Campionati italiani elite, Cuneo 2026, Roberto Pella, Filippo Baroncini (maglia arancione sicurezza stradale dedicata a Giovanni Iannelli), Cordiano Dagnoni

Maglia arancione nelle corse italiane: sapete tutti cos’è?

17.07.2026
7 min
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ROMA – Sul palco di Cuneo, con la maglia arancione indosso, Filippo Baroncini sembrava tutto fuorché contento. Rientrato dopo l’ennesimo incidente, il romagnolo sperava di conquistare quella tricolore, che già nel 2023 gli era sfuggita per una foratura, e probabilmente non aveva neppure capito che cosa rappresentasse quell’insolito simbolo. Non è una maglia che assegna punti UCI e tantomeno premi in euro, allora a cosa serve? Già, chi sa per qual motivo in alcune corse professionistiche italiane viene assegnata una maglia arancione? Ci siamo presi la briga di fare una verifica fra alcuni dei corridori che l’hanno indossata ed è stato subito chiaro che, a differenza di un paio di loro, gli altri non ne conoscessero la ragione.

La maglia arancione, dunque. Il primo a parlarne fu il Ministro dello Sport Andrea Abodi quando il 28 gennaio venne sollevato il velo sulla Coppa Italia delle Regioni, il calendario di gare creato dalla Lega del Ciclismo Professionistico.

«L’edizione 2026 – disse Abodi – trova anche la consacrazione dell’assegnazione della maglia arancione per il traguardo sicurezza, in memoria di Giovanni Iannelli e degli altri ciclisti che hanno perso la vita sulla strada: un riconoscimento che testimonia, non solo simbolicamente, la volontà di tutti i soggetti coinvolti di assumersi la responsabilità di contribuire a un ciclismo più sicuro, attraverso le regole e, soprattutto, il loro rispetto».

Trofeo Laigueglia, prova di apertura della Coppa Italia delle Regioni: maglia arancione per Tiberi
Trofeo Laigueglia, prova di apertura della Coppa Italia delle Regioni: maglia arancione per Tiberi
Trofeo Laigueglia, prova di apertura della Coppa Italia delle Regioni: maglia arancione per Tiberi
Trofeo Laigueglia, prova di apertura della Coppa Italia delle Regioni: maglia arancione per Tiberi

La sicurezza in gara

Si parla tanto di sicurezza sulle strade di tutti i giorni, ma sarebbe colpevole dimenticarsi della sicurezza in gara. Perché anche le gare si sono portate via le vite di donne e uomini che un giorno sono partiti per inseguire il loro sogno e non sono mai tornati a casa, per una transenna che non c’era, una curva pericolosa, una colonna sporgente o un imprevedibile colpo del destino. E non sempre tirare in ballo la fatalità è bastato per spiegare le cose.

Per parlare della maglia arancione e di quello che rappresenta siamo stati accolti nella Galleria della Camera da Roberto Pella, deputato e presidente della Lega. Ci incuriosiva il legame fra l’organismo che presiede e la storia di Giovanni Iannelli, avendo ben chiara la campagna legale e mediatica messa in atto dal 2019 da suo padre Carlo.

Presidente Pella, che cosa rappresenta questa maglia arancione?

Il traguardo della sicurezza è un’iniziativa di grande importanza, soprattutto perché pone al centro della corsa il tema fortemente sentito della sicurezza. Questa maglia arancione nasce dalla volontà da parte del Ministro Abodi di certificare tutte le corse della Coppa Italia delle Regioni. Non parliamo del Giro d’Italia o delle prove monumento, perché in quel contesto servono altre autorizzazioni. In ogni corsa del nostro circuito c’è un traguardo volante e chi lo passa per primo riceve la maglia arancione.

Dopo la terza tappa della Coppi e Bartali, la maglia arancione è andata a Ulissi
Dopo la terza tappa della Coppi e Bartali, la maglia arancione è andata a Ulissi
Dopo la terza tappa della Coppi e Bartali, la maglia arancione è andata a Ulissi
Dopo la terza tappa della Coppi e Bartali, la maglia arancione è andata a Ulissi
La sensazione è che i corridori non ne siano tanto informati…

Il punto dove questo traguardo viene posto è indicato all’interno delle brochure, quindi i corridori sono informati. Il traguardo volante viene collocato ogni volta seguendo criteri diversi e se c’è un circuito, magari può essere sull’arrivo in un giro ben preciso. Comunque viene evidenziato nella comunicazione che normalmente gli organizzatori fanno alle squadre. A mio avviso il suo valore è legato al ricordo di tutti i ciclisti, donne e uomini, che sono deceduti. Non solo sensibilizzazione, ma anche il ricordo di chi non c’è più.

Nel comunicato di lancio dell’edizione 2026 si parla in maniera esplicita di Giovanni Iannelli, c’è qualche legame tra la sua storia e questa maglia?

Non si parla solo di Iannelli, questo traguardo è dedicato a tutti, non ad una sola persona.

Non c’è stato l’intervento della famiglia Iannelli nel creare questa maglia arancione?

Diciamo che la famiglia ha richiesto di creare un momento di sensibilizzazione nei confronti di chi è mancato, in questo caso del figlio. Noi ovviamente non possiamo fare un traguardo volante per una sola persona, ma riguarda Iannelli e tutti coloro che sono mancati, uomini e donne, professionisti o dilettanti che sognavano di diventarlo. Un anno e mezzo fa incontrai la sua famiglia ed è vero che l’arancione si ispira alla maglia che hanno realizzato nel ricordo del figlio: noi abbiamo preso spunto.

In che modo nelle corse professionistiche italiane si ha a cuore il tema della sicurezza?

Abbiamo puntato su uno standard qualitativo. Ovviamente sono inaccettabili le transenne in legno che purtroppo si vedono ancora da qualche parte, che non sono più norma e sono anche fortemente rischiose. I nostri organizzatori si appoggiano a grandi aziende dotate di tutto quello che serve in tema di transenne e la protezione dei traguardi. Perché entrino nella Coppa Italia delle Regioni viene richiesta la sicurezza su tutto il percorso, non solamente sull’arrivo. Sarebbero belle le transenne che hanno in Toscana

Dopo la seconda tappa Oristano - Carbonia del Giro di Sardegna, maglia arancione a Donati
Dopo la seconda tappa Oristano – Carbonia del Giro di Sardegna, maglia arancione a Donati
Dopo la seconda tappa Oristano - Carbonia del Giro di Sardegna, maglia arancione a Donati
Dopo la seconda tappa Oristano – Carbonia del Giro di Sardegna, maglia arancione a Donati
Quelle Boplan portate da Neri Sottoli: sono eccellenti e hanno un bel costo…

Il noleggio si può anche sostenere, il problema sono il trasporto ogni volta e lo stoccaggio, perché visto il loro volume, richiedono un magazzino molto grande. Andando oltre le transenne, tra i servizi che forniamo c’è anche quello di Radio Informazioni, che garantisce la sicurezza durante le corse, perché segnala gli inconvenienti, segnala i passaggi difficili, i pericoli o le irregolarità dell’asfalto. E’ un servizio che la Lega sta portando avanti da tempo, obbligatorio per i nostri organizzatori: un servizio che tutti dovrebbero adottare.

Tutti?

Vi fa ricorso anche RCS, sia al Giro d’Italia che alla Milano-Saremo, le corse Monumento, come pure il Giro dell’Abruzzo e la Tirreno-Adriatico. E’ un tipo di servizio che non solo dà le informazioni sulle fughe, sui corridori, su chi è avanti e chi è indietro. Soprattutto avverte le squadre e la carovana dei rischi che si corrono durante la corsa. Vogliamo portare avanti con forza e determinazione il tema della sicurezza, evitando di trovarci nuovamente di fronte a storie di ragazze e ragazzi morti in gara.

Che opinione si è fatto Roberto Pella della morte di Giovanni Iannelli e della battaglia di suo padre?

Comprendo, dal punto di vista del genitore, che la morte di un figlio sia la cosa più brutta che possa capitare. In base a questa motivazione comprendo e capisco l’incavolatura che lui ha nei confronti di tutto e tutti, perché giustizia non è stata fatta. Dal punto di vista umano gli sono vicino e mi dispiace. Come Lega invece non è purtroppo un evento accaduto in una nostra corsa. Significa che non possiamo intervenire nel merito su procedimenti che spettano ad altri livelli e alla Federazione. Dal punto di vista umano gli sono vicino, in modo particolare alla mamma, che ho avuto modo di conoscere come una persona veramente cordiale e disponibile. Abbiamo fatto quello che potevamo.

Via Roma a Molino dei Torti, il tratto di strada in cui è avvenuto l'incidente oggetto della relazione di Gianni Cantini
Via Roma a Molino dei Torti, le colonne sporgenti a centro del lato destro sono quelle dell’impatto fatale per Giovanni Iannelli
Via Roma a Molino dei Torti, il tratto di strada in cui è avvenuto l'incidente oggetto della relazione di Gianni Cantini
Via Roma a Molino dei Torti, le colonne sporgenti a centro del lato destro sono quelle dell’impatto fatale per Giovanni Iannelli
Cioè la maglia arancione?

Accetto le critiche del papà, però quel poco che potevamo l’abbiamo fatto. Abbiamo sposato il colore arancione e l’idea di fare un traguardo, in cui però ricorderemo Giovanni e purtroppo anche le altre vittime. Ho avuto modo di conoscere i genitori di Sara Piffer, che affrontano il dolore cercando anche di dare uno spunto. Il traguardo arancione è stato fortemente apprezzato ad esempio dalla Fondazione Scarponi, perché è il modo di ricordare e insieme innalzare le dotazioni di sicurezza delle gare. E da questo non ci si può scostare….

L’idea della maglia arancione in sé è apprezzabile e lo diventa ancora di più se accanto alla celebrazione si lavora davvero per rendere i percorsi più sicuri. Inserire nel depliant della corsa le informazioni sul traguardo arancione è il modo perfetto perché nessuno se ne accorga: il libro di corsa non lo legge quasi nessuno, di certo non i corridori. Si usino piuttosto i social alla vigilia della corsa per raccontarne l’importanza.

Non collocare il traguardo in posizione visibile fa sì che i corridori ne ignorino l’esistenza. A causa dei costi di collocare un arco apposito sul percorso, nelle ultime gare il traguardo della sicurezza è stato messo su quello dell’ultimo chilometro (anche al campionato italiano) e probabilmente non basta. Resta il fatto che l’arancione fosse il colore preferito di Giovanni Iannelli, morto a 22 anni contro un muro non abbastanza protetto. Pare che Giovanni fosse solito correre portando con sé un pupazzetto: un amuleto nella tasca. Quel pupazzetto, drammatica ironia della sorte, lo perse due giorni prima dell’ultima corsa.