Dall’Ungheria arriva un nuovo Calzoni. Dov’era finito?

Dall’Ungheria arriva un nuovo Calzoni. Dov’era finito?

29.05.2026
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Di Walter Calzoni si erano un po’ perse le tracce. Approdato nel 2023 alla Q36.5, il bresciano in queste stagioni si è dato molto da fare nelle file del suo team, ma senza squilli particolari. All’ultimo Giro d’Ungheria però è comparso un Calzoni nuovo, più propositivo, capace anche di prendere per mano la squadra e di chiudere 6° nella classifica generale. Non parliamo certo del Tour de France, né di una di quelle vittorie che ti portano sulle pagine di tutti i giornali, eppure nel suo caso quel piazzamento ha un certo peso.

Per il bresciano Calzoni il 6° posto in Ungheria rappresenta una ripartenza dopo anni difficili
Per il bresciano Calzoni il 6° posto in Ungheria rappresenta una ripartenza dopo anni difficili
Per il bresciano Calzoni il 6° posto in Ungheria rappresenta una ripartenza dopo anni difficili
Per il bresciano Calzoni il 6° posto in Ungheria rappresenta una ripartenza dopo anni difficili

Si ha quasi la sensazione che quel piazzamento, frutto di un impegno costante nelle 5 giornate di gara sia stato atteso non solo da lui ma da tutto il team che ha lavorato alacremente per favorirlo.

«La squadra mi ha molto aiutato – racconta – soprattutto nella tappa dove si faceva la classifica ed è anche grazie a loro se sono riuscito a fare una bella prestazione. Soprattutto considerando quel che è successo: a causa della pioggia, la corsa incominciava a diventare un po’ pericolosa, quindi l’hanno accorciata, ma il gruppo l’ha saputo a 5-6 chilometri dall’arrivo, quindi non abbiamo avuto il tempo di riprendere la fuga, sennò si poteva fare anche meglio».

Avete trovato acqua per tutta la durata delle 5 giornate?

Nella tappa dura sì, tutto il giorno, nell’ultima per buona parte. La pioggia ha comunque influito sull’evoluzione della corsa perché le prime due tappe, dove non c’è stata, non avevano grande influsso sulla classifica.

La pioggia ha contraddistinto le ultime tappe della corsa magiara, vinta dallo svedese Soderqvist (Lidl-Trek)
La pioggia ha contraddistinto le ultime tappe della corsa magiara, vinta dallo svedese Soderqvist (Lidl-Trek)
La pioggia ha contraddistinto le ultime tappe della corsa magiara, vinta dallo svedese Soderqvist (Lidl-Trek)
La pioggia ha contraddistinto le ultime tappe della corsa magiara, vinta dallo svedese Soderqvist (Lidl-Trek)
Tu hai fatto già 38 giorni di gara in questa stagione, ma non eri mai arrivato ai livelli di prestazione del Giro d’Ungheria, neanche nella passata stagione. E’ stato un crescendo di condizione partito da lontano?

Per molti versi sì. Quest’inverno quando abbiamo fatto i test avevo visto che  ero cresciuto molto anche se la stagione vissuta non aveva dato risultati personali. Sinceramente mi aspettavo di emergere a inizio stagione, ma non so perché: nelle prime gare infatti non ho performato per come avrei potuto, pur vedendo che il livello c’era. Magari mi serviva solo riuscire a sbloccarmi un po’ più mentalmente, perché fisicamente vedevamo che la gamba c’era.

Non sono un po’ troppi giorni di gara a questo punto della stagione?

In realtà non era voluto, ma la squadra ha avuto un po’ di problemi. Nel roster siamo in 30, ma spesso 10 o anche 12 corridori erano in infermeria e quindi non riuscivano a correre. Io tra una gara e l’altra riuscivo a recuperare e così ho corso un po’ di più degli altri. Ma non lo reputo uno svantaggio perché, come abbiamo visto nell’ultima gara, è quella dove sono andato più forte, quindi va bene così.

Per Calzoni già 38 giorni di gara con buoni risultati, migliori di quelli del 2025
Per Calzoni già 38 giorni di gara con buoni risultati, migliori di quelli del 2025
Per Calzoni già 38 giorni di gara con buoni risultati, migliori di quelli del 2025
Per Calzoni già 38 giorni di gara con buoni risultati, migliori di quelli del 2025
Tu sei alla Q36.5 dal 2023, ma questo è il tuo risultato più importante, soprattutto nelle ultime due stagioni. Che cosa è successo in questi due anni?

Due anni fa ho avuto un problema fisico e non riuscivo a performare al meglio e questo mi ha frenato a lungo mentalmente, influendo anche sulla stagione successiva. Quest’anno ho fatto un inverno perfetto perché non ho mai avuto intoppi e sono sempre riuscito a rispettare i piani che ci eravamo posti. Vedevo che i numeri per essere competitivo ce li avevo. Ma questo forse non bastava, non era solo un discorso fisico e di prestazioni.

Che cosa mancava?

Sto perfezionando un po’ anche il mio modo di correre e col tempo sto riuscendo a prendere il giro giusto in certe situazioni. Io spero che il risultato in Ungheria sia un primo passo per arrivare ai miei obiettivi, considerandolo una ripartenza.

Calzoni insieme a Pidcock: il suo arrivo ha cambiato le prospettive del team
Calzoni insieme a Pidcock: il suo arrivo ha cambiato le prospettive del team
Calzoni insieme a Pidcock: il suo arrivo ha cambiato le prospettive del team
Calzoni insieme a Pidcock: il suo arrivo ha cambiato le prospettive del team
Pur non essendo un podio, è un risultato importante, questo sesto posto nella classifica generale. Ti cominci a identificare come un corridore che può emergere in certi tipi di corse a tappe?

Sicuramente. Prediligo le corse dure, anzi penso che in futuro lavorerò più su questo mio lato per recuperare un po’ del tempo perduto.

Come ti trovi nel team?

Sono qui da quattro anni e ho vissuto su me stesso le sue mutazioni, perché il team è cambiato molto, soprattutto dopo l’arrivo di Pidcock. Prima eravamo una tipica professional, adesso siamo ancora nella stessa categoria ,ma sinceramente non abbiamo nulla in meno di una WorldTour. C’è tanta consapevolezza che il team ha degli ottimi corridori, può fare bene dappertutto e andiamo alle corse per appunto cercare di ottenere il massimo, senza paura.

Il lombardo è al suo quarto anno nel team, dove ora punta a ripagare la fiducia con un successo
Calzoni è al suo quarto anno nel team, dove ora punta a ripagare la fiducia con un successo
Il lombardo è al suo quarto anno nel team, dove ora punta a ripagare la fiducia con un successo
Calzoni è al suo quarto anno nel team, dove ora punta a ripagare la fiducia con un successo
Pidcock è un leader assoluto, nel senso che quando c’è lui si corre solo per lui?

Di regola sì – afferma Calzoni – è un ruolo e un carisma che si è guadagnato con i risultati. Ha fatto uno step veramente grande, già dall’anno scorso con il podio alla Vuelta aveva dimostrato di essere uno dei migliori corridori al mondo e ovviamente è quello che dà più garanzia di risultato. Quindi se c’è, è più che giusto lavorare per lui.

Su quali gare hai focalizzato la tua attenzione per cercare un altro risultato importante?

Correrò a Gippingen, il Giro di Svizzera, campionato italiano e il Sibiu Tour e sicuramente andremo a queste corse per cercare di far bene. Magari al Giro di Svizzera sarò più in supporto a Tom, ma questo non è che toglierà a me tutte le possibilità. Lo stiamo vedendo anche al Giro, quando uno fa il gregario ma ha la gamba buona, può comunque finire davanti. Perché non dovrebbe accadere a me?