Sulle strade delle due prove internazionali under 23 vinte da Lorenzo Mark Finn, oltre alla maglia iridata, si è fatto spazio tra la gente anche un gruppo di persone con addosso una maglietta che ritrae il giovane ligure. E’ il suo fan club ufficiale, il Lorenzo Mark Finn Official Fan Club. Trombette, striscioni, cappellini e tutto quello che occorre per fare il tifo lungo i percorsi e sulle salite. Perché è lì che il campione del mondo under 23 della Red Bull-BORA-hansgrohe fa la differenza: quando la strada sale.
Alle spalle del Lorenzo Mark Finn Official Fan Club ci sono coloro che hanno visto crescere e correre il ligure fin dalle prime pedalate. Amici di famiglia e anche la madre: Chiara Iperti, che inizialmente non voleva farne parte, ma alla fine è entrata per tenere le comunicazioni e avere un occhio vigile su tutto. E anche perché al cuore non si comanda.
«Il fautore di tutto – ci racconta proprio Chiara Iperti alla partenza del Palio del Recioto – è Matteo Bertoni, un mio collega all’Ansaldo a Genova. Appassionato di ciclismo da sempre, è anche venuto a Zurigo il giorno in cui Lorenzo è diventato campione del mondo juniores. Ufficialmente il Lorenzo Mark Finn Official Fan Club è partito il 22 febbraio scorso e ad ogni gara vediamo aumentare il numero degli iscritti».




La sede nella pasticceria
Il Lorenzo Mark Finn Official Fan Club ha come sede la pasticceria Macera, un locale a Borzonasca, paesino dell’entroterra ligure, sulle colline a nord di Chiavari.
«Abbiamo deciso di metterla come sede – ci racconta Ettore Macera, proprietario della pasticceria – perché è un punto di ritrovo per molti ciclisti della zona, tra l’altro proprio Lorenzo passa spesso da noi per una pausa o un caffè. Io l’ho conosciuto proprio perché si è fermato da noi qualche volta da ragazzino quando iniziava a fare le prime uscite da solo e veniva con gli amici».




Regole e iniziative
Come ogni Fan Club che si rispetti il Lorenzo Mark Finn Official Fan Club prevede una quota associativa, ma ancora più importante è il regolamento che c’è alla base.
«Ci teniamo particolarmente – continua la madre Chiara Iperti – perché intanto c’è il nome di Lorenzo e questo ci porta a proteggere la sua immagine. Inoltre con la quota si pagano i gadget, in quanto è un’associazione senza scopo di lucro. Un domani, quando i numeri e gli iscritti ce lo permetteranno, vorremmo fare delle iniziative o degli eventi per raccogliere fondi per qualche associazione o charity. Tutto a nome di Lorenzo.
«C’è anche un’etica dietro, infatti noi cinque membri fondatori (oltre alla madre ci sono anche Bruno Perfumo, Andrea Manitto, Ettore Macera e Matteo Bertoni, ndr) abbiamo voluto fare le cose nella maniera migliore».


Il primo diesse
Tra i membri del Fan Club c’è anche Andrea Manitto, il primo diesse di Lorenzo Finn, che lo ha accolto dopo gli anni in mountain bike.
«Vederlo con questa maglietta (quella iridata, ndr) – racconta Manitto – è un sogno. Vedere arrivare questo ragazzo, piccolino, insegnarli a stare in bici e a muoversi è davvero un sogno, per qualunque diesse. Le cose belle di Lorenzo (Finn, ndr) sono la sua tranquillità e la disponibilità con i bambini, non dice mai di no. Non nega mai una foto a qualcuno.
«I primi passi Lorenzo li ha fatti alla Bici Camogli – prosegue – e faceva principalmente mountain bike ed era nella categoria esordienti. Poi l’anno successivo è venuto da noi al GS Levante per correre su strada ed è rimasto un anno perché poi la squadra ha chiuso.
«Ha fatto in tempo però a vincere la sua prima gara, a Monsummano Terme, in pianura. Vinse ma nell’esultare tenne una mano sul manubrio perché non si fidava a toglierle entrambe».
Si prosegue con storie e piccoli racconti di Lorenzo Finn, mentre il Palio del Recioto (poi vinto dallo stesso Finn) prosegue. Il Fan Club si allontana, alla ricerca del giusto spiazzo per dare supporto a Finn. A noi non resta che scrivere.