Casasola in Francia, sperando in una chiamata per il Tour

Casasola in Francia, sperando in una chiamata per il Tour

18.07.2026
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Sara Casasola è ferma da un po’, l’ultima uscita agonistica è stata al Giro di Svizzera, peraltro chiusa in anticipo un mese fa. Ma la friulana non sta certo con le mani in mano: in questi giorni è in Francia (foto di apertura), in ritiro con la squadra e in attesa di conoscere le convocazioni per il prossimo Tour Femmes, con la concreta possibilità di essere nel ristretto lotto impegnato nella corsa a tappe più importante della stagione.

Già questo la dice lunga su come il suo alone di stradista sia cambiato: non più in gara solo e unicamente per preparare la stagione del ciclocross, ma stradista a tutti gli effetti, con un ruolo che alla Fenix-Premier Tech potrebbe anche risultare molto utile.

Sara Casasola con le sue compagne nel ritiro in Francia per preparare il prossimo Tour (foto Instagram)
Sara Casasola con le sue compagne nel ritiro in Francia per preparare il prossimo Tour (foto Instagram)
Sara Casasola con le sue compagne nel ritiro in Francia per preparare il prossimo Tour (foto Instagram)
Sara Casasola con le sue compagne nel ritiro in Francia per preparare il prossimo Tour (foto Instagram)

Finora la sua stagione, più che sulle giornate di gara è stata improntata sulla qualità, sia per scelta che per forza maggiore: «Non posso dare finora un voto altissimo alla mia annata. Diciamo che ho corso abbastanza poco, poi non sono stata proprio fortunatissima, quindi è stato tutto un prepararsi, poi rifermarsi, poi riprepararsi, poi rifermarsi…».

In questo tourbillon hai trovato comunque motivi di soddisfazione?

Le classiche non erano state male, ho fatto le Ardenne e sono andate abbastanza bene, ho lavorato per Puck Pieterse che ha fatto seconda sia alla Freccia che alla Liegi. In squadra erano molto soddisfatti. Poi dovevo fare la Vuelta e Burgos, ma ho preso una bronchite alla prima e mi sono dovuta ritirare alla seconda tappa, quindi ho fatto realmente solo Burgos, ma appunto di rientro da una bronchite non ero proprio al massimo. Anche lì comunque ho cercato di dare il mio contributo e Kastelijn ha vinto la generale, quindi come squadra non avevamo fallito. In Svizzera sono caduta dietro la Zigart e mi hanno messo punti al ginocchio, quindi ho perso un’altra settimana.

Solo 12 giorni di gara per la Casasola, che pure era uscita dalla stagione del cross in buona forma
Solo 12 giorni di gara per Sara Casasola, che pure era uscita dalla stagione del cross in buona forma
Solo 12 giorni di gara per la Casasola, che pure era uscita dalla stagione del cross in buona forma
Solo 12 giorni di gara per Sara Casasola, che pure era uscita dalla stagione del cross in buona forma
E ora?

Adesso sono di nuovo in allenamento. Se faccio il Tour, bene, se non faccio il Tour, comunque ci sono altre gare per sfruttare la condizione ad agosto e poi mi concentrerò di più sulla preparazione per il ciclocross.

In generale le prestazioni non sono state male. Nelle due tappe in Svizzera, erano forse anche superiori a quelle in passato su strada…

Secondo me sto migliorando gradualmente anche su strada. Proprio per questo sarebbe stato bello correre un po’ di più, perché alla fine appena entravo un po’ in condizione ho avuto dei problemi, mi son dovuta fermare quando potevo iniziare a raccogliere. Vista la caduta della slovena, poteva andare anche peggio, ma sarebbe stato bello vedere come sarebbe andata in Svizzera, ai tricolori e tutto il resto.

Nelle Classiche delle Ardenne Casasola è stata un riferimento prezioso per la Pieterse, due volte seconda
Nelle Classiche Casasola è stata un riferimento prezioso per la Pieterse. Qui la friulana alla Freccia del Brabante
Nelle Classiche delle Ardenne Casasola è stata un riferimento prezioso per la Pieterse, due volte seconda
Nelle Classiche Casasola è stata un riferimento prezioso per la Pieterse. Qui la friulana alla Freccia del Brabante
Che cosa è cambiato?

E’ tutto un insieme. La preparazione è sempre stata buona, la condizione era buona, sono arrivata alle gare preparata. Poi magari ci vuole un po’ più di fortuna. Alla fine ho fatto il mio, sono stata d’aiuto per la squadra, erano contenti, quindi posso essere contenta per quel poco che ho corso.

Aiuta il fatto di essere in un team dove praticamente siete insieme tutto l’anno, tra stagione su strada e di ciclocross?

Sì, molto. Come team si sta veramente bene, proprio perché lavoriamo assieme tutto l’anno, spesso siamo le stesse atlete d’inverno come d’estate. Adesso siamo in ritiro, ma si sta veramente bene, si lavora duramente, però il resto dei momenti si è sempre di buon umore e la coesione c’è. Il fatto di gareggiare assieme tutto l’anno aiuta. E’ una stagione unica, ma se programmi tutto bene non è che devi dividerti tra diverse preparazioni, si fa una ragionamento complessivo.

La friulana insieme a Letizia Paternoster all'ultimo Giro di Svizzera, chiuso anzitempo per una caduta
La friulana Casasola insieme a Letizia Paternoster all’ultimo Giro di Svizzera, chiuso anzitempo per una caduta
La friulana insieme a Letizia Paternoster all'ultimo Giro di Svizzera, chiuso anzitempo per una caduta
La friulana Casasola insieme a Letizia Paternoster all’ultimo Giro di Svizzera, chiuso anzitempo per una caduta
Questo ti aiuta per il ciclocross, che chiaramente immagino sia sempre il tuo orizzonte, quello dove guardi con più attenzione?

Sì, decisamente il fatto di essere organizzati così aiuta molto. Tutta la programmazione di strada viene fatta anche basandosi sulla stagione crossistica, quindi penso che la preparazione per una aiuta l’altra e viceversa. Ma stiamo facendo un buon lavoro e si vede anche dai risultati.

Un buon Tour ti potrebbe anche aiutare per puntare a una maglia azzurra per le gare su strada, visto che quest’anno ci sono due prove titolate per le scalatrici?

Sappiamo che in Italia abbiamo un livello altissimo, quindi la vedo dura. La voglia di far bene su strada c’è ed è anche per questo che mi dispiace di aver saltato praticamente tutto il programma che avevo da maggio fino ad ora, quindi sì, spero che se vado al Tour posso fare bene. Poi se ci sono dei risultati buoni, magari si apre una porta e mi farebbe moltissimo piacere, ma non dipende da me, abbiamo un livello talmente alto in Italia che è un po’ difficile trovare spazio.

Tour oppure no, Sara Casasola si appresta a un agosto intenso, pensando poi a quando passare al ciclocross
Tour oppure no, Sara Casasola si appresta a un agosto intenso, pensando poi a quando passare al ciclocross
Tour oppure no, Sara Casasola si appresta a un agosto intenso, pensando poi a quando passare al ciclocross
Tour oppure no, Sara Casasola si appresta a un agosto intenso, pensando poi a quando passare al ciclocross
Come ci si organizza poi nel passaggio da una disciplina all’altra?

Al momento, col fatto che siamo in preparazione per un eventuale Tour Femmes e gare successive anche su strada, il focus è sulla strada. Ovvio che si pensa anche al cross, ma è ancora lontano. Abbiamo comunque degli allenamenti programmati già ad agosto con la squadra per il cross e poi da settembre faremo la preparazione specifica, tutti gli allenamenti di tecnica nei ritiri anche in Belgio. La stagione penso inizierà ad ottobre, ogni anno in Belgio inizia l’11, poi non so se magari mi concederanno appunto la possibilità di fare qualche gara in Italia, dipende anche dalla preparazione e da tutto il resto.

E riposo quando?

Nell’ultimo mezzo anno ho riposato abbastanza, tra malattie e cadute varie… Magari la prima settimana di settembre dovrei avere un po’ di riposo, non so se attivo o passivo, ma ci penseremo quando sarà il momento.