Fra notizie buone e meno buone, continua il 2026 sulle montagne russe di Joao Almeida. Il portoghese è tornato alle corse al Tour Auvergne-Rhone Alpes dopo oltre due mesi di assenza, ma al tempo stesso è stato costretto anche al ritiro. «Dopo sei giorni di corsa difficili, Joao Almeida non prenderà il via della settima tappa del Tour Auvergne-Rhone Alpes. Il corridore portoghese tornerà a casa e proseguirà la sua preparazione per raggiungere i suoi obiettivi più avanti nella stagione»: così recitava il comunicato della UAE Emirates.
In quel momento Almeida occupava le retrovie della classifica generale. Era 126° a oltre un’ora dal leader di quel momento, Luke Tuckwell, e nella prima vera frazione di montagna aveva concluso incassato 22’43” di ritardo dal vincitore di giornata, Maxim Van Gils. Il portoghese era al rientro, dopo una primavera passata alle prese con un virus che lo aveva colpito a partire da marzo. Aveva concluso il Catalunya in netto calo e successivamente era stato costretto a rinunciare al Giro d’Italia su cui credeva e aveva puntato tantissimo.


Il ritorno di Almeida
Nonostante le difficoltà incontrate all’Auvergne-Rhone Alpes, Almeida ha assicurato che tutto questo fa parte del processo di recupero.
«Abbiamo riscontrato molte anomalie nelle mie analisi del sangue – ha spiegato il portoghese al magazine portoghese Report durante il Tour Auvergne-Rhone Alpes – Con la squadra abbiamo fatto degli esami ma non abbiamo mai capito esattamente cosa stesse succedendo. Inizialmente ho provato a continuare ad allenarmi per vedere come si evolveva la situazione, ma alla fine ho dovuto fermarmi. E’ andata così.
«E’ stata dura, come previsto al mio ritorno. Sapevo che la mia condizione fisica non era delle migliori. Ma c’è di buono che ora in bici mi sento bene. Mi manca solo la condizione. Sento di recuperare bene giorno dopo giorno e questo è un segnale molto positivo. Per alcuni giorni mi sono sentito piuttosto al di sotto delle mie capacità. Non riuscivo a raggiungere i miei soliti livelli e mi sono reso conto che qualcosa non andava. Poi fortunatamente siamo riusciti a individuare il problema e a seguire la terapia appropriata».
La UAE, come del resto ci aveva detto anche Fabio Baldato al via del Giro dalla Bulgaria, aveva monitorato attentamente i progressi dell’atleta, effettuando diversi test per verificare gli effetti dell’infezione. Certo questo ritiro proprio quando iniziavano le montagne non è un bel segnale per Almeida. Di contro il Rhone Alpes è una delle più dure dopo tanto tempo e forse non è la gara ideale per rientrare, specie dopo essere stato fermo per motivi di salute. I ritmi sono tremendi tra chi cerca di affinare la gamba. Chi cerca la convocazione al Tour e soprattutto chi è in scadenza di contratto e inizia la caccia a quella successivo.


Tour no…
Il grande interrogativo ora riguarda il Tour de France. Joao Almeida sarà al via oppure no? La risposta appare scontata ed è no. In casa UAE Emirates, salvo imprevisti, si tende a rispettare la pianificazione stabilita a inizio stagione e, almeno inizialmente, Almeida non rientrava nel gruppo ristretto destinato alla Grande Boucle. Il suo programma prevedeva il ruolo di leader al Giro d’Italia e successivamente la partecipazione alla Vuelta.
E’ chiaro però che, una volta saltata la corsa rosa, il suo nome fosse tornato d’attualità anche per il Tour. Proprio di questa eventualità aveva parlato il team manager Mauro Gianetti durante il Tour de Suisse: «Sarà Matxin a decidere chi parteciperà al Tour. La squadra è praticamente fatta. L’unica incognita potrebbe essere proprio Almeida. Non si è ripreso bene da un virus, quindi non ci aspettiamo di vederlo a luglio. Il suo recupero è la prima cosa. Il resto della squadra è in buona forma».
Tuttavia quelle parole Gianetti le aveva pronunciate prima dell’abbandono del portoghese. Dopo il ritiro, quel condizionale potrebbe essersi trasformato in una quasi certezza: niente Tour. Per la Grande Boucle serve gente in forma, che dà garanzie. Sarebbe un po’ come partire con un uomo in meno se le cose non dovessero andare secondo programmi.
Attorno a Tadej Pogacar sembrano infatti già sicuri del posto Isaac Del Toro, Tim Wellens, Nils Politt, Brandon McNulty e Adam Yates. Restano ancora due caselle da assegnare. Le ottime prestazioni recenti hanno rilanciato con forza la candidatura di Felix Grossschartner, ma a nostro avviso non va escluso nemmeno Jhonatan Narváez (vincitore giusto ieri), che già lo scorso anno svolse un lavoro prezioso nel lanciare Pogacar sulle salite, mettendo subito in difficoltà Jonas Vingegaard proprio grazie ai suoi lanci violenti.


Vuelta sì
Almeida continua a guardare ai grandi appuntamenti, anche se prima l’obiettivo è quello di tornare competitivo il più presto possibile.
«La cosa più importante – ha detto Almeida sempre durante il Rhone Alpes a O Jogo – era tornare a sentirmi bene. Ora sento di essere sulla strada giusta e spero di tornare al mio miglior livello il prima possibile. La forma non è ancora al top. Devo allenarmi di più e prepararmi meglio. Nel complesso mi sento bene. Guardo al futuro con fiducia e penso già ai grandi obiettivi. Ho fatto una cronometro a squadre piuttosto buona, quindi alla fine sono stato molto contento».
Ancora Almeida: «Il mio calendario per la seconda parte della stagione, dovrebbe restare lo stesso di quanto avevamo programmato. Quindi San Sebastian, Burgos e Vuelta. Prenderò parte anche ai campionati del mondo».
Almeida l’anno scorso ha chiuso la Vuelta al secondo posto, alle spalle di Vingegaard. E proprio sulla Vuelta il portoghese insiste con decisione: «Sì, quello è l’obiettivo e penso che sia possibile. E vorrei migliorare il secondo posto dell’anno scorso. Fare terzo o una top cinque non mi dò più soddisfazione».