Giro Next Gen 2025 (foto LaPresse)

Giro Next Gen: da 5 a 6 corridori, come cambia la corsa?

04.06.2026
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Il UAE Team Emirates Gen Z si trova, in questi giorni, in ritiro a Sestriere per preparare il Giro Next Gen. Appuntamento a tappe che inizierà il prossimo 14 giugno a Reggio Calabria per terminare il 21 giugno a L’Aquila. Otto tappe, come sempre esigenti e impegnative, per un totale di mille chilometri e tanta fatica da mettere nelle gambe. Una delle novità di questa edizione del Giro è la decisione da parte di RCS Sport & Events di aumentare il numero di corridori per squadra: si passa dai cinque della passate edizioni a sei. A questo corrisponde una diminuzione dei team partecipanti, che da 33 diventano 28 (in apertura foto LaPresse). 

Sull’ammiraglia della formazione di sviluppo emiratina, oltre a Giacomo Notari, al Giro ci sarà anche Jan Polanc. Lo sloveno, sceso dalla bici nel 2023 ha trovato spazio nella realtà UAE Team Emirates come diesse. Insieme a lui analizziamo la scelta di aumentare i corridori per squadra, con una corsa che potrebbe diventare più organizzata e gestibile. 

«Si tratta di una scelta molto buona per i team – dice Polanc – perché si riescono ad instaurare dinamiche sempre più simili a quelle che si trovano tra i professionisti. Otto giorni per una corsa a tappe sono tanti, soprattutto se si trovano percorsi misti».

UAE Team Emirates Gen Z, ritiro Sestriere
In questi giorni il UAE Team Emirates Gen Z è in ritiro a Sestriere, preparando il Giro Next Gen
UAE Team Emirates Gen Z, ritiro Sestriere
In questi giorni il UAE Team Emirates Gen Z è in ritiro a Sestriere, preparando il Giro Next Gen
Entriamo subito nel merito tecnico, per voi cosa cambia?

Avremo modo di portare con noi un corridore veloce per gli sprint, opzione che con una maggior scelta diventa possibile. Negli anni scorsi si lasciava sempre a casa un corridore forte, perché cinque ragazzi per squadra sono davvero pochi. 

Spesso era il velocista a farne le spese?

Diciamo che se si vuole fare classifica, è così. Lo scalatore deve avere un uomo forte in salita al suo fianco e servono corridori per gestire la gara: aspetto che in cinque è davvero difficile. Ora con un ragazzo in più, si ha modo di fare tattiche e piani differenti. 

Da voi chi sarà?

Stella sta andando bene e dovrebbe essere lui il velocista di riferimento. Al momento noi siamo in ritiro con sette ragazzi, considerando che Sambinello sta cercando di recuperare al meglio per essere al via. 

Con sei ragazzi per squadra si potrà aprire un divario maggiore tra devo team e continental?

A mio avviso no, sicuramente ci sarà modo di controllare meglio la corsa, aspetto non secondario. Inoltre questo posto in più, ogni squadra potrà gestirlo come preferisce. Magari qualche team porterà un giovane, per fargli fare esperienza. 

Tatticamente si vedranno meno momenti di incertezza, come se ne sono visti lo scorso anno?

Le squadre avranno modo di organizzarsi e di lavorare bene in caso dovessero esserci inseguimenti o fughe su cui chiudere. Noi lo scorso anno avevamo conquistato la maglia rosa con Schwarzbacher nella prima tappa, salvo poi cederla il secondo giorno a favore di Jonathan Vervenne. Lui era in fuga e riuscì a resistere all’inseguimento. 

Un corridore in più e meno squadre vuole dire anche meno interessi da gestire?

Meno tattiche che faticano ad incastrarsi: non che sia un male, ma la gara viene controllata meglio. Sempre lo scorso anno la maxi fuga della quinta tappa portò grandi rimescolamenti. E credo che il livello possa essere più omogeneo. 

Dici?

Sì, perché le continental italiane stanno andando bene, si sono messe al lavoro e hanno alzato il livello. Quindi ci sarà una grande competitività in gruppo.