Proprio ieri Fizik ha lanciato, udite udite, la nuova versione delle Ferox che ha chiamato, opportunamente, Ferox 2. Opportunamente perché le Ferox sono state davvero il modello di riferimento per una grossa fetta del mondo offroad, sia esso MTB sia gravel. Ma anche, aggiungiamo noi, per quanto riguarda il cicloturismo più evoluto.
Le Ferox erano già, quindi, delle scarpe che riuscivano ad essere estremamente rigide – e dunque performanti – e allo stesso tempo molto comode. Ora, con le Ferox 2, Fizik promette di presentare al mercato un modello con la stessa qualità tecnica, e forse pure di più, ma ancora più confortevole.


Via la linguetta, meno pressioni
Cominciamo dall’aspetto più evidente. Quello che salta immediatamente all’occhio nelle Ferox 2 è l’introduzione di una scarpetta interna avvolgente “a calzino”, al posto del tradizionale design con la linguetta. Confessiamo che, appena l’abbiamo vista, fedeli come siamo alla cara vecchia Ferox, abbiamo avuto qualche dubbio.
Non è che siccome ora il design a calzino va di moda, adesso me lo devono mettere a tradimento anche in un modello che funziona già così bene? Però poi da Fizik ci hanno spiegato che la scelta non c’entra con la moda, ma ha una funzione tecnica ben precisa. La nuova scarpetta è in Airprene perforato molto traspirante, ci hanno detto, e avvolge il piede eliminando i punti di pressione che derivavano dalla linguetta (che però, continuiamo a pensare, esteticamente aveva il suo perché).


Suola più bassa e più ampia, più comodità e potenza
Ma i cambiamenti più essenziali, come diceva un grande classico, sono invisibili agli occhi. Sono due, nascosti nella struttura interna delle Ferox 2, che è stata rivista per venire incontro alle posizioni di guida che si sono evolute nel corso degli anni. Come sappiamo più spinte verso la parte anteriore della bicicletta, e necessitano quindi di un diverso design anche delle scarpe, il punto d’appoggio cruciale per trasmettere la potenza sui pedali.
Il drop del tallone è stato ridotto rispetto a prima, e questo per offrire una sensazione di pedalata più naturale possibile. Il secondo cambiamento riguarda la forma della suola e dunque la calzata. La zona della punta è stata ampliata, in modo da fare due cose. Dà al piede più spazio per estendersi completamente, garantendo una calzata più comoda durante gli sforzi più intensi. Inoltre, il fatto che la piastra in carbonio sia più larga massimizza il contatto con il pedale, e quindi rende più efficiente anche il trasferimento di energia.
Alex Locatelli, brand manager di Fizik, che dunque sa di cosa parla, ha spiegato così il perché e il percome di questa scelta: «Sappiamo che un profilo piatto, un drop basso e un avampiede più largo sono la combinazione migliore per il trasferimento di potenza sulle bici moderne, ma abbiamo comunque validato tutto questo con test approfonditi con atleti XC. Il prototipo ha permesso ai corridori di abbassare meglio i talloni nelle discese tecniche con meno stress per il polpaccio, permettendo loro di essere più rilassati, risparmiare energia e avere più controllo della ruota posteriore».


Altri dettagli, peso e prezzo
Per quanto riguarda la chiusura invece è stato tutto confermato, con i due sistemi che si integrano per garantire una calzata ottimale. Cinturino Powerstrap sul collo del piede (anche se più più sottile, leggero e flessibile rispetto al modello precedente) e Boa Li2 sulla parte anteriore, che permette di regolare con precisione la pressione sull’avampiede.
Il peso è rimasto praticamente invariato, cioè molto basso, sotto i 300 grammi, per la precisione 295. Il prezzo invece è aumentato leggermente, con le nuovissime Ferox 2 che sono presentate ora al pubblico a 329 euro.