Tra meno di ventiquattro ore scatterà il Giro Ciclistico della Valle d’Aosta Mont Blanc, inizierà con la cronoscalata che da Passy porterà a Plain Joux. Una prima frazione corsa totalmente in territorio francese, con uno sforzo che metterà i primi distacchi in classifica. La corsa a tappe valdostana rappresenta da sempre un punto chiave della stagione under 23. Un percorso esigente, con salite impegnative che fanno emergere le qualità dei migliori scalatori in gruppo. Posizionata in mezzo tra il Giro Next Gen e il Tour de l’Avenir diventa un passaggio chiave per la stagione. Non è sempre facile per i team trovare il giusto equilibrio e partecipare con i migliori scalatori.
Una delle formazioni, in epoca recente, che non si è mai tirata indietro da questo punto di vista è il UAE Team Emirates Gen Z. La squadra under 23 emiratina nel corso degli anni ha sempre portato i migliori scalatori al Giro della Valle d’Aosta, considerando questo come un appuntamento da non perdere nella ricorsa alla miglior condizione per il Tour de l’Avenir.


Giorni valdostani
Al seguito dei cinque corridori del devo team del UAE Team Emirates c’è il diesse Jan Polanc, il quale affronta questa trasferta contando sulle qualità di Mateo Ramirez. Il giovane atleta dell’Ecuador che proprio un anno fa si presentò al Giro della Valle d’Aosta mostrandosi al pubblico europeo per la prima volta.
«Mancano gli ultimi dettagli e si parte – ci ha raccontato Jan Polanc – io andrò alle varie riunioni tecniche, mentre i ragazzi faranno un’ultima sgambata in vista di domani. Tutto procede al meglio, la fortuna qui è che stiamo sempre nello stesso hotel e questo è un ottimo punto per quanto riguarda l’organizzazione. Per il resto si lavora come al solito, tranne che per le tattiche (dice ridendo, ndr) perché la corsa è talmente dura che è la strada a decidere».


Siete al via con Ramirez, che dopo il podio al Giro Next Gen guarda anche al prossimo Tour de l’Avenir…
Farà tutte e tre le principali corse a tappe del calendario under 23. Come lui farà Henrique Bravo, mentre altri corridori saranno qui al Valle d’Aosta. Noi abbiamo sempre fatto fare ai nostri scalatori tutte e tre le corse, sia con Torres nel 2024 che con Pericas lo scorso anno.
Come si arriva qui al Valle d’Aosta?
Ramirez sta bene, chiaramente, altrimenti non sarebbe al via. Dopo il Giro Next Gen ha riposato ed è pronto. Il Giro delle Valle d’Aosta è una corsa impegnativa ed esigente, sappiamo che è difficile puntare alla vittoria dopo le fatiche del Giro Next Gen ma negli anni abbiamo visto che è una corsa nella quale si può fare bene.


Che avvicinamento ha avuto Ramirez?
Dopo il Giro Next Gen è tornato a casa, in Ecuador. La sua fortuna è che abita a una quota elevata, cosa che permette di avere i benefici dell’altura senza doversi spostare. Ha riposato, si è allenato al meglio seguito da Giacomo Notari. Ovviamente il picco di forma deve essere raggiunto in occasione del Tour de l’Avenir.
Il Giro della Valle d’Aosta è una tappa importante?
Lo è sia in termini di obiettivi personali che in senso di preparazione verso l’Avenir. Con i nostri corridori abbiamo sempre avuto questo tipo di approccio. La differenza rispetto alle altre stagioni è che Ramirez ha corso pochissimo quest’anno a causa dell’infortunio avuto in primavera.
Per lui che ha corso poco in Europa è un altro banco di prova?
Ha fatto il suo esordio esattamente un anno fa, devo dire che da quel momento è cresciuto molto imparando a gestire la corsa e diversi momenti. Credo che continuare a fare esperienza sia importante per lui. Inoltre il Giro della Valle d’Aosta è impegnativo ma corto, saranno tre tappe in linea e una cronoscalata.


Nella preparazione all’Avenir avete visto qualche aspetto da migliorare rispetto agli altri anni?
Torres nel 2024 fece molto bene in tutte e tre le corse a tappe: Giro Next Gen, Val d’Aosta e poi Avenir. Sono sforzi compatibili che però devono essere gestiti al meglio e qui i preparatori hanno un ruolo chiave. I ragazzi, soprattutto i più giovani, vogliono essere sempre in condizione. Invece ci sono gare che servono per un migliore avvicinamento all’appuntamento successivo.
Finito il Val d’Aosta quale sarà il programma?
Alcuni ragazzi andranno in altura, Ramirez sarà sicuramente uno di loro, vedremo se lo farà in Ecuador o se lo farà qui in Europa.
Fare tutte tre le corse a tappe non rischia di essere troppo impegnativo? Abbiamo visto altri corridori, ad esempio Finn, fare un programma diverso.
Quella di Finn (ovvero correre al Sibiu Tour, ndr) è stata una scelta legata al voler sfruttare la condizione in uscita dal Giro Next Gen. Sicuramente ha funzionato, ma lo stesso Finn ha dimostrato di essere un gradino sopra in questa categoria. A mio avviso per Ramirez questo approccio sarà funzionale, anche perché avendo corso poco ha recuperato di più dopo il Giro Next Gen. Finito il Valle d’Aosta avrà modo ancora di riposare e poi ultimare la preparazione in vista del Tour de l’Avenir.