Il ciclismo è uno sport in continuo movimento e questa non è una battuta né un’ovvietà. Perché parliamo di regolamenti, che negli ultimi tempi cambiano a un ritmo indiavolato e spesso ci si chiede se ce n’era davvero la necessità. Nell’ultima riunione del Comitato Direttivo dell’UCI, in mezzo alle dolci brezze di fine primavera a Desenzano del Garda, è stato messo mano al regolamento attraverso pochi ma significativi passaggi.
Quello principale ha colto molti di sorpresa, ma a ben guardare e soprattutto leggendo con attenzione le vicende delle ultime stagioni, poteva anche essere previsto. L’UCI infatti ha voluto mettere la parola fine alle polemiche legate all’aerodinamicità delle maglie dei corridori. Tutto è partito da alcune discussioni, anche sui social, legate a ciclisti che avendo le tasche anteriori vi posizionavano integratori alimentari che poi, all’arrivo erano ancora lì.


L’importanza aerodinamica della tasca
Non era un caso. Quegli integratori spesso andavano a costituire una sorta di ala capace di fendere l’aria e favorire l’aerodinamicità del corridore. Un caso che, se poteva avere un valore relativo nelle prove in linea (magari utile solo nelle fasi conclusive della corsa) diventava fondamentale nelle cronometro. I famosi 12 secondi di vantaggio di Evenepoel su Ganna ai mondiali di Glasgow 2023 molti continuano a imputarli a questi presunti vantaggi.
L’UCI, prima di prendere una decisione, ha valutato l’aspetto proprio dal punto di vista scientifico, facendo fare delle sperimentazioni. Nella relazione finale dei lavori gardesani, il massimo organo sentenzia che “queste tasche provocano significative alterazioni nella conformazione fisica del corridore”. Non solo: le analisi di più filmati hanno evidenziato come il posizionamento di questi integratori rendeva di fatto quasi impossibile riuscire, nel corso dell’azione, a recuperarli dalla tasca, facendo intendere come non fosse quella la loro funzione.


Una deroga per le radioline
La decisione conseguente è stata quindi quella di imporre che tutte le maglie dei corridori non siano più dotate, già a partire dal prossimo Tour de France, di tasche anteriori. Limitando le tasche solo alla schiena si spera di chiudere la vicenda, che secondo l’UCI aveva sollevato dubbi non solo sull’equità sportiva, costituendo una sorta di doping tecnologico ma anche sulla sicurezza dei corridori, inquadrando lo stratagemma come un fattore teso all’aumento della velocità generale e conseguentemente alla diminuzione della sicurezza.
E’ però stata posta una deroga a questa regola sulle maglie: le varie squadre potranno commissionare alle case produttrici una sola tasca anteriore della grandezza adatta a contenere la radiolina di collegamento. Il che la dice lunga sulla volontà dell’UCI di non tornare indietro a proposito del loro utilizzo tout court.


Troppa attenzione dedicata allo schermo…
E’ tutto? No. I nuovi regolamenti adottano anche limitazioni specifiche relative ai ciclocomputer, che da ora in poi devono avere una dimensione massima di 126 per 71 millimetri. I modelli attualmente in uso restano ammessi dalle norme, che tendono soprattutto a evitare un “allargamento” delle dimensioni nel futuro.
Perché questa presa di posizione? Tutto nasce dalla preoccupazione dei dirigenti in merito all’attenzione dei corridori, troppo spesso indirizzata verso numeri e watt e non verso la guida: “Diversi studi hanno dimostrato che il crescente volume di dati a disposizione dei corridori nel corso delle competizioni porta a un aumento del carico cognitivo che rappresenta un fattore chiave nel verificarsi di incidenti. La limitazione delle dimensioni del ciclocomputer a loro disposizione serve a prevenire un aumento eccessivo nella quantità di dati disponibili nel corso delle competizioni che influisce negativamente sulla sicurezza delle stesse”.


I cartellini? Funzionano…
Nel corso della sessione gardesana è stato effettuato anche un primo punto della situazione in merito all’adozione dei famosi “cartellini gialli e rossi” mutuati dal calcio. A giudizio dell’UCI il sistema utilizzato finora nelle prove WorldTour e ProSeries ha funzionato proprio in termini di sicurezza delle corse aumentando le responsabilità dei singoli attori, intimoriti dall’accumulo di sanzioni che portano a squalifiche brevi o lunghe che siano. Per questo si è deciso di allargare l’utilizzo dello stesso sistema anche alle prove di Classe 1, sia al maschile che al femminile, a partire dal prossimo anno.