Scorrevolezza e watt risparmiati, riduzione degli attriti, efficienza della trasmissione in tutte le sue parti. Diversi fattori, un macro tema che gioca un ruolo fondamentale nell’ambito della bici moderna, della massima resa e proprio di un’efficienza massimizzata.
Non è il singolo componente a fare la differenza, ma il sistema nella sua completezza e anche il trattamento wax (con la cera) della catena è un plus al quale nessuno dovrebbe rinunciare. Ecco le nostre considerazioni, quelle di Gabriele Tosello (meccanico del Team XDS-Astana) e di Andrea Rovaris di Bike Passion (distributore in Italia di SLF Motion), consulente SLF Motion.


Corpo in alluminio per la rigidità della bici
In Astana si è lavorato con i componenti SLF Motion, in una ricerca di rigidità, risparmio di watt e leggerezza iniziata con il ritorno di Vincenzo Nibali per la sua ultima stagione da professionista e poi proseguita ancora per la stagione successiva.
«Alta, altissima qualità dei componenti SLF Motion – dice Tosello – mi spiace non aver proseguito la collaborazione con questa azienda, con la quale ho lavorato per un paio di stagioni qualche tempo fa. Movimento centrale completamente in alluminio rigidissimo, in grado di aumentare di conseguenza la rigidità anche della bici in quel punto. Fusto e calotte fatte a regola d’arte, con cuscinetti perfettamente schermati: non un semplice dettaglio anche per noi meccanici, in quanto permetteva di limare qualcosa nelle tempistiche di pulizia, ingrassaggio manutenzione».
«Bilanciere posteriore tanto stabile, rigido, con pulegge dalla scorrevolezza superlativa. Uno strumento di precisione. Come tutti i componenti di questa categoria necessita di una manutenzione adeguata per funzionare al meglio, ma si tratta di un upgrade di non poco conto che dona qualcosa in più alla scorrevolezza della trasmissione».


Limare secondi e watt
Andrea Rovaris ha guidato la collaborazione di due anni con il Team Astana, nel periodo 2021-2023, come consulente prodotto di SLF Motion e responsabile delle relazioni con i team e gli atleti.
«Per noi ha rappresentato un successo e un’opportunità enorme – racconta – sia in termini di verifica del livello raggiunto, che di opportunità di crescita. Nella pratica abbiamo visto il nostro prodotto mantenere inalterate le sue caratteristiche di scorrevolezza per due stagioni, a livello WorldTour non è poca cosa. Un traguardo che ha surclassato anche le nostre stesse aspettative. Questo condiziona il futuro di SLF. Raggiunta una base simile, possiamo concentrarci su aspetti forse meno prioritari, capaci comunque di alzare il livello di un componente.
«Mi riferisco a dimensionamenti, design, materiali e tecnologie applicate – conclude Rovaris – l’aspetto inesplorato abbonda. Sappiamo, che ci sono ancora tanti decimi di secondo da limare e migliorare è ancora possibile. In un futuro prossimo verrà lanciata una nuova generazione di bilancieri e movimenti centrali, un altro passo verso un miglioramento dell’efficienza e della qualità».


Il miglioramento è tangibile
A nostro parere la parte del leone è recitata dal movimento centrale. Un’opera d’arte in alluminio con il fusto centrale filettato, soluzione che facilità il montaggio e preserva le zone di battuta press-fit del telaio in carbonio. Contribuisce in modo esponenziale a “compattare” la sezione centrale della bicicletta e rispetto ai movimento centrali standard (quelli con involucro in Teflon) le differenze si toccano con mano. Quindi, non si tratta esclusivamente di scorrevolezza e di watt.
Il bilanciere posteriore gioca un ruolo importante soprattutto in termini visivi, di design, legati all’impatto estetico che offre la bicicletta. Il suo ruolo legato a massimizzare l’efficienza della trasmissione si percepisce con il tempo. Contribuisce a tendere maggiormente la catena, è più rigido (lo sono anche le pulegge) rispetto ad un bilanciere standard, se regolato nel giusto modo si comprime in modo minore verso i pignoni, portando vantaggi non trascurabili nelle fasi di sprint e cambi di ritmo perentori. In poche parole, stabilizza meglio l’intero cambio posteriore.






Fino a 5 watt risparmiati
Ecco il nostro test, eseguito su movimento centrale e bilanciere posteriore SLF Motion e catena modello Shimano Ultegra (un prodotto del range medio), trattata con cera Sweet Chain: un sistema completo con l’obiettivo dichiarato di limare il più possibile e massimizzare la scorrevolezza.
La stessa prova è stata replicata per 4 volte: medesimo tracciato, dislivello, condizioni ambientali simili per meteo, temperatura e vento, stessa bicicletta. Rispetto al montaggio con la componentistica standard e catena non trattata, ciascuna delle 4 uscite ci ha mostrato un risparmio di 3/5 watt sulla potenza media finale, a parità di media oraria. Una cifra del genere può essere un caso dopo una pedalata o un singolo allenamento, ma non lo è a nostro parere dopo quattro prove ripetute.
Si aggiunga anche un comparto trasmissione che resta più pulito (rispetto all’impiego di lubrificanti standard) per un periodo relativamente lungo: 300 chilometri circa. La stessa pulizia ed una sorta di barriera che contrasta l’accumulo di detriti, polvere e sporco, contribuiscono in modo importante alla longevità di catena a componenti rotanti.


Prezzi elevati, ma può valerne la pena
Si entra in una fascia di prodotti che ci piace definire strumenti di precisione capaci di aumentare la resa della bici. Una scelta costosa, ricercata e non per tutti. I prezzi di listino salgono in modo esponenziale, ma è altrettanto vero che gli stessi prezzi vengono assecondati dalla longevità aumentata del singolo componente. Sarebbe opportuno valutare il prezzo di acquisto proporzionato e spalmato nel tempo, sempre considerando l’efficienza. Ben più di 300 euro per il movimento centrale, mentre il bilanciere posteriore supera i 500. A questa spesa si aggiunge il trattamento con cera per la catena, che di norma è più costoso se confrontato con l’utilizzo di normali lubrificanti a goccia.
Vale la pena? Sì, quando l’obiettivo dell’utilizzatore è sfruttare il massimo delle potenzialità da ogni reparto della bicicletta, migliorando scorrevolezza e limando watt e valutando anche l’impatto estetico di alcune parti. Sì, quando anche la pulizia prolungata della trasmissione è un fattore tecnico che occupa importanza. E’ una spesa inutile invece se l’utilizzatore non interpreta la bicicletta come uno strumento di performance, limitando le operazioni di pulizia e manutenzione. Non è un upgrade fondamentale quando l’utilizzatore considera marginale il fattore watt espressi in sella.