Provata la Colnago Y1Rs usata da Arrieta (e dalla UAE) nel 2025

03.09.2026
6 min
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Un test prolungato sulla Colnago Y1Rs utilizzata nel 2025 dallo spagnolo Igor Arrieta. Un mezzo da gara WorldTour, con un montaggio che non lascia spazio a dubbi.

Colnago Y1Rs è una delle bici più ambite: lo è perché è sempre vista e su ogni terreno, grazie a Pogacar e compagni, lo è perché è oggettivamente diversa (il design ed il suo impatto visivo parlano chiaro).

Abbiamo provato la Y1Rs, arrivata direttamente dai magazzini del UAE Team Emirates, la bici numero 1 usata da Igor Arrieta nell’anno 2025, pedalata nei momenti di training prima della nuova stagione. Com’è usare una bici così particolare e con un montaggio che lascia ben pochi margini di errore? Ecco i feedback della nostra prova sul lungo periodo.

Provata la Colnago Y1Rs dei pro', quella usata da Arrieta nel 2025
La Colnago Y1Rs 1 del 2025 di Arrieta
Provata la Colnago Y1Rs dei pro', quella usata da Arrieta nel 2025
La Colnago Y1Rs 1 del 2025 di Arrieta

La Colnago Y1Rs taglia M

La taglia media della Y1Rs corrisponde alla 48,5 della V5Rs. Sovrapposizione voluta in quanto è la taglia usata da Pogacar. La forcella è in carbonio, naturalmente specifica, così come tutto il comparto della serie sterzo. C’è il manubrio integrato con il profilo alare, full carbon Colnago CC.Y1 con una lunghezza di 135 millimetri.

Sella Fizik e reggisella specifico. Trasmissione Shimano Dura-Ace 54-40 e 11-30, power meter Shimano, pedali Dura-Ace, ruote Enve SES 80/71, tubeless Continental da 25. Due portabborraccia Elite. Peso rilevato della bici pronta per la messa su strada 7,84. Prezzo non quantificabile, considerando che è una bici del team, pur vero che il framekit è quello normalmente disponibile al pubblico.

Ruote altissime (e fuorilegge)

La scelta di Arrieta non è una caso isolato. Sono diversi gli atleti in ambito professionistico che usano ruote molto alte in allenamento, in modo da aumentare peso e difficoltà ed avere un feeling migliore e più agilità quando in gara montaeranno profili ridotti. Inoltre è da considerare la normativa che blocca l’impiego di ruote così alte per le competizioni, quindi è lecito immaginare una sorta di fornitura da parte del team che ne ha esemplari in giacenza.

Abbiamo usato la Y1Rs con due setting di ruote diversi, le originali e le 55. Pensando a tracciati pianeggianti e con vallonato leggero, le differenze tra 55 e 50 sono state minime. Nell’ottica di dislivello positivo importante, discese da guidare e tirare alla corda, passando le 4 ore, le 50 millimetri (leggere) ci hanno aiutato non poco, alleggerendo in qualche modo una bicicletta che chiede costantemente di spingere.

Il manubrio CC.Y1

Non è solo una questione di integrazione, non è da immaginare “solo” la massima sfruttabilità di una posizione aerodinamica. Il profilo alare e la forma complessiva di questo cockpit aiuta a stare comodi sulla bici, ad appoggiare gli avambracci e tenere il busto più morbido, considerando una bici che porta a caricare in modo assoluto l’avantreno.

Lo stesso cockpit Colnago CC.Y1 è fondamentale all’agilità del comparto anteriore e alla precisione complessiva quando in discesa si acquisisce tanta velocità ed essere chirurgici nelle traiettorie è fondamentale.

Provata la Colnago Y1Rs dei pro', quella usata da Arrieta nel 2025
Invita/obbliga a caricare il corpo tutto in avanti
Provata la Colnago Y1Rs dei pro', quella usata da Arrieta nel 2025
Invita/obbliga a caricare il corpo tutto in avanti

Trovare la posizione

Non c’è un piantone al pari di una bici standard. Allo stesso modo non c’è un triangolo posteriore ed un regggisella tradizionali. Eppure, quando è arrivato il momento di adeguare il setting alle nostre esigenze, altezza ed arretramento sella non hanno trovato alcuna difficoltà.

Forse avremmo preferito un seat-post zero off-set, ma si tratta di un dettaglio soggettivo. Significa che le misure corrette vanno ragionate ed interpretate come se la Y1Rs avesse un design come qualsiasi altra bici.

Provata la Colnago Y1Rs dei pro', quella usata da Arrieta nel 2025
E poi in discesa, una spada per stabilità e tenuta delle traiettorie
Provata la Colnago Y1Rs dei pro', quella usata da Arrieta nel 2025
E poi in discesa, una spada per stabilità e tenuta delle traiettorie

Velocità e risparmio di watt

Una delle pochissime bici sulla quale siamo riusciti a quantificare anche pianura il reale vantaggio (costante) derivante dal risparmio di watt, parallelo ad un aumento della velocità a parità di condizioni e montaggio. Siamo nell’ordine di 2/2,5 chilometri orari in più, risparmiando 5 watt circa. La medesima situazione è stata replicata sui percorsi vallonati e nelle fasi di rilancio, dove la bici prende velocità in un amen, ma soprattutto la mantiene facilmente.

Non abbiamo notato grandi differenze (rispetto alla norma) all’interno di salite più lunghe e con pendenze che superano la doppia cifra. Più probabile che il limite più grande, in questi casi, sia l’utilizzatore e la sua capacità di sfruttare a pieno il mezzo meccanico.

Provata la Colnago Y1Rs dei pro', quella usata da Arrieta nel 2025
Bici velocissima e molto compatta
Provata la Colnago Y1Rs dei pro', quella usata da Arrieta nel 2025
Bici velocissima e molto compatta

In conclusione

Colnago Y1Rs è una bicicletta che va ben oltre il suo impatto visivo. E’ efficienza pura, compromessi zero, a tratti è perentoria anche se è meno “scomoda” e meno invadente rispetto al “lecito” pensiero, ma è una bici da gara in tutto e per tutto. Non è un mezzo da competizione qualsiasi, è una bici WorldTour con tutto quello che comporta.

Y1Rs è veloce in ogni situazione. Per sfruttare appieno le sue potenzialità bisogna avere forza, piglio e continuità. Proprio la menzione relativa alla continuità è la chiave di volta per stare in sella tante ore e per andare forte nel corso di questo lasso temporale, senza subire la bicicletta e la sua resa tecnica.

Colnago