Le tigri della Malesia: la prima volta del team sprint

Le tigri della Malesia: la prima volta del team sprint

25.04.2026
5 min
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Mentre Pellizzari conquistava il Tour of the Alps, in una di quelle straordinarie coincidenze temporali che caratterizzano lo sport italiano, dall’altra parte del mondo veniva scritta una pagina storica per la pista azzurra, riallacciandosi idealmente a fasti che risalgono a oltre mezzo secolo fa. La velocità italiana è tornata protagonista nel mondo, conquistando per la prima volta la vittoria in una tappa di World Cup nel team sprint a Nilai in Malesia (foto di apertura UCI).

Apprendendo la notizia tornavano in mente le promesse frammiste a perplessità che circondarono l’approdo di Ivan Quaranta alla guida di un settore che non esisteva più, da tanti anni. L’ex velocista rivale di tante volate di Cipollini si è rimboccato le maniche ed è partito da dei ragazzi, che ora stanno diventando uomini (e donne) e stanno crescendo. Ogni vittoria è una tappa e anche Quaranta, al di là dell’ebbrezza per la gioia che traspare dalle sue parole assonnate (tra riunioni tecniche e festeggiamenti si sono fatte le ore piccole), guarda già avanti.

La vittoria in Malesia per Quaranta è una tappa, importante, nel cammino verso il podio olimpico
La vittoria in Malesia per Quaranta è una tappa, importante, nel cammino verso il podio olimpico
La vittoria in Malesia per Quaranta è una tappa, importante, nel cammino verso il podio olimpico
La vittoria in Malesia per Quaranta è una tappa, importante, nel cammino verso il podio olimpico

Un torneo vissuto col batticuore

Questo è il suo racconto di un giorno destinato a restare scolpito nella memoria: «Abbiamo iniziato quarti in qualifica, ma l’avevamo sfruttata per tarare un po’ i rapporti per il primo turno anche perché questa formazione in gara, con Minuta, Napolitano e Predomo nell’ordine era la prima volta che la provavamo. L’abbiamo vista tante volte in allenamento, ma in gara è un’altra cosa. Eravamo a un decimo dalla Cina, a mezzo secondo da Francia e Olanda.

«Nel turno un pizzico di fortuna l’abbiamo avuta perché l’Olanda ha vinto, ma con un tempo peggiore del nostro perché il terzo si è staccato. Anche il terzo francese è andato male così abbiamo superato i transalpini per un centesimo. Per un soffio ci siamo guadagnati la finale per il primo e secondo posto contro la Cina, che comunque è sempre un osso duro».

La finale vedeva il terzetto cinese come favorito: «Sono venuti qua per far bene, le donne avevano vinto, qua in Asia comunque siamo a casa loro. Minuta nella prima frazione ha fatto 17”2, secondo tempo di giornata, ma nel secondo giro a Napolitano è scivolata la gomma perché si stavano toccando tra primo e secondo e quindi ha fatto un tempo peggiore rispetto a quello del primo turno.

L'emozione palpabile davanti ai microfoni internazionali. Da sinistra Minuta e Predomo (foto Eurosport)
L’emozione davanti ai microfoni in Malesia. Da sinistra Minuta, Napolitano e Predomo (foto Eurosport)
L'emozione palpabile davanti ai microfoni internazionali. Da sinistra Minuta e Predomo (foto Eurosport)
L’emozione davanti ai microfoni in Malesia. Da sinistra Napolitano e Predomo (foto Eurosport)

Una vittoria di tecnica e di carattere

«Per fortuna più o meno la stessa cosa è successa alla Cina, quindi dopo il secondo frazionista eravamo quasi alla pari e Predomo ha fatto una chiusura da 12”5 sufficiente per vincere. Non sono tempi di altissimo livello perché la pista malese è lenta, ma qui contava il risultato».

Un aspetto sul quale Quaranta mette l’accento è il saper superare le difficoltà, la vittoria è arrivata probabilmente da lì: «Napolitano non si è scoraggiato, anzi si è “incarognito” ancora di più, ha insistito e non riuscendo a chiudere sul primo, ha comunque lanciato forte Predomo, significa che ci ha creduto sempre».

Come l’hanno presa i ragazzi, si sono resi conto di quello che avevano fatto? «Secondo me no, non hanno capito cosa significa aver vinto in Coppa del Mondo soprattutto ora, visto che a ottobre inizia la qualifica olimpica. Ho subito detto loro che questa medaglia ce la siamo meritata tutti, pensando a un lavoro che inizia da lontano. Questi sono tre ragazzi che sono nati con noi e li abbiamo proprio fatti crescere. Che hanno sacrificato tutto per questo percorso che è ancora lontano dal finire».

Per Minuta come per gli altri una vittoria che ha profondi significati: mai l'Italia aveva vinto nel team sprint assoluto (foto Instagram)
Per Minuta come per gli altri una vittoria che ha profondi significati: mai l’Italia aveva vinto nel team sprint assoluto (foto Instagram)
Per Minuta come per gli altri una vittoria che ha profondi significati: mai l'Italia aveva vinto nel team sprint assoluto (foto Instagram)
Per Minuta come per gli altri una vittoria che ha profondi significati: mai l’Italia aveva vinto nel team sprint assoluto (foto Instagram)

Un gruppo coeso

La vittoria ha subito avuto molto risalto anche su media che solitamente non considerano il ciclismo su pista: «Questo mi fa particolarmente piacere perché è dura competere con questi colossi, Paesi dove c’è una cultura totalmente diversa per quanto riguarda la disciplina della velocità e averli messi alle spalle ha un peso. Io ambivo a giocarmi una finale per il terzo e quarto e speravo di vincerla, ma i ragazzi sono andati oltre».

Cosa hai pensato quando Predomo ha tagliato il traguardo? «Io ho provato un immenso piacere, perché poi con questi ragazzi ci vivo 6 giorni su 7 a Montichiari, siamo proprio una squadra, una famiglia, condividiamo i momenti belli e brutti, anche quello che la vita ci mette davanti: le litigate con la morosa o qualche screzio fra i ragazzi, perché è vita vera e tutto serve per arrivare a questi momenti che ripagano di tutto. Proprio il vivere insieme sono convinto che sia la nostra forza. E’ un altro tassello che mettiamo nel nostro percorso».

La prima giornata in Malesia ha portato anche i bronzi nel quartetto maschile e di Fiorin nell'eliminazione (foto UCI)
La prima giornata in Malesia ha portato anche i bronzi nel quartetto maschile e di Fiorin nell’eliminazione (foto UCI)
La prima giornata in Malesia ha portato anche i bronzi nel quartetto maschile e di Fiorin nell'eliminazione (foto UCI)
La prima giornata in Malesia ha portato anche i bronzi nel quartetto maschile e di Fiorin nell’eliminazione (foto UCI)

Una storia ancora da scrivere

Quaranta però guarda già avanti, è come se la grande gioia sia parte del passato: «Non dobbiamo fermarci perché io questi ragazzi li voglio portare a vincere una medaglia olimpica, se non sarà a Los Angeles sarà quella dopo. Ricordo sempre che questi ragazzi sono più giovani di tutti gli altri, due sono ancora due under 23  e stiamo già ottenendo dei buoni risultati, a volte impensabili».

Ora bisogna essere bravi e saperla assimilare, questa vittoria: «In questo sono tranquillo: sappiamo tutti che non siamo i più forti, perché comunque ci sono nazioni come la Gran Bretagna, che qua non c’era, come l’Australia che qua non c’era, perché bisogna essere anche consapevoli delle armi che si hanno in mano. Ma ho dalla mia ragazzi che non si accontentano. Abbiamo dimostrato che appena ai “big” qualcosa non funziona, noi ci siamo, pronti ad approfittarne: se si incantano noi li infiliamo…».