BRESCELLO (RE) – Gli antipodi dell’ordine d’arrivo mettono in risalto il rosso di due protagoniste. Quello della maglia di Elisa Balsamo che sfreccia sul traguardo della sesta tappa del Giro Women infilando la quarta vittoria di tappa. E quello del cuore di Giorgia Serena che nel finale di giornata ha provato un coraggioso assolo terminato a pochi chilometri dal traguardo.
Per il resto il copione è stato rispettato come ci si attendeva dopo le fatiche delle ultime due tappe di montagna. Anzi, il gruppo se l’è presa giustamente un po’ più comoda del previsto arrivando più tardi rispetto alla cronotabella più lenta.


Un allungo senza paura
Dicevamo che guardando l’ordine d’arrivo, Serena Giorgia la troviamo in fondo per un buon e plausibile motivo. La 22enne della Mendelspeck E-Work ha chiuso penultima a 2’51” da Balsamo assieme alla compagna Bezzone. Entrambe si sono fatte vedere in due momenti diversi della tappa, ma Serena, che già si era messa in luce nella seconda frazione restando in avanscoperta per più di 60 chilometri, ha provato a giocare il jolly con grande determinazione.
«Il mio attacco – ci spiega sorridente la friulana di Palmanova dalla zona bus – è stato quasi studiato sul momento. Il gruppo si stava organizzando per la volata finale e c’è stato un attimo di stasi. Puntualmente Renato (il team manager Pirrone, ndr) dalla radio mi dice subito a mo’ di sfida “Giorgia te la senti di attaccare”? Io gli rispondo che il coraggio ce lo avrei avuto, ma dovevo fare i conti con la stanchezza, con le mie gambe e col resto del gruppo che non mi avrebbe concesso spazio. Lui mi dice di provare lo stesso e io sono partita subito uscendo dal treno della Visma Lease a Bike.


«Il gruppo – prosegue Serena, passista veloce che è nel giro azzurro della pista e ama le crono – mi ha lasciato fare. Ho guadagnato un minuto, mantenendolo per tanto tempo. Per più di dodici chilometri ho assaporato il gusto di restare davanti a tutte e quando sei lì la speranza è l’ultima a morire. Speravo che i team più attrezzati per lo sprint indugiassero ancora un po’ per paura di sobbarcarsi il lavoro. Renato dalla radio mi incitava a continuare decisa, io guardavo la lavagna del distacco e non pensavo a nulla, nemmeno alla fatica.
«A 8 chilometri dall’arrivo – conclude il suo racconto ancora raggiante – mi hanno ripreso e ho proseguito fino alla fine recuperando lo sforzo. Sono al mio primo Giro Women e non pensavo di poter andare così finora. Devo dire che oggi noi abbiamo corso bene. Sapevamo che avrebbero lasciato andare una fuga iniziale ed eravamo presenti con Camilla (Bezzone, ndr) che è stata bravissima ad entrarci. Ora penso solo a recuperare e mangiare, domani è un altro giorno, però oggi è stato bello».


Quarta ingranata
Gli ultimi chilometri che portano a Brescello sono un piccolo toboga che poteva scompigliare i treni delle velociste o suggerire qualche colpo da finisseur. Era un finale che strizzava l’occhio anche alle pistard, dove bisognava essere capaci ad entrare nel pertugio giusto prima della linea d’arrivo. La vittoria di Balsamo non sorprende infatti, non tanto per la sua netta superiorità dimostrata, quanto per la compattezza di squadra nell’apparecchiarle la tavola.
«Senza le mie compagne – dice la velocista della Lidl-Trek in conferenza stampa – non avrei potuto conquistare nemmeno una tappa. Tutte si sono spese fin da subito per me, a partire da Spratt che ogni mattina è distrutta perché sa già che dopo dieci chilometri dovrà mettersi davanti a tirare per cercare di tenere sotto controllo la fuga. Poi avete visto tutti cos’ha fatto Lucinda (Brand, ndr) negli ultimi metri. Con un lead out del genere è impossibile non vincere. Sono state tutte belle queste quattro vittorie. La prima in maglia rosa quella a cui tengo di più, ma anche oggi dopo due giorni pesanti in montagna vale tanto».


Rossa quasi certa, azzurro incerto
Dopo aver vinto con la rosa, Balsamo ha calato il poker con la maglia rossa addosso. Una leadership, quella della classifica a punti, che ha quasi ipotecato per portarla fino al podio conclusivo di Saluzzo domenica prossima. L’azzurro invece della maglia della nazionale resterà ancora nel cassetto anche per i prossimi appuntamenti, come temeva Velo l’ultima volta che lo avevamo sentito.
«Oggi – sottolinea Balsamo – ho sprintato anche al traguardo intermedio per rafforzare il primato della maglia rossa, ma da domani in avanti inizia un altro Giro Women per me. Naturalmente voglio vincere questa speciale classifica, ma voglio anche aiutare la squadra a salire sul podio. Ora Holmgren ha la maglia bianca di miglior giovane, però non è distante troppo da chi la precede. Quindi saremo tutte al suo servizio.


«Era tanto tempo – continua la “Barzi” – che aspettavo un periodo del genere, non tanto per le vittorie che fanno sempre piacere, quanto per la voglia di respirare questo clima in squadra. Abbiamo avuto una primavera difficile, con un po’ tensione, ma adesso credo che questo Giro stia dando una grande gioia a tutte noi.
«Purtroppo – conclude Balsamo la sua analisi – continuano a disegnare mondiali con percorsi molto duri, così come l’europeo e onestamente non ne capisco il motivo. Penso di essere abbastanza completa, ma con così tanti metri di dislivello diventano gare proibitive per tante ragazze. So che i Giochi del Mediterraneo sono adatti alle mie caratteristiche, però in coincidenza c’è anche il Tour of Britain che è una corsa molto importante per il mio team. Credo che possa essere molto difficile la mia partecipazione a Taranto con la nazionale».
La settima tappa partirà da Sorbolo Mezzani per concludersi a Salice Terme in una delle tappe più lunghe nella storia del Giro femminile. Nel finale si affronta una salita di 8 chilometri che potrebbe essere un trampolino di lancio per le più audaci. Il tempo per assistere ad uno sprint, anche ridotto, c’è, ma attenzione a non rilassarsi troppo.