Tommaso Dati

Coach Bartoli ci porta nel motore di Tommaso Dati

05.06.2026
6 min
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Tommaso Dati continua a vincere e la cosa non passa inosservata, neanche se lo fa dall’altra parte del mondo. Di questo ragazzo avevamo già parlato, ma alla luce dei risultati che sta ottenendo abbiamo deciso di approfondirne gli aspetti tecnici. Per questo motivo abbiamo bussato alla porta di Michele Bartoli, il coach che lo segue e al quale il team manager del Team Ukyo, Alberto Volpi, ne ha affidato la preparazione.

Anche perché Dati, proprio come Bartoli, è toscano. E sempre in quel fazzoletto di terra Tommaso ha avuto anche un altro legame con Michele, visto che uno dei tecnici della squadra di ciclocross di Bartoli – Roberto Cecchi – è stato tra i suoi primi sostenitori. Insomma, era quasi inevitabile che fosse proprio Michele ad allenarlo.

Michele Bartoli oggi è uno dei coach più apprezzati. Tra i suoi atleti anche Dati… (immagine Instagram)
Michele Bartoli oggi è uno dei coach più apprezzati. Tra i suoi atleti anche Dati… (immagine Instagram)
Michele, insomma, Tommaso Dati continua a vincere. Non sta conquistando gare WorldTour, ma certe vittorie bisogna pur farle. E in pochi ci riescono…

Davvero! Tommaso è un ragazzino interessante. Io lavoro con lui dallo scorso anno, nonostante lo conoscessi già dalle categorie giovanili. Da juniores era stato da me per delle visite biomeccaniche. Tra l’altro uno dei miei collaboratori, Roberto Cecchi, che è anche un amico di famiglia, lo aveva portato da me.

Che corridore è?

Dati è un corridore che nel ciclismo di oggi può servire, secondo me. Vedendo le sue prestazioni e le sue caratteristiche, è il classico corridore da punti. Tiene bene in salita ed è veloce, veramente veloce allo sprint. Nei gruppetti è uno che ti prende le volate lunghe e diventa difficile da affiancare. L’abbiamo visto anche con Pidcock al Tour of the Alps, che in certi arrivi è uno dei più forti al mondo. Nelle volate da 200-250 metri è davvero tosto. Tommaso sui 20 secondi esprime wattaggi stratosferici.

Hai parlato di un corridore moderno ideale per fare punti. Lo definiresti un passista veloce, uno scalatore-passista o un passista-scalatore? Come lo inquadri?

Alberto Volpi mi ha fatto un paragone giusto. Premetto che bisogna fare tutte le debite proporzioni. Farò un nome soltanto per spiegare la tipologia di atleta. Volpi ha detto che gli ricorda Giuseppe Saronni. E’ forte in salita, sulle salite brevi non è facile staccarlo. Se si prende il Mortirolo va in difficoltà, questo è chiaro. Ma se parliamo della Cipressa o di una salita tipica delle classiche, è uno che non levi facilmente di ruota. E’ molto forte anche sugli sforzi da 10 o 15 minuti. Ha numeri da scalatore.

Tour of the Alps 2026, Tommaso Dati, Team Ukyo, Innsbruck, vittoria
La vittoria di Dati al Tour of the Alps, quando ha battuto Pidcock
Tour of the Alps 2026, Tommaso Dati, Team Ukyo, Innsbruck, vittoria
La vittoria di Dati al Tour of the Alps, quando ha battuto Pidcock
Insomma, Michele, hai parlato di una fascia molto ampia nella quale performa. Gli manca la parte dello scalatore puro e forse quella del cronoman sulle lunghe distanze: abbiamo capito bene?

Esatto, ma quelle sono caratteristiche con cui si nasce. Ci si allena, ma sono doti naturali. Dati non è nato scalatore, assolutamente, però è uno che in salita sa andare forte.

Gli piace lavorare e fare fatica?

Sì, è un grande lavoratore. Non ha mai saltato un allenamento. Mi piace perché ti dice: «Oggi ero un po’ stanco, ma il lavoro l’ho fatto». Magari altri dicono: «Oggi non ho lavorato perché ero stanco».

Essendo delle tue parti è più facile prepararlo? Magari consigliargli quella determinata strada o salita per uno specifico lavoro?

In parte sì, anche se abbiamo una banca dati enorme. Da quando lavoriamo insieme facciamo i test sempre sulle stesse salite. Però è chiaro che sia un vantaggio, soprattutto perché quando c’è necessità gli dico di venire qui e lo seguo direttamente sul campo. In mezz’ora di bicicletta è a casa mia.

Tommaso Dati è giovane, ma non giovanissimo, visto che ha 23 anni. E’ uno dei ragazzi che abbiamo rischiato di perdere?

Sì, vi racconto questa. Dario Nicoletti, il suo direttore sportivo tra gli under 23, mi disse: «Michele, abbiamo un ragazzino bravo e forte. Abita nelle tue zone e mi piacerebbe che tu lo seguissi». Mi disse anche che ogni tanto tendeva a perdersi. Ecco, questa cosa io non l’ho mai riscontrata in lui. Probabilmente ha trovato il suo equilibrio.

Tommaso Dati
In Giappone il toscano, che ricordiamo è un classe 2003, ha trovato anche un certo appeal nel pubblico (foto Instagram)
Tommaso Dati
In Giappone il toscano, che ricordiamo è un classe 2003, ha trovato anche un certo appeal nel pubblico (foto Instagram)
Magari indirettamente glielo hai dato anche tu questo equilibrio. Una figura fissa e di fiducia…

Può essere anche quello. Con un preparatore stabile magari Tommaso si sente più motivato. Poi ogni persona è diversa. Ognuno ha i propri metodi, sia per allenare sia per allenarsi. Le cose che dico a un ragazzo magari non vanno bene per un altro.

Secondo te ha margine?

Sì, ha margine perché ha uno storico relativamente recente. Oggi vediamo ragazzi di 19 anni pronti a vincere la Liegi, ma questo accade perché se trovi le persone giuste attorno a te, con le conoscenze e i mezzi che ci sono oggi, e applichi questi metodi presto, vai forte prima. Quando inizi a conoscere i tuoi limiti in anticipo, puoi lavorarci sopra prima e di conseguenza migliorare prima.

E’ tutto anticipato, insomma…

Esatto. Prima eri un ragazzino. Facevi le corse juniores di due ore, ti mettevano nel gruppo, ti allenavano durante la settimana e poi si vedeva come sarebbe andata crescendo. Il miglioramento arrivava quasi naturalmente aumentando i chilometri di allenamento e di gara. Oggi invece già da allievo ti mettono davanti a un sistema. Se sei forte, emergi prima. E questi aspetti Dati non li aveva.

Tommaso Dati
Tommaso Dati al Tour of Japan ha conquistato tre vittorie (foto Instagram)
Tommaso Dati
Tommaso Dati al Tour of Japan ha conquistato tre vittorie (foto Instagram)
Michele, abbiamo parlato solo di aspetti positivi. Dati avrà pure qualcosa da migliorare…

E’ ancora un po’ sopra il peso ideale. A volte si presenta con qualche chilo in più, una zavorra inutile che gli fa perdere prestazione. In parte è una sua caratteristica fisiologica, in parte è un aspetto sul quale deve ancora lavorare. Le cose positive però sono due. La prima è che oggi, grazie alle conoscenze alimentari disponibili, non è complicato portare un corridore al livello giusto. La seconda è che rispetto all’anno scorso è già migliorato molto sotto questo aspetto. Altri lati negativi sinceramente non ne vedo.

Conosci più o meno il programma che avrà nei prossimi mesi?

Dopo questa trasferta in Giappone vorrebbe fare bene al campionato italiano. Anche se il percorso si annuncia probabilmente troppo veloce per le sue caratteristiche. Ne devo parlare bene con Volpi. In ogni caso alla Ukyo hanno un ottimo calendario. Gli organizzatori si fidano quando si presenta la loro squadra e a livello organizzativo sono quasi una WorldTour. Soprattutto per quanto riguarda la programmazione: da novembre i ragazzi sanno già quello che faranno fino a ottobre. E oggi la programmazione è tutto. I risultati non arrivano mai per caso.

All’inizio, abbiamo parlato di vittorie non di prima fascia. Ma quando batti Tom Pidcock cosa succede? La domanda è rivolta più all’ex corridore Bartoli che al coach…

Scatta la consapevolezza. Uno inizia davvero ad andare forte quando diventa consapevole. E’ un termine che uso spesso con i miei atleti. Quando sei consapevole di una cosa, sai che puoi farla. Se ti manca la consapevolezza corri sempre di rimessa, cerchi sempre di sfruttare gli altri e hai sempre un po’ di paura. Oggi Dati è diventato consapevole delle proprie qualità e lo è già da inizio stagione.