Colnago Y1Rs è una delle bici più ambite: lo è perché è sempre vista e su ogni terreno, grazie a Pogacar e compagni, lo è perché è oggettivamente diversa (il design ed il suo impatto visivo parlano chiaro).
Abbiamo provato la Y1Rs, arrivata direttamente dai magazzini del UAE Team Emirates, la bici numero 1 usata da Igor Arrieta nell’anno 2025, pedalata nei momenti di training prima della nuova stagione. Com’è usare una bici così particolare e con un montaggio che lascia ben pochi margini di errore? Ecco i feedback della nostra prova sul lungo periodo.


La Colnago Y1Rs taglia M
La taglia media della Y1Rs corrisponde alla 48,5 della V5Rs. Sovrapposizione voluta in quanto è la taglia usata da Pogacar. La forcella è in carbonio, naturalmente specifica, così come tutto il comparto della serie sterzo. C’è il manubrio integrato con il profilo alare, full carbon Colnago CC.Y1 con una lunghezza di 135 millimetri.
Sella Fizik e reggisella specifico. Trasmissione Shimano Dura-Ace 54-40 e 11-30, power meter Shimano, pedali Dura-Ace, ruote Enve SES 80/71, tubeless Continental da 25. Due portabborraccia Elite. Peso rilevato della bici pronta per la messa su strada 7,84. Prezzo non quantificabile, considerando che è una bici del team, pur vero che il framekit è quello normalmente disponibile al pubblico.












Ruote altissime (e fuorilegge)
La scelta di Arrieta non è una caso isolato. Sono diversi gli atleti in ambito professionistico che usano ruote molto alte in allenamento, in modo da aumentare peso e difficoltà ed avere un feeling migliore e più agilità quando in gara montaeranno profili ridotti. Inoltre è da considerare la normativa che blocca l’impiego di ruote così alte per le competizioni, quindi è lecito immaginare una sorta di fornitura da parte del team che ne ha esemplari in giacenza.
Abbiamo usato la Y1Rs con due setting di ruote diversi, le originali e le 55. Pensando a tracciati pianeggianti e con vallonato leggero, le differenze tra 55 e 50 sono state minime. Nell’ottica di dislivello positivo importante, discese da guidare e tirare alla corda, passando le 4 ore, le 50 millimetri (leggere) ci hanno aiutato non poco, alleggerendo in qualche modo una bicicletta che chiede costantemente di spingere.








Il manubrio CC.Y1
Non è solo una questione di integrazione, non è da immaginare “solo” la massima sfruttabilità di una posizione aerodinamica. Il profilo alare e la forma complessiva di questo cockpit aiuta a stare comodi sulla bici, ad appoggiare gli avambracci e tenere il busto più morbido, considerando una bici che porta a caricare in modo assoluto l’avantreno.
Lo stesso cockpit Colnago CC.Y1 è fondamentale all’agilità del comparto anteriore e alla precisione complessiva quando in discesa si acquisisce tanta velocità ed essere chirurgici nelle traiettorie è fondamentale.


Trovare la posizione
Non c’è un piantone al pari di una bici standard. Allo stesso modo non c’è un triangolo posteriore ed un regggisella tradizionali. Eppure, quando è arrivato il momento di adeguare il setting alle nostre esigenze, altezza ed arretramento sella non hanno trovato alcuna difficoltà.
Forse avremmo preferito un seat-post zero off-set, ma si tratta di un dettaglio soggettivo. Significa che le misure corrette vanno ragionate ed interpretate come se la Y1Rs avesse un design come qualsiasi altra bici.


Velocità e risparmio di watt
Una delle pochissime bici sulla quale siamo riusciti a quantificare anche pianura il reale vantaggio (costante) derivante dal risparmio di watt, parallelo ad un aumento della velocità a parità di condizioni e montaggio. Siamo nell’ordine di 2/2,5 chilometri orari in più, risparmiando 5 watt circa. La medesima situazione è stata replicata sui percorsi vallonati e nelle fasi di rilancio, dove la bici prende velocità in un amen, ma soprattutto la mantiene facilmente.
Non abbiamo notato grandi differenze (rispetto alla norma) all’interno di salite più lunghe e con pendenze che superano la doppia cifra. Più probabile che il limite più grande, in questi casi, sia l’utilizzatore e la sua capacità di sfruttare a pieno il mezzo meccanico.


In conclusione
Colnago Y1Rs è una bicicletta che va ben oltre il suo impatto visivo. E’ efficienza pura, compromessi zero, a tratti è perentoria anche se è meno “scomoda” e meno invadente rispetto al “lecito” pensiero, ma è una bici da gara in tutto e per tutto. Non è un mezzo da competizione qualsiasi, è una bici WorldTour con tutto quello che comporta.
Y1Rs è veloce in ogni situazione. Per sfruttare appieno le sue potenzialità bisogna avere forza, piglio e continuità. Proprio la menzione relativa alla continuità è la chiave di volta per stare in sella tante ore e per andare forte nel corso di questo lasso temporale, senza subire la bicicletta e la sua resa tecnica.