Le Monumento di Borgo, imparando cosa è un leader

Le Monumento di Borgo, imparando cosa è un leader

11.04.2026
5 min
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Tra i protagonisti della Parigi-Roubaix di domani c’è anche Alessandro Borgo e questa di per sé è già una conquista per il ventunenne di Conegliano. La Bahrain Victorious non si è nascosta e l’ha gettato nella mischia facendogli “assaggiare” tutte le grandi classiche del WorldTour, la Sanremo, il Fiandre, ora la classica del pavé e si andrà ancora avanti. Per il veneto è già una vittoria esserci perché significa che la squadra crede in lui, nelle sue possibilità, nella sua maturazione. E’ come un corso di scuola davvero speciale che sta affrontando e i primi esami sono stati superati ben oltre la sufficienza.

Borgo è stato subito protagonista in stagione, vincendo alla sua prima corsa e poi affrontando tutte le principali classiche
Borgo è stato subito protagonista in stagione, vincendo alla sua prima corsa e poi affrontando tutte le principali classiche
Borgo è stato subito protagonista in stagione, vincendo alla sua prima corsa e poi affrontando tutte le principali classiche
Borgo è stato subito protagonista in stagione, vincendo alla sua prima corsa e poi affrontando tutte le principali classiche

Terza Monumento in un mese

Non sono arrivati risultati sensazionali, ma il suo comportamento in corsa non è sfuggito agli addetti ai lavori e anche alcuni media hanno sottolineato ad esempio la sua prestazione al Fiandre, un timido squarcio d’azzurro in una corsa che ha visto il ciclismo italiano forzatamente spettatore della sfida tra titani stranieri, vinta dal più grande di tutti, Pogacar. Ora tutto si ripete, ma in un contesto diverso.

Borgo è tornato a casa per qualche giorno, prima di ripartire alla volta di Parigi, affamato di nuove sfide: «Sono le gare più importanti dell’anno. Sono già alla terza Monumento, non posso che essere soddisfatto dell’opportunità che mi ha dato la squadra e quindi la coglierò al massimo. Sono gare assolutamente uniche, con un pubblico clamoroso soprattutto in Belgio, è un’emozione anche il solo partecipare».

In Belgio Borgo ha una certa esperienza, lo scorso anno ha vinto la Gand-Wevelgem per U23
In Belgio Borgo ha una certa esperienza, lo scorso anno ha vinto la Gand-Wevelgem per U23
In Belgio Borgo ha una certa esperienza, lo scorso anno ha vinto la Gand-Wevelgem per U23
In Belgio Borgo ha una certa esperienza, lo scorso anno ha vinto la Gand-Wevelgem per U23
Hai trovato differenze rispetto alle altre prove? Tu in Belgio avevi già corso…

Sì, ho fatto molte corse del Belgio, l’Open Week, la Gand-Wevelgem, ma ho visto un drastico divario. Il Belgio è sempre stato con un pubblico bello, affollato e caldo, ma come al Fiandre non avevo mai visto nulla di simile. A parole è impossibile spiegare quello che proviamo in quelle 6-7 ore di gara, perché finché uno non è dentro non riesce a rendersi conto.

In che misura ti sei sentito protagonista?

Al primo passaggio sul Kwaremont la mente e il fisico erano ancora lucidi, quindi l’ho preso in testa e me lo sono goduto. Sono stati i tre minuti più belli della mia vita. C’era un pubblico da stadio, proprio un boato mai sentito prima e una quantità di gente indescrivibile. Le foto riescono a rendere l’idea solo parzialmente (foto di apertura, ndr). In quei momenti mi è passato dentro tutto, il perché faccio questo mestiere, il gusto di essere lì, davanti a tutti. Poi ci sono stati i passaggi successivi, la gente era sempre quella, ma la fatica era maggiore. Ero più concentrato sullo sforzo e sul cercare di non mollare le ruote.

Al Fiandre Borgo è stato protagonista svettando sul primo passaggio sul Kwaremont
Al Fiandre Borgo è stato protagonista svettando sul primo passaggio sul Kwaremont
Al Fiandre Borgo è stato protagonista svettando sul primo passaggio sul Kwaremont
Al Fiandre Borgo è stato protagonista svettando sul primo passaggio sul Kwaremont
Guardando i leader del team ma anche gli avversari, che cosa hai imparato sul come si affronta una classica Monumento?

La chiamano l’università del ciclismo e non posso dar loro torto. Abbiamo visto infatti l’attacco della UAE sul Molenberg, è andato via un gruppetto di 15 corridori, con dentro tutti i favoriti. Era importante prenderla nella giusta posizione, in un punto chiave della gara, perché magari dove non arriva la gamba, una giusta posizione ti può salvare. Avere al fianco uno come Mohoric è un bene per me, mi ha insegnato e mi sta insegnando tanto. Abbiamo un bel rapporto e questo mi aiuterà sicuramente per il futuro. Quest’anno è stato il mio debutto nel Fiandre e sicuramente lo farò anche, spero, i prossimi anni, ma con una motivazione e la consapevolezza di poter far bene.

Affrontando queste gare, anche la Roubaix che ti attende, pensi mai «quest’anno ci sono, ma poi voglio venirci per fare risultato»?

Questo l’ho detto appena arrivato al bus alla Sanremo. Dopo una gara corsa a disposizione della squadra sono stato coinvolto nella caduta di Pogacar, ma vedevo che comunque nella Cipressa e nel Poggio stavo bene e ho detto subito che nei prossimi anni voglio provare a fare un risultato. Per il Fiandre ci vorrà un po’ più di tempo perché è una corsa dura per tutta la sua durata, invece alla Sanremo la maggior fatica viene proprio nel finale. Quindi sì, un passo alla volta, ma il sogno è quello, di riuscire un giorno a vincerla.

Alla Milano-Sanremo il veneto si era disimpegnato bene, ma senza riuscire a restare nel gruppo dei migliori
Alla Milano-Sanremo il veneto si era disimpegnato bene, ma senza riuscire a restare nel gruppo dei migliori
Alla Milano-Sanremo il veneto si era disimpegnato bene, ma senza riuscire a restare nel gruppo dei migliori
Alla Milano-Sanremo il veneto si era disimpegnato bene, ma senza riuscire a restare nel gruppo dei migliori
Si sente una certa rassegnazione da parte degli altri di fronte a Pogacar?

Sono venuti in tanti con la voglia di vincere. Penso che qualsiasi corridore che parta sogna di vincere. Tadej è il più forte, ma penso che un Mathieu Van der Poel sia partito con l’idea di vincere e di provare a batterlo. E’ partito sapendo di avere un giorno duro davanti a sé e una ruota da tenere molto importante, ma come lui penso che ci siano quei 10 corridori di ultimissima fascia che partono con la convinzione di provarci, almeno.

Adesso sei alla Roubaix, che è una gara diversa da tutte le altre. Che cosa ti hanno detto per affrontarla?

Si sa che i primi settori di pavé saranno fondamentali. La foresta dell’Arenberg è il punto chiave dove ogni anno esplode la corsa. Se si esce davanti si può provare a giocarsi la corsa, se si esce già nel secondo o terzo gruppo è un’impresa e si inseguirà tutto il giorno. Anche qui bisognerà guardare le posizioni, per riuscire a far prendere al proprio capitano quella ideale.

Il team crede molto nelle possibilità di Borgo, che si sta dimostrando adatto alle corse del Nord
Il team crede molto nelle possibilità di Borgo, che si sta dimostrando adatto alle corse del Nord
Il team crede molto nelle possibilità di Borgo, che si sta dimostrando adatto alle corse del Nord
Il team crede molto nelle possibilità di Borgo, che si sta dimostrando adatto alle corse del Nord
La tua prestazione al Fiandre non è passata inosservata. Ti andrebbe bene un risultato del genere anche nella Roubaix o magari salire ancora un po’ di più in classifica?

Al Fiandre almeno 10 chilometri prima dell’ultimo muro ero col gruppo di Bettiol, il migliore del gruppo ha fatto sedicesimo, quindi mi è mancato proprio un minuto di sforzo per poter fare un risultato ancora migliore. Sappiamo che sono giovane, ho il tempo per crescere. La squadra lo accetta e ne è consapevole. Ho capito che posso fare molto, molto di più…