Gli emuli di Del Toro. A San Marino lascia ancora segni

Gli emuli di Del Toro che a San Marino ha lasciato il segno

10.07.2026
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E’ passato tempo da quando è iniziata l’avventura sanmarinese dell’AR Monex, la formazione messicana. Ma soprattutto, sui destini del team centroamericano è passato il ciclone Del Toro, fuoriuscito proprio dalla squadra di stanza dalle nostre parti per entrare nella ristrettissima cerchia dei fenomeni contemporanei, luogotenente preferito del vincitutto Pogacar con licenza di vincere a sua volta, cosa che fa sempre più spesso. E mentre il messicano è protagonista al Tour, i suoi connazionali lavorano per seguire le sue orme.

Rispetto a quando Del Toro faceva parte del team, bisogna dire che molto è cambiato. La squadra è sempre più presente nel panorama italiano e internazionale e soprattutto è sempre più protagonista, allargando anche il suo raggio d’azione e coinvolgendo anche l’universo femminile. A tirare le fila del team c’è però sempre l’esperienza di Piotre Ugrumov, che nella sua carriera ha fronteggiato d’appresso un fenomeno come Pantani e ha imparato a forgiarne altri.

Isaac Del Toro quando ha vinto al Tour de l'Avenir. Un'esplosione i cui effetti si sono moltiplicati
Isaac Del Toro quando ha vinto al Tour de l’Avenir. Un’esplosione i cui effetti si sono moltiplicati
Isaac Del Toro quando ha vinto al Tour de l'Avenir. Un'esplosione i cui effetti si sono moltiplicati
Isaac Del Toro quando ha vinto al Tour de l’Avenir. Un’esplosione i cui effetti si sono moltiplicati

Ugrumov è particolarmente soddisfatto nel guardare a quel che i suoi ragazzi stanno facendo: «Abbiamo vinto già tante volte, quattro con gli allievi, due con gli juniores, una con le allieve e anche fra le juniores i piazzamenti non sono mancati. Significa che i ragazzi stanno crescendo bene».

Quanti ragazzi ci sono adesso dal Messico?

E’ un bel gruppo, tra tutte le categorie abbiamo 24 ragazzi e ragazze che vivono di ciclismo lontano da casa. Copriamo le categorie allievi, juniores e abbiamo anche due ragazze Under 23 con un’altra ragazza che si sta per aggiungere. In questo modo riusciamo a coprire una vasta attività. Abbiamo deciso di rimanere focalizzati sui giovani proprio per farli crescere perché in Messico non c’è questo movimento, ci sono pochissime gare soprattutto di mountain bike, è quello il problema. La Federazione è in piedi solo da novembre dell’anno scorso, hanno poco budget, stanno crescendo piano piano.

L'abbraccio del giovane messicano a Ugrumov, suo tecnico e mentore
L’abbraccio del giovane Del Toro a Ugrumov, suo tecnico e mentore
L'abbraccio del giovane Del Toro a Ugrumov, suo tecnico e mentore
L’abbraccio del giovane Del Toro a Ugrumov, suo tecnico e mentore
Riuscite però a fare anche gare all’estero…

Sì, e con ottimi risultati. Siamo stati, abbiamo fatto il secondo posto con Emilio Rodriguez al Giro di Boemia e altri piccoli risultati che danno fiducia sul fatto che stiamo lavorando bene.

Quanto è importante l’esempio di Del Toro?

Secondo me è fondamentale. Tutto il movimento cresce attorno a tutti questi risultati che fa Isaac. Fa capire a tanti sponsor che stiamo lavorando bene. E’ un talento che sta trascinando tutto il movimento.

Chi lavora con te, dirigenti, soprattutto le persone della Federazione, credevano di avere un campione come Del Toro in casa o sono rimasti sorpresi?

Diciamo che strada facendo abbiamo capito che avevamo qualcosa di importante per le mani. Io lo dicevo sempre: «Guarda che questo, se riusciamo a farlo crescere bene, scappa da solo perché va forte e farà la differenza». E allora l’abbiamo preparato bene per il Tour de l’Avenir e siamo riusciti a vincere. Abbiamo compiuto tutti gli sforzi necessari per creare una situazione buona e siamo riusciti a godere quella situazione. Da lì poi tutto è iniziato.

Rodriguez è uno dei talenti messisi più in evidenza. Un fattore anche a livello internazionale
Rodriguez è uno dei talenti messisi più in evidenza. Un fattore anche a livello internazionale (foto team)
Rodriguez è uno dei talenti messisi più in evidenza. Un fattore anche a livello internazionale
Rodriguez è uno dei talenti messisi più in evidenza. Un fattore anche a livello internazionale (foto team)
Che dicono i ragazzi delle gare di Del Toro?

Lo seguono in televisione, non si perdono una gara. Poi sono attaccati allo smartphone tutti i giorni e cercano di imitarlo. Il suo esempio è molto positivo, è quello che conta, aiuta tanto a superare tutte le difficoltà. Io lo dico sempre: «L’allenamento dev’essere più duro della gara, sennò nella gara non ci divertiamo…».

Isaac è in contatto con voi, si fa sentire?

Come no, quando viene al suo appartamento a San Marino invita lo staff a mangiare con lui, passa gli allenamenti con ragazzi e ragazze. Abbiamo fatto 2, 3 allenamenti l’anno scorso e quest’anno era sempre in contatto con le squadre. E’ un bravissimo ragazzo, una persona umile. A uno ha regalato la bicicletta, a un altro ha regalato le ruote e poi porta calzini, porta sempre regali. Se lui può dare una mano, non se lo fa dire due volte.

Del Toro e Pogacar. Un connubio con gerarchie chiare, ma dove il messicano riesce a trovare i suoi spazi, anche al Tour
Del Toro e Pogacar. Un connubio con gerarchie chiare, ma dove il messicano riesce a trovare i suoi spazi, anche al Tour
Del Toro e Pogacar. Un connubio con gerarchie chiare, ma dove il messicano riesce a trovare i suoi spazi, anche al Tour
Del Toro e Pogacar. Un connubio con gerarchie chiare, ma dove il messicano riesce a trovare i suoi spazi, anche al Tour
Tu dei suoi risultati che impressione hai, in un’altra squadra potrebbe vincere anche di più?

Difficile a dirsi, io penso che conti soprattutto poter seguire il suo istinto. Quando correva con noi sognava un giorno di poter correre con Pogacar, mi diceva che era il suo idolo, che gli sarebbe piaciuto essere nel suo team. Io gli rispondevo che poteva farlo, bastava fare qualche risultato e tutto si sarebbe sistemato. Poi, quando ha vinto l’Avenir ha detto: «Sono felice, ho raggiunto questo obiettivo, ma adesso devo guardare avanti».

Nel gruppo c’è qualcun altro che ti ricorda un po’ quello che ha fatto Del Toro?

Abbiamo 2, 3 ragazze che pedalano bene e sono molto promettenti, ma non come Isaac. Tra i ragazzi Rodriguez ha vinto il Giro della Valdera, Cisneros è molto valido e mi attendo molto nelle prossime settimane. Già questa è una grande soddisfazione per noi veder crescere un nuovo scalatore, anche lui intelligente, bravo, sveglio, ora deve maturare come vincente.

La principale vittoria dell'AR Monex in linea, con Moreno primo a Tuscany Cycling Academy (foto Rinaldi)
La principale vittoria dell’AR Monex in linea, con Moreno primo al Tuscany Cycling Academy (foto Rinaldi)
La principale vittoria dell'AR Monex in linea, con Moreno primo a Tuscany Cycling Academy (foto Rinaldi)
La principale vittoria dell’AR Monex in linea, con Moreno primo a Tuscany Cycling Academy (foto Rinaldi)
Perché correte senza radioline?

Bella domanda: la Federazione Italiana permette a tutte le squadre di usarle anche nelle gare regionali. Noi le abbiamo ordinate ma la consegna è in ritardo, e non abbiamo ancora sistemato. Ma per noi è soddisfazione in più perché senza radioline i nostri lo vincono lo stesso, significa che la tattica che stabiliamo prima funziona e che siamo forti…