Il fronte della slavina che ha condizionato la tappa del Colle delle Finestre

La slavina del Finestre si prende la scena del Giro dove non cambia nulla

06.06.2026
7 min
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SESTRIERE (TO) – Ore 14,27, l’orario che sconvolge il Giro Women vissuto in primissima persona, prima di tutti. L’ottava tappa è iniziata da meno di mezz’ora. Noi con la nostra auto accreditata per transitare sul Colle delle Finestre decidiamo di partire da Rivoli poco prima delle 13 per salire in tranquillità, scattare qualche foto e scoprire quanti tifosi (tanti) sono già sul tratto di sterrato a sostenere ed incitare le atlete.

Il sole di Meana di Susa, a piedi del totem delle Alpi Cozie, col passare dei chilometri lascia spazio alla foschia e ai 15 gradi centigradi. Più saliamo, più capiamo che il Giro Women si deciderà tra questi 18,5 chilometri di ascesa, di cui metà in sterrato, e i successivi 9 di discesa prima di prendere la strada che porta al traguardo di Sestriere. Invece no, a 600 metri dal “gpm” del Colle delle Finestre veniamo fermati su un tornante stretto da due auto di guardiaparchi. E in quel momento comincia la narrazione di una giornata che farà passare in secondo piano l’aspetto agonistico.

Quasi in vetta arriva la foschia, si accumulano tifosi in bici e mezzi dei team mentre si sta decidendo l'accorciamento della tappa
Quasi in vetta arriva la foschia, si accumulano tifosi in bici e mezzi dei team mentre si sta decidendo l’accorciamento della tappa
Quasi in vetta arriva la foschia, si accumulano tifosi in bici e mezzi dei team mentre si sta decidendo l'accorciamento della tappa
Quasi in vetta arriva la foschia, si accumulano tifosi in bici e mezzi dei team mentre si sta decidendo l’accorciamento della tappa

Alt Finestre, slavina in atto

Stiamo affrontando il tornante stretto a destra con la nostra auto quando due guardiaparco ci intimano lo stop in modo brusco vicino alle loro auto una in fila all’altra per bloccare il passaggio. Scioccamente pensiamo all’ennesimo controllo vista la particolarità della salita all’interno del Parco Naturale dell’Osiera-Rocciavrè.

«Non potete più andare avanti – le parole del guardiaparco – perché è scesa una slavina dieci minuti fa. Anzi, è una seconda slavina perché la prima l’abbiamo rimossa spostando neve e ghiaccio, ma adesso il fronte è un po’ più grande e stiamo aspettando disposizioni. Per adesso siete bloccati qua».

Ancora prima di parcheggiare meglio l’auto, la nostra prima domanda è se abbiano avvisato o meno i direttori di gara visto che dietro di noi stanno salendo le terze ammiraglie dei team, oltre agli altri mezzi già posizionati lungo la salita per l’assistenza e i rifornimenti. La risposta del guardiaparco è negativa. Stando alle sue dichiarazioni non è compito loro, anche per la mancanza di contatti telefonici. I tifosi che sono lì attorno sono attoniti, giustamente. Il clima non meteorologico diventa surreale.

Attorno alle 14:20 cade la prima slavina a 300 metri dal "gpm" del Finestre. Verrà rimossa, ma condizionerà la tappa
Attorno alle 14,20 cade la prima slavina a 300 metri dal GPM del Finestre. Verrà rimossa, ma condizionerà la tappa
Attorno alle 14:20 cade la prima slavina a 300 metri dal "gpm" del Finestre. Verrà rimossa, ma condizionerà la tappa
Attorno alle 14,20 cade la prima slavina a 300 metri dal GPM del Finestre. Verrà rimossa, ma condizionerà la tappa

Tam tam di chiamate

Il nostro primo pensiero è stato quello di telefonare Marco Della Vedova, uno degli ispettori di percorso di RCS Sport, e verificare se lui e i suoi colleghi avessero saputo qualcosa da altre fonti. Niente, nessuno li ha avvertiti. Dall’alto del “gpm” dove c’è il responsabile dei guardiaparco accanto alla slavina evidentemente non è partita alcuna comunicazione verso la corsa. E non è un dettaglio trascurabile. Passano velocemente i minuti e continuano ad arrivare le auto delle squadre che vengono fermate poco dopo l’ultimo chilometro dalle due pattuglie di guardiaparco che nel frattempo sono scese.

Da una parte abbiamo l’impressione di essere nel bel mezzo di un guaio che si poteva prevedere e risolvere per tempo, dall’altra c’è la sensazione che si possa risolvere la situazione in tempo utile per far transitare le atlete. Tanti tifosi si propongono di aiutare a liberare la strada e rimuovere alcuni blocchi di neve e ghiaccio. L’amore per il ciclismo è anche questo. Tutti col cuore del gregario per sostenere il proprio capitano.

Conciliabolo tra Soccorso Alpino, guardiaparchi e direzione del Giro Women. Il "gpm" è sullo sfondo, ma ci si fermerà prima
Conciliabolo tra Soccorso Alpino, guardiaparco e direzione del Giro Women. Il “gpm” è sullo sfondo, ma ci si fermerà prima
Conciliabolo tra Soccorso Alpino, guardiaparchi e direzione del Giro Women. Il "gpm" è sullo sfondo, ma ci si fermerà prima
Conciliabolo tra Soccorso Alpino, guardiaparco e direzione del Giro Women. Il “gpm” è sullo sfondo, ma ci si fermerà prima

Gara in arrivo

Altri tifosi invece che frequentano la zona si chiedono come i curatori del parco non siano intervenuti nei giorni precedenti per “far brillare” quel blocco di neve e ghiaccio. Ad un quarto guardiaparco incontrato sul posto abbiamo girato pari pari il quesito: è possibile scoprire solo oggi che poteva esserci un pericolo frana? La risposta molto articolata e diplomatica non convince troppo ad essere onesti: «Fino all’altro giorno non avevamo riscontrato instabilità in questi fronti innevati. Abbiamo pensato che potessero reggere come l’anno scorso al Giro e ai Tour de l’Avenir (maschili e femminili) del 2024».

Non siamo esperti di alta montagna, però è ovvio che da chi controlla questi pendii ci possa essere una maggiore lungimiranza. Pure al traguardo di Sestriere incontreremo persone che lavorano in bike park della zona e che avrebbero agito in modo preventivo. Forse ragioniamo in questo modo perché ci stiamo rendendo conto che la gara sta per subire una grande variazione. Forse servirebbe più lucidità e pazienza per comprendere meglio la circostanza, ma intanto il tempo passa e le fuggitive hanno già imboccato la salita a Meana di Susa.

Sul traguardo improvvisato del Finestre la sfida è sempre a 4: Van der Breggen, Vollering, Niedermaier e Holmgren
Sul traguardo improvvisato del Finestre la sfida è sempre a 4: Van der Breggen, Vollering, Niedermaier e Holmgren
Sul traguardo improvvisato del Finestre la sfida è sempre a 4: Van der Breggen, Vollering, Niedermaier e Holmgren
Sul traguardo improvvisato del Finestre la sfida è sempre a 4: Van der Breggen, Vollering, Niedermaier e Holmgren

Via libera

Arrivano i responsabili della direzione di corsa che iniziano un conciliabolo con i vertici dei guardiaparco. L’intenzione è quella di trovare una soluzione che possa andare bene a tutti, usando il buon senso. Il “piano B” è già stato studiato dai direttori di corsa, che tuttavia chiedono ed ottengono di far partire i mezzi bloccati per evitare l’ennesimo tappo e altri momenti di tensione.

Alle 15,49 sia a noi che a tutti i mezzi arrivati a 300 metri dallo scollinamento (dove c’è appunto questa slavina rimossa) viene dato il via libera per proseguire verso Sestriere, ma mentre scendiamo viene comunicato il nuovo ed improvviso traguardo ad un chilometro dal “gpm”. L’instabilità di quel blocco di neve e ghiaccio non garantisce la sicurezza alle atlete, alle ammiraglie e ai tifosi. Decisione giusta, sacrosanta, anche perché non si può fare altrimenti. Resta però l’interrogativo di prima, da profani e senza voler accusare nessuno: giovedì quando i guardiaparco hanno compattato e sistemato lo sterrato come fanno sempre in queste occasioni, non potevano tenere conto di quei fronti innevati?

Vollering vince la sua seconda tappa al Giro Women conquistando il premio dedicato ad Alfonsina Strada
Vollering vince la sua seconda tappa al Giro Women conquistando il premio dedicato ad Alfonsina Strada
Vollering vince la sua seconda tappa al Giro Women conquistando il premio dedicato ad Alfonsina Strada
Vollering vince la sua seconda tappa al Giro Women conquistando il premio dedicato ad Alfonsina Strada

Vollering-Van der Breggen, sfida nella nebbia

Alla fine, con tanto rammarico, il lato agonistico passa in secondo piano. Ciò che poteva essere questa tappa tanto attesa per il Giro Women e ciò che è stato. Sarebbe stato bello vedere come si sarebbero mosse le formazioni delle big della generale e come invece si è dovuto adattare la tattica quando le ragazze hanno saputo dell’accorciamento. Per la cronaca, Vollering ha vinto di un’inezia davanti a Holmgren, Niedermaier e Van der Breggen, mentre Longo Borghini ha chiuso ottava a 1’38”.

«E’ stata strana l’ultima salita – dice Vollering in conferenza stampa al Sestriere dopo essere arrivata in ammiraglia – perché improvvisamente è diventata l’ultima. Noi pensavamo alla discesa e al Sestriere e ieri non immaginavamo che sarebbe andata così. Sono felice della vittoria perché il Colle delle Finestre è bellissimo e mi è piaciuto molto. Mi fa piacere anche aver conquistato la Cima Alfonsina Strada, di cui ho letto la storia e mi ha dato un’ulteriore ispirazione per oggi. Sono orgogliosa del premio dedicato alla sua memoria.

«Non ho idea – prosegue – di come vincere il Giro Women. A dire il vero dopo oggi speravamo di essere più vicine o addirittura in maglia rosa. L’ultima tappa non è così difficile, quindi dobbiamo pianificare bene la tattica. Sono alla mia seconda vittoria al Giro, però sono contenta che l’Olanda ora sia la nazione plurivittoriosa della corsa. Per il Tour Femmes, che resta sempre importante per me e nei miei pensieri, è ancora presto. Ora guardo al finale del Giro Women, poi organizzerò altura e avvicinamento per la Francia».

A 3 chilometri da Sestriere c'era Jacopo Mosco col suo fans club per sostenere Longo Borghini. Hanno visto il finale in televisione
A 3 chilometri da Sestriere c’era Jacopo Mosco col suo fans club per sostenere Longo Borghini. Hanno visto il finale in televisione
A 3 chilometri da Sestriere c'era Jacopo Mosco col suo fans club per sostenere Longo Borghini. Hanno visto il finale in televisione
A 3 chilometri da Sestriere c’era Jacopo Mosco col suo fans club per sostenere Longo Borghini. Hanno visto il finale in televisione

«E’ andata meglio di quanto mi aspettassi – racconta Van der Breggen – però i distacchi sono minimi tra le prime quattro. Naturalmente sono felice di aver conservato la maglia rosa. Quando ho saputo che la tappa sarebbe stata accorciata la tattica è stata semplice: seguire e restare con Demi e le altre. Non si poteva fare altrimenti e credo sia stata presa la decisione giusta. L’unica cosa che è cambiata è stata l’alimentazione tra bere e mangiare tenendo conto che l’arrivo era ad un chilometro dalla vetta.

«Mi sono fatta trovare pronta – continua – devo dire che una tappa più corta è stata più facile da gestire anche dopo la caduta di ieri. Nel finale ho anche accelerato per mettere pressione alle altre. Al Tour non sto pensando. Dopo il Giro avrò bisogno di recuperare bene, però resto concentrata su domani e poi si vedrà».

La nona tappa che si svilupperà attorno a Saluzzo presenta il terreno per inventarsi qualcosa, anche se bisognerà fare i conti con la stanchezza mentale e fisica. Tre “gpm” non semplici e tanti mangia e bevi distribuiti su 145 chilometri ci diranno chi sarà la regina del Giro Women.