Gran Premio Fioritura Vignola, Modena, foto Enzo Varini

EDITORIALE / Il talento di Antonelli e il ciclismo che fa da sé

30.03.2026
6 min
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Mentre il giornalista della radio gli chiedeva se a suo avviso il giovane Kimi Antonelli potrà vincere il titolo mondiale di Formula 1, Giancarlo Minardi che è stato fra i primi a notare il talento del giovanissimo pilota vincitore ieri del Gran Premio di Suzuka, ha risposto con poche parole.

«Avete detto che ieri in pochi secondi è passato dalla pole position alla sesta posizione – ha detto – e questo conferma che bastano pochi secondi per passare dalle stelle alle stalle. Lo vedemmo da bambino in una gara di kart e si capì subito che avesse talento. Ora è in testa al mondiale, ma ha bisogno di fare esperienza e quella non la compri al supermercato».

Vai a sapere perché, avendo nel frattempo sentito della vittoria di Sinner a Miami, ci è partito il ragionamento su quando nel ciclismo nascerà un Kimi Antonelli o se in realtà non sia già nato. Come funziona oggi in Italia la scoperta del talento? E in che modo la Federazione è in grado di supportarla? E quando nascerà un nuovo ciclista italiano numero uno al mondo?

Sinner e Antonelli, due numero uno italiani, nati da un lungo percorso di selezione sul territorio(immagine Instagram/@kimi.antonelli)
Sinner e Antonelli, due numero uno italiani, nati da un lungo percorso di selezione sul territorio(immagine Instagram/@kimi.antonelli)
Sinner e Antonelli, due numero uno italiani, nati da un lungo percorso di selezione sul territorio(immagine Instagram/@kimi.antonelli)
Sinner e Antonelli, due numero uno italiani, nati da un lungo percorso di selezione sul territorio(immagine Instagram/@kimi.antonelli)

Talento e territorio

Ci sono due livelli, indispensabili e complementari. Il primo è sperare che il campione nasca con le stimmate giuste, per qualche miracolosa combinazione genetica, supportata da valori giusti e voglia di far fatica. Il secondo è l’organizzazione capillare dello sport sul territorio, che permetta di mettere in sella il più alto numero di bambini e di osservarli durante la crescita, cogliendo quelle stimmate: i bagliori di talento su cui iniziare a costruire un progetto.

I talenti nascono. Lo testimoniano le storie di ragazzi come Pellizzari e Finn e di altri che passando per varie squadre di sviluppo – internazionali e italiane – si affacciano ogni anno al professionismo. La presenza federale sul territorio invece non è capillare come dovrebbe: i comitati regionali esistono, ricevono contributi e altri ne impongono, ma la loro capacità di allargare la base del movimento appare al momento annacquata. E non si tratta soltanto delle capacità di chi vi opera, ma di una situazione oggettiva cui la FCI non ha saputo ancora dare una risposta.

Pellizzari, Finn
Pellizzari e Finn, il loro talento non si discute. Corrono entrambi alla Red Bull-Bora (foto Maximilian Fries)
Pellizzari, Finn
Pellizzari e Finn, il loro talento non si discute. Corrono entrambi alla Red Bull-Bora (foto Maximilian Fries)

Problema sicurezza

Lo ha detto Pogacar dopo la vittoria di Sanremo e se lo dice lui, allora è vero. In realtà lo sappiamo da anni che il traffico sulle strade italiane sia criminale: altrimenti come si spiegano i 222 ciclisti morti nel 2025? Magari qualcuno ha avuto un malore e altri sono finiti da soli fuori strada, il grosso però è stato ammazzato da automobilisti troppo veloci o distratti dall’uso del telefono. La storia dei ciclisti che invadono la strada è una delle tante balle che si raccontano per giustificare condotte imperdonabili: la gran parte dei ciclisti che sono stati uccisi erano soli e non davano fastidio a nessuno. Quale genitore manderebbe un bimbo su strada sapendo che rischia la vita?

Assodata questa condizione che va avanti da anni, che cosa ha fatto la Federazione contro lo spopolamento delle categorie giovanili? Ha lavorato d’intesa con le amministrazioni locali per realizzare o far realizzare ciclodromi oppure ancora una volta ha lasciato l’onere alle società sui vari territori? Cosa sarebbe del ciclismo italiano senza i volontari che ogni giorno lo mandano avanti? I dirigenti nazionali sembrano fermi al modello di sempre: prendere gli atleti migliori e portarli in nazionale per vincere le medaglie, in base alle quali il CONI darà i suoi contributi.

Michele Bartoli Academy, anello di Vicpisano e Buti
Le società che fanno da sé: ispirati dalla Michele Bartoli Academy, i Comuni di Vicopisano e Buti hanno realizzato un anello a senso unico per i bambini
Ispirati dalla Michele Bartoli Academy, i Comuni di Vicopisano e Buti hanno realizzato un anello a senso unico messo in sicurezza per i bambini
Le società che fanno da sé: ispirati dalla Michele Bartoli Academy, i Comuni di Vicopisano e Buti hanno realizzato un anello a senso unico per i bambini

Un mondo diverso

Ma le cose sono cambiate. Intanto i soldi adesso li elargisce Sport e Salute, che non essendo un ente pubblico, ragiona secondo altri criteri. E fra questi, da quando il valore dello sport è stato inserito nella Costituzione, c’è la promozione territoriale: anche per questo la FCI ha visto negli ultimi anni un congruo ridimensionamento delle entrate e per contro l’aumento delle uscite. Sport e Salute infatti ha iniziato a pretendere l’affitto dei locali di proprietà del CONI che finora venivano occupati a titolo gratuito.

La FCI che cerca sponsor è una famiglia che vive di uno stipendio troppo basso per le uscite che ha programmato ed è costretta a fare tagli. Sullo stesso utilizzo del velodromo di Montichiari si è agitata a lungo la questione del pagamento delle utenze. Se l’impianto l’ha usato per anni in deroga solo la nazionale, perché non dovrebbe essere la Federazione a pagare le bollette?

Il velodromo di Montichiari è un gioiello al disposizione della FCI, ma potenzialmente anche un costo
Il velodromo di Montichiari è un gioiello al disposizione della FCI, ma potenzialmente anche un costo

Il ciclismo del Sud

Come fai a potenziare la presenza dei Comitati regionali se non hai i soldi per farlo? E come possono sperare di avere udienza le società juniores che auspicano cambiamenti radicali, se fra le loro proposte c’è il taglio della loro contribuzione agli stessi Comitati? 

Ieri a Vignola si è corso il GP Fioritura (in apertura, immagine di Enzo Varini), 4 categorie con 4 gare distinte: esordienti 1° anno, esordienti 2° anno, allievi e donne junior. Fra gli allievi si è piazzato terzo un ragazzo del Team Coratti che arrivava da Castellana Grotte e ha raccontato che il viaggio di ritorno lo avrebbe riportato a casa solo stasera. Negli allievi c’era anche un ragazzo di Siracusa, tesserato con Il Pirata Vangi. Il talento non si ferma davanti alle distanze, ma certo ne soffre.

Storie che abbiamo già sentito e vissuto. Quelle di Visconti e Nibali e di tanti altri prima di loro. Ed è questo il punto: erano tanti perché avevano comunque la possibilità di fare un’attività apprezzabile nelle categorie giovanili e poi cercavano fortuna al Nord. Oggi devono sperare di trovare amici nelle pochissime società del Centro, che li prendano e li portino a correre, perché giù le occasioni sono davvero poche. Come fai a intercettare il ragazzo di talento se semplicemente non corre in bicicletta?

Nicolò Montanaro, pugliese del Team Coratti, ha colto il terzo posto ieri fra gli allievi a Vignola (immagine Team Coratti)
Nicolò Montanaro, talento pugliese del Team Coratti, ha colto il terzo posto ieri fra gli allievi a Vignola (immagine Team Coratti)
Nicolò Montanaro, pugliese del Team Coratti, ha colto il terzo posto ieri fra gli allievi a Vignola (immagine Team Coratti)
Nicolò Montanaro, talento pugliese del Team Coratti, ha colto il terzo posto ieri fra gli allievi a Vignola (immagine Team Coratti)

Chiudiamo tornando a Kimi Antonelli e alla pazienza necessaria perché faccia esperienza e il suo talento diventi una solida realtà. Il ragazzo bolognese ha 19 anni e guida e vince nella categoria superiore, eppure ha bisogno di fare esperienza. Che cosa pensare di chi dice che in uno sport di resistenza (basata sulla maturazione fisica e psicologica) bastano un paio di anni in un devo team per capire se hai margine di riuscita, altrimenti puoi anche smettere e fare posto a un altro? In che modo la Federazione sta ragionando per arginare questo tipo di saccheggio? O meglio, lo sta facendo?