TREVISO – L’abbiamo provata, torchiata, osservata e studiata. E lo abbiamo fatto tra le splendide campagne e le colline trevigiane, a pochi chilometri da Villorba, là dove Pinarello è nata. Parliamo della nuova Dogma X, una bicicletta che sfugge alle classiche etichette con questa seconda generazione.
Catalogarla semplicemente come una endurance sarebbe riduttivo. La Dogma X è piuttosto una vera all road. Quando si alza il ritmo risponde quasi come una race bike, mentre sul fronte del comfort non ha nulla da invidiare alle migliori endurance. Anche peso e rigidità la collocano molto vicino alla Dogma F, mentre la possibilità di montare pneumatici fino a 35 millimetri le permette di affrontare senza timori anche gli asfalti più rovinati e gli sterrati leggeri.
Prima di raccontarvi le sensazioni raccolte durante questa due giorni trevigiana, scopriamo più da vicino le soluzioni tecniche che rendono così particolare questa nuova Pinarello.






Aerodinamica più raffinata
La nuova Dogma X nasce con un obiettivo preciso: mantenere il DNA racing (e lo stile) di Pinarello, ampliando però il raggio d’azione della bici. Il telaio è stato profondamente rivisto per migliorare l’efficienza aerodinamica, rispetto alla prima versione, senza sacrificare stabilità e comfort. Il frontale presenta un nuovo head tube ancora più compatto, evoluzione del caratteristico naso introdotto sulla Dogma F8 nel 2014. Riducendo larghezza e volume della parte anteriore, l’aria incontra una superficie meno estesa e la penetrazione migliora sensibilmente.
Per ottenere questo risultato Pinarello ha sviluppato anche il nuovo sistema E-TICR, con una serie sterzo completamente riprogettata e cuscinetti differenziati: più grandi nella parte inferiore per garantire rigidità e precisione, più piccoli nella zona superiore così da ridurre ulteriormente l’ingombro frontale.
Anche il perno passante della forcella è completamente integrato e nascosto, contribuendo sia all’efficienza aerodinamica sia alla pulizia delle linee. Completa il lavoro il nuovo tubo obliquo, più stretto e rastremato, capace di incrementare la rigidità laterale rendendo la bici ancora più brillante nelle accelerazioni, nelle salite e nei rilanci.


Fibra da top bike
La vera filosofia della Dogma X è offrire prestazioni elevate anche quando l’asfalto smette di essere perfetto. Per questo Pinarello ha lavorato molto sulla capacità del telaio di assorbire le vibrazioni senza compromettere la reattività. La nuova evoluzione del sistema X-Stays 2.0 modifica il punto di ancoraggio dei foderi posteriori e la loro geometria, distribuendo meglio le sollecitazioni attraverso quattro punti di collegamento. Il risultato è una diminuzione delle vibrazioni trasmesse al ciclista e una riduzione dell’effetto rimbalzo, soprattutto sulle superfici più sconnesse.
Ad aiutare il comfort arriva anche la possibilità di montare pneumatici fino a 35 millimetri, una misura ormai ideale per sfruttare appieno la tecnologia tubeless. Il telaio è realizzato in carbonio M40X, lo stesso utilizzato sulla più recente Dogma F: una fibra ad altissimo modulo che permette di contenere il peso, aumentare la rigidità e garantire grande resistenza nel tempo. Anche il collarino reggisella stampato in 3D, con componenti in titanio, contribuisce a ridurre il peso senza compromettere affidabilità e durata.






Sicurezza, comfort, velocità
E quindi è arrivato il momento di raccontarvi le nostre sensazioni. La Pinarello Dogma X non è una bici banale, né tantomeno facile da collocare. Non è una classica endurance, ma nemmeno una race bike in senso stretto. Chi cerca soprattutto il comfort probabilmente guarderà ad altri modelli, mentre chi vuole una bici esclusivamente votata alle competizioni continuerà a preferire la Dogma F. Anche il prezzo la colloca in una fascia premium.
Allora perché scegliere la Dogma X? Perché offre un’esperienza di guida di altissimo livello in ogni situazione. Noi l’abbiamo provata con ruote Princeton Grit 4540 e gruppo Sram Red e il feeling è stato immediato. Una volta trovata l’altezza della sella – per nostra fortuna le altre quote coincidevano quasi perfettamente con le nostre misure – siamo entrati subito in sintonia con la bici.
In curva si è dimostrata estremamente stabile. Merito anche del passo piuttosto lungo e della forcella con rake da 47 millimetri. Va detto che questa scelta rende l’avantreno leggermente meno rapido nei cambi di direzione quando ci si alza sui pedali, ma anche le ruote ad alto profilo hanno inciso su questa sensazione. Con un set più basso, probabilmente, la maneggevolezza ne guadagnerebbe.


Stabilità ovunque
Le geometrie della nostra taglia 50, con piantone da 74° e angolo di sterzo di 70,5°, regalano una sicurezza davvero notevole. Una volta impostata la traiettoria, la Dogma X rimane precisa e composta, trasmettendo una sensazione di controllo che permette di affrontare le curve con grande fiducia, perdonando anche qualche piccolo errore.
Molto positiva anche la prova sullo sterrato. L’approccio agli ostacoli ricorda quasi quello di una gravel, soprattutto grazie ai pneumatici da 35 millimetri. Attenzione però alle pressioni: durante il primo giro, con gomme gonfiate come per un utilizzo prettamente stradale, qualche rimbalzo di troppo si è fatto sentire. Abbassando leggermente la pressione, nella seconda tornata il comportamento è cambiato completamente. E’ chiaro che la Dogma X non nasce per il gravel, ma è perfettamente in grado di affrontare strade bianche e fondi sconnessi con una naturalezza che poche bici da strada possono vantare.
Infine diamo uno sguardo a prezzi ed allestimenti. La Pinarello Dogma X è disponibile in numerose configurazioni e colorazioni, tra cui Moonlight Frost, Etna Lucente, Aqua Veil e l’esclusiva Jade Eclipse. Anche sui nomi dei colori c’è stato un studio approfondito. Nomi di classe che vanno a braccetto con la filosofia top level della Dogma X.
Gli allestimenti previsti sono con gruppi Shimano Dura-Ace Di2, SRAM Red AXS e Campagnolo Super Record,
e ruote di alta gamma quali Campagnolo Bora WTO 4S, DT Swiss ERC 1100 e Princeton Grit 4540. Il prezzo del kit telaio parte da 6.700 euro mentre la bici completa parte da: 14.900 euro.