100 giorni Tour Femmes

Tour Femmes: 100 giorni al via. Festa e strategia a Losanna

26.04.2026
5 min
Salva

LOSANNA (Svizzera) – Tre imbarcazioni storiche in legno ci portano in un punto preciso del Lago Lemano. Esattamente laddove è stato allestito un grande triangolo galleggiante con la scritta 100 jours au Grand Départ du Tour de France Femmes. E’ da qui, dall’acqua, che scatterà la prossima edizione della corsa a tappe francese. E, come è nel loro DNA, i cugini d’Oltralpe non hanno lasciato passare in sordina questa ricorrenza.

Su ogni imbarcazione c’era un’autorità delle tre grandi città svizzere ospitanti questo Grand Départ: Losanna, Aigle e Ginevra. Ognuno ha parlato, ognuno si è detto compiaciuto e orgoglioso di ospitare il Tour Femmes e, allo stesso orario in cui scatterà la corsa il primo agosto, appunto fra 100 giorni, sono stati premuti i bottoni rossi. Una pioggia di coriandoli, rigorosamente vegetali e biodegradabili, è poi finita in acqua.

«Per lo sport, per le nostre ragazze e per la mobilità sostenibile, è un’enorme opportunità questo Tour Femmes. Ma direi che è un’opportunità per tutta la popolazione», ha detto la rappresentante del Canton de Vaud, Christelle Luisier Brodard. E sulla stessa linea, con sfumature diverse ma sempre legate ai giovani e alle pari opportunità, fino allo sviluppo del cicloturismo, hanno parlato anche gli altri rappresentanti locali, a cominciare dal sindaco di Aigle, Grégory Devaud.

100 giorni Tour Femmes
Marion Rousse (classe 1991) è la direttrice del Tour de France Femmes
100 giorni Tour Femmes
Marion Rousse (classe 1991) è la direttrice del Tour de France Femmes

Ogni scelta un perché

Quel che ci ha colpito è stata l’attenzione ai particolari, la voglia dei francesi di promuovere e, perché no, esaltare il loro operato, la loro corsa. La cura dei dettagli. Far partire la cerimonia su tre imbarcazioni a vela è stato un messaggio ben preciso per le atlete: «Buon vento in poppa ragazze».

«Perché abbiamo scelto la Svizzera? Perché soprattutto questa porzione del Paese offre un territorio ideale per la bici – ha detto Marion Rousse – Ci sono salite, pianura attorno al lago, scalate di ogni tipo e anche dei bellissimi vigneti. E poi anche perché queste cittadine si sono offerte al Tour Femmes non appena si è diffusa la notizia del suo ritorno cinque anni fa. Il Tour approdò per la prima volta all’estero proprio in queste terre. Senza contare che Aigle è la casa del ciclismo».

Ma attenzione: il Tour Femmes non è un dono caduto dal cielo. I francesi di ASO, nelle persone di Franck Perque e della stessa Marion Rousse, hanno fatto le cose con attenzione. Hanno effettuato sopralluoghi accurati, anche paralleli alla stretta logica sportiva. Per esempio, sapevate che la grande macchina del Tour de France classifica le città sedi di tappa con un sistema simile alle stelle degli hotel, ma usando le biciclette? E’ la graduatoria Tour de France Cycle City e in questa scelta ha inciso il fatto che, secondo i loro criteri, Losanna sia passata da tre a quattro “bici”: il voto massimo Anche questo conta.

E poi, al centro di tutto, c’è – e deve esserci – lo sport come promozione di un certo stile di vita. Di sogno.
«In tanti – prosegue Rousse – ci hanno chiesto perché non abbiamo fatto terminare la prima frazione al culmine della côte dove è posto l’arrivo, bensì a metà. Ebbene, perché arrivando in cima non avremmo portato il Tour Femmes dentro la città, tra la gente. E noi volevamo proprio raggiungere, nel vero senso della parola, la gente. Mostrare questo evento alle ragazzine, che magari possono iniziare a sognare e diventare un giorno professioniste. Per lo stesso motivo abbiamo scelto di transitare davanti al Museo Olimpico».

«E non dimentichiamo che il ciclismo è la vetrina più bella per il territorio», ha sottolineato il sindaco Devaud.

100 giorni Tour Femmes
Nella piazza centrale di Losanna è stato posto una grande countdown. Da qui al 1° agosto quasi ogni settimana sono previsti eventi collaterali di avvicinamento
100 giorni Tour Femmes
Nella piazza centrale di Losanna è stato posto una grande countdown. Da qui al 1° agosto quasi ogni settimana sono previsti eventi collaterali di avvicinamento

Professioniste del pedale

E a proposito di professioniste, Marion insiste molto su questo aspetto. Lo ribadisce più volte. Ci sono le professioniste perché esistono corse come il Tour Femmes. E c’è il Tour Femmes perché ci sono le professioniste.

«E’ fantastico come il nostro mondo stia crescendo così rapidamente. Il livello è alto perché oggi le ragazze possono allenarsi senza pensare ad altro. Prima potevano farlo in pochissime, adesso sono lavoratrici a tutti gli effetti. E questo alza il livello e noi dobbiamo offrire eventi all’altezza. le medie lo dimostrano».

«Quattro anni fa ci si interrogava sulla questione economica nel ciclismo femminile. Chiaro, rimane in ritardo rispetto a quello maschile, ma le cose stanno migliorando. Noi dobbiamo essere oculati, propositivi, ma allo stesso tempo prudenti nel creare i percorsi. Il rischio di sbagliare è alto».

Qui Marion Rousse si riferiva soprattutto al disegno dei tracciati, che non devono essere solo duri, ma ben ponderati, anche dal punto di vista tecnico e non soltanto spettacolare. Anche questo denota la cura nel concepire il percorso.

E quando le chiediamo se sogna di portare il Tour su qualche colle mitico, risponde così: «Ogni anno viviamo il nostro sogno, perché ogni anno c’è un luogo simbolico che entra nel percorso e nella giovane storia del Tour de France Femmes avec Zwift. Abbiamo fatto il Tourmalet e l’Alpe d’Huez e quest’anno ci sarà il Mont Ventoux. L’obiettivo è aumentare l’audience. Nelle gare di un giorno c’è la prova degli uomini e quella delle donne: dobbiamo far parlare del Tour Femmes come del Tour maschile, sapendo però che è un progetto diverso e che dobbiamo lavorare molto».

Il lavoro che stanno portando avanti è ampio e soprattutto profondo, ben ponderato. Durante la conferenza stampa è stato mostrato anche un video di una giovane ciclista locale, impaziente di vedere le campionesse sulle sue strade.

Lago Lemano
Una veduta del Lago Lemano, dei suoi vigneti collinari e delle montagne che lo circondano. Andare bici qui è un paradiso (foto Passione Verde)
Lago Lemano
Una veduta del Lago Lemano, dei suoi vigneti collinari e delle montagne che lo circondano. Andare bici qui è un paradiso (foto Passione Verde)

Tre giorni svizzeri

Il cantone francofono della Svizzera si appresta così a ospitare il Grand Départ del Tour Femmes. Dal 31 luglio, con la presentazione delle squadre, al 3 agosto, Losanna, Aigle e Ginevra – ma anche il lago Lemano e il Vaud – si tingeranno di giallo. Offriranno al mondo le bellezze di una terra che sembra davvero ideale per il ciclismo.

«Le prime tappe sono estremamente nervose – ha detto Rousse – e non volevamo esagerare con i dislivelli. Anche perché già nella prima frazione, con l’arrivo sulla Cote de Saint-Francois, potranno esserci distacchi interessanti. Abbiamo valutato anche una salita molto nota in zona, con una pendenza media del 13 per cento. Siamo andato a vederla, ma abbiamo preferito non inserirla».

«E non sono convinta neanche che si arrivi in volata, almeno non di gruppo, a Ginevra. Prima ci sono strappi impegnativi. E poi la partenza della terza tappa, quella che porta il gruppo in Francia, è durissima, con il Col de la Faucille subito dopo il via. Insomma, dovevamo pensare anche al resto del Tour. Credo che si possa uscire dalla Svizzera con distacchi già attorno ai 30 secondi tra le prime della generale».