tutte le tappe». E quanto avvenuto poche settimane fa con il suo giovanissimo connazionale, già a un passo da un incredibile podio al Tour de France, ne è l’ulteriore testimonianza.