Davide Ballerini

Ballerini presente: «Io al Tour? Ho spinto per esserci»

06.07.2026
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BARCELLONA (Spagna) – La sorpresa almeno in parte, sotto le guglie della Sagrada Familia, è stata vedere Davide Ballerini al via del Tour de France. Quando lo avevamo salutato in senso figurato l’ultima volta, il corridore della XDS-Astana era al Giro d’Italia dopo la caduta dell’undicesima tappa. Sembrava l’epilogo di una primavera sfortunata e invece, a poco più di un mese di distanza, eccolo a Barcellona pronto a prendere il via della Grande Boucle.

La convocazione non era nei piani iniziali, ma il recupero è stato più rapido del previsto e, insieme alla squadra, il programma è cambiato. La presentazione dei team è stata l’occasione ideale per scambiare due parole con lui. Ballerini ci ha raccontato come è nato questo Tour inatteso, il lavoro svolto dopo il ritiro dal Giro e le aspettative con cui si è presentato alla corsa più importante della stagione.

Davide Ballerini
Davide Ballerini (classe 1994) è alla sua quarta partecipazione al Tour
Davide Ballerini (classe 1994) è alla sua quarta partecipazione al Tour
Davide Ballerini (classe 1994) è alla sua quarta partecipazione al Tour

Determinazione Ballerini

«No, non era in programma – esordisce Ballerini senza girarci intorno – dopo la caduta al Giro il primo obiettivo era recuperare nel miglior modo possibile, senza forzare i tempi. Le sensazioni, però, sono migliorate rapidamente, tutto sommato e così sin da subito ho parlato con la squadra. Così abbiamo deciso di modificare il calendario… ed eccoci qua.

«Alla fine è stata una decisione reciproca. Io ho spinto molto perché il Tour de France è sempre il Tour de France. In più l’anno scorso ho lasciato qualcosa in sospeso e questa è un’occasione per tornarci». Il riferimento stavolta però non è ad un ricordo brutto, ma al secondo posto sui Campi Elisi, quando davanti a lui arrivò (da solo) Van Aert. Il Ballero ha il motore da Tour….

Il rammarico per il ritiro dal Giro, però, resta. Ballerini veniva da una seconda parte di primavera di quelle sontuose: la vittoria in Turchia e appunto quella di Napoli al Giro: nella corsa voleva e poteva lasciare ancora il segno.

«Lasciare il Giro d’Italia non è stato facile, anche perché stavo vivendo una corsa importante. Purtroppo, però, non riuscivo più a stare in bici. Per fortuna le conseguenze dell’incidente si sono rivelate meno pesanti del previsto e questo mi ha consentito di riprendere a pedalare abbastanza presto».

Il testa a testa fra Ballerini e Stuyven come in una classica del Nord
La volata di Ballerini a Napoli davanti a Stuyven. Una grande vittoria vittoria per Davide finalmente
Il testa a testa fra Ballerini e Stuyven come in una classica del Nord
La volata di Ballerini a Napoli davanti a Stuyven. Una grande vittoria vittoria per Davide finalmente

Tra Giro e Tour

Il periodo tra Giro e Tour è stato molto diverso da quello che affronta normalmente un corridore che prepara la Grande Boucle. Nessun ritiro in altura e nessun programma esasperato, ma soprattutto la necessità di recuperare completamente.

«Mi sono riposato – spiega Ballerini – e ho fatto tanta fisioterapia per recuperare la gamba il prima possibile, anche se a livello muscolare non c’era nulla di grave, come detto. Per il resto del tempo sono stato a casa e ho cercato di stare un po’ di più con i miei amici. Tanto relax, questo sì». E questo Ballerini lo mostra ancora sul suo volto e si è percepito anche dai social. Anche l’altroieri dopo la crono difficile dei turchesi, lui è stato molto disponibile dopo il traguardo.

Per ritrovare la condizione ha poi disputato il campionato italiano, ma senza aspettarsi miracoli, tanto è vero che si è ritirato. Ancora Ballerini: «E’ stato molto duro, perché era la prima gara dopo il ritiro dal Giro. Mi mancava il ritmo corsa e soprattutto il caldo mi ha messo in difficoltà. Ma serve anche quello visto che il caldo non manca già in questi primi giorni di Tour».

Ballerini ha parlato di assenza di ritmo, ma come potrà fare con i ritmi, appunto, del Tour. «Eh – dice – bisognerà adeguarsi e non avere fretta. Non ho fatto dietro moto a casa, bensì ho fatto qualche esercizio mirato. In ogni caso ci sono ritmi che in allenamento non riesci proprio a simulare. Bisogna correre». Anche per questo Ballerini preferisce non fare proclami, quando gli chiediamo che tappe ha cerchiato di rosso: «Vediamo giorno per giorno, aiutiamo la squadra e poi capiremo come sta andando la gamba, anche perché sin qui non ho neanche ancora guardato bene il percorso».

Dopo la crono Ballerini ha parlato di sensazioni buone e in crescita. Eccolo in seconda ruota
Dopo la cronosquadre Ballerini ha parlato di sensazioni buone e in crescita. Eccolo in seconda ruota
Dopo la cronosquadre Ballerini ha parlato di sensazioni buone e in crescita. Eccolo in seconda ruota
Dopo la cronosquadre Ballerini ha parlato di sensazioni buone e in crescita. Eccolo in seconda ruota

Per sé e per la squadra

Ballerini accenna alla squadra. La XDS senza dubbio è partita col piede sbagliato. La caduta nella cronosquadre ha messo subito in difficoltà tre uomini, tra cui l’altro italiano, Simone Velasco. Ma cosa potranno fare Ballero e appunto il suo team?

«La priorità sarà lavorare per la squadra, che potrà contare sulle volate di Max Kanter, che sta benone. E sulle ambizioni in classifica di Harold Tejada e Sergio Higuita.

Quanto al suo ruolo, tutto dipenderà dalla condizione. Potrà cercare qualche fuga oppure rimanere nei gruppi giusti, ma senza un obiettivo specifico. Ballerini dovrebbe infilarsi in qualche fuga numerosa e sfruttare il suo sprint. Ma è molto, molto più facile a dirsi che a farsi. «Dipende da come gira la gamba. Prendere le fughe non sarà facile e nemmeno restare con i migliori quando la corsa si accende».

In tal senso, come ieri Martinelli spiegava che Tiberi per fare classifica dovrebbe correre sulle ruote dei big (ieri il laziale ha pagato con 5’44” da De Toro), anche Ballerini potrebbe mettersi sulle ruote dei cacciatori di tappa. Prendiamo Van der Poel per esempio. Per certi aspetti lui ha caratteristiche simili e potrebbe puntare alle stesse tappe…

«Sì, tecnicamente potrebbe essere così – spiega Ballerini – e ci ho anche provato più di una volta, ma non è semplice. Non è solo una questione di forza: è il modo in cui si muovono nel gruppo. Sono atleti fuori dal normale. Anche per questo li ammiro tantissimo. Da casa è facile dire: stai a ruota di Van der Poel. Ma in corsa è tutta un’altra storia. Hanno un motore speciale. E’ come dire ad uno scalatore di seguire Pogacar in salita!».