DT Swiss ARC 38 CS, ovvero le prime ruote dell’azienda svizzera con i raggi in carbonio. Lanciate ufficialmente a fine 2025, prodotte quasi esclusivamente per il mercato OEM, significa per i primi montaggi e per le aziende, sono una chicca per design e tecnica.
Le abbiamo provate, ruote in dotazione alla Cannondale SuperSix Evo Lab71 SL sulla quale stiamo sviluppando un test approfondito. Rispetto alla versione standard con i raggi in acciaio cosa cambia? Di seguito i nostri feedback.


DT Swiss con i raggi in carbonio
Sono parte integrante del segmento Aero+ di DT Swiss, ovvero le ruote che, a prescindere dal profilo, sono sviluppate e dedicate alle competizioni. Sono le prime DT Swiss con i raggi in carbonio e siamo sicuri che segneranno un’epoca, perché l’azienda svizzera è prima di tutto una fabbrica specializzata nella lavorazione delle materie metalliche. Di fatto nasce come una trafilatura, anni addietro.
Hanno un cerchio full carbon da 38 millimetri di altezza, canale interno tubeless largo 20 e raggi in carbonio con profilo piatto. Rispetto alle sorelle con i raggi in acciaio, i profilati in carbonio sono distribuiti e incrociati in modo completamente differente, come è differente anche il disegno del mozzo. Quest’ultimo si basa comunque sulla meccanica Spline 180 (anche se la forma ricorda un Dicut rastremato e modificato) e la ruota libera posteriore DT Swiss EXP con ruote dentate da 36 denti. 1174 grammi la coppia, 1200 rilevati con valvole e tape tubeless ed un comportamento a tratti simile alla versione tradizionale, in altri frangenti molto diverso.








Difficile trovarle
DT Swiss (volutamente) non ha spinto in modo eccessivo la comunicazione di queste ruote super top di gamma. Produce un quantitativo ridotto di coppie, destinandole quasi esclusivamente al montaggio di bici con componentistica ricercata, che puntano a limare tantissimo sul peso, con prezzi di listino elevati. Basti pensare che il listino delle ARC 1100 Spline 38 CS (questa è la sigla completa ed ufficiale) è di 3199 euro, decisamente non per tutte le tasche.


Stessa guidabilità e velocità super
Mettendole a confronto con la versione standard (raggi in acciaio) la guidabilità, l’agilità e la prontezza non cambia in modo radicale, il feeling è quello. La versione CS è maggiormente pronta nelle risposte, soprattutto alle basse andature, quando gli si chiede un cambio di ritmo e quando la reattività diventa un plus. I raggi in carbonio fanno diventare (complessivamente) le ruote un po’ più rigide, non molto, non in modo eccessivo. Lo stile di guida resta quello, il prodotto non è stravolto. C’è da considerare la variabile peso, ma è più corretto analizzare il peso della bici nella sua totalità.
Considerando il profilo da 38 sono sorprendentemente veloci, proprio come le sorelle. In alcuni frangenti sembra di pedalare su ruote da 50, sfruttando però tutti i vantaggi di un cerchio con altezza contenuta. Ringraziano l’agilità, la gestione nei cambi di direzione e delle traiettorie, il comfort nel lungo periodo quando si fanno tanti metri di dislivello positivo.


Vale la pena averle?
A nostro parere il ragionamento alla base dovrebbe partire da una valutazione, rapporto costi/benefici. Le DT Swiss in questione sono ruote costose prima di tutto, dedicate a chi vuole risparmiare dei grammi, vuole un prodotto dalla qualità superba e non è disposto ad accettare compromessi. Al tempo stesso non ama “l’ingombro” e l’aggravio di peso di un cerchio alto. Tecnicamente è difficile trovare di meglio, il prezzo di listino diventa (anche) un metro di valutazione soggettivo.