Andrea Vendrame, Centro Alto rendimento di Sierra Nevada, marzo 2026

La Sanremo di Vendrame, uno squillo deciso verso le Ardenne

28.03.2026
6 min
Salva

Da martedì Vendrame è a Sierra Nevada, preparando il primo assalto alle Ardenne da leader della squadra. Con lui nel Centro di Alto Rendimento oltre i 2.000 metri ci sono l’allenatore Fabio Baronti e un gruppetto di ragazze della Jayco-AlUla in preparazione delle classiche. Alla vigilia del sesto posto alla Sanremo, in cui Vendrame è stato il migliore degli italiani, se lo sono filati davvero pochi giornalisti, tre al massimo. Chiaramente tutti gli occhi erano per Pogacar, Van der Poel e semmai Ganna, anche se da giorni Brent Copeland, team manager della squadra australiana, continuava a dire che Andrea fosse in grande condizione.

Se in quel finale asfissiante Van Aert non fosse riuscito ad anticipare il gruppo e prendersi il terzo posto, Vendrame avrebbe sprintato per il podio. E va bene che con certi ragionamenti non si va lontano, resta però il fatto che tolto il marziano Pogacar e lo sfidante Pidcock, nel gruppo dei migliori c’era anche lui.

«Avrei firmato per questo risultato – Vendrame sorride con la sua educazione – poi se fosse arrivato qualcosa di meglio, per carità di Dio, non avrei detto di no. Come vi avevo detto nell’intervista del giorno prima, dal mio punto di vista bisogna essere realisti. Non sono Pogacar che può partire a 60 chilometri dall’arrivo o quando gli pare, quindi devo capire le mie potenzialità e dove possa portarmi la mia forma del momento. Per questo il sesto posto non lo butterei via e anzi può essere un punto di partenza per i prossimi».

Finale della Sanremo: Van Aert ha colto il terzo posto, Pedersen è quarto, Vendrame sesto
Finale della Sanremo: Van Aert ha colto il terzo posto, Pedersen è quarto, Vendrame sesto
Finale della Sanremo: Van Aert ha colto il terzo posto, Pedersen è quarto, Vendrame sesto
Finale della Sanremo: Van Aert ha colto il terzo posto, Pedersen è quarto, Vendrame sesto
Con Van Aert imprendibile, lo sprint per il quarto posto si è fatto da cattivi oppure un po’ rassegnati?

Se sei davanti in una classica così, anche la volata per il decimo è importante come quella che vale il terzo. Dal mio punto di vista, si lotta fino a dopo la linea di arrivo. Non tutti hanno la possibilità di fare la top 10 in una Monumento e non mi pare proprio il caso di buttarla via. La grinta e la cattiveria che metto nella volata per vincere sono le stesse che ho messo a Sanremo. Non cambia niente, è il mio lavoro. So quanto valgono i punti al giorno d’oggi, ma se entriamo in questo argomento non la finiamo più. Però è ovvio che i piazzamenti fanno una differenza enorme a livello di team. Quindi io sogno, arrivo e lotto sempre al massimo.

Avresti firmato perché sapevi di stare bene?

Uscivo da una buona Tirreno, quindi c’erano tutti i presupposti per attendermi qualcosa più di un semplice piazzamento. E alla fine è arrivato il sesto posto che mi rende contento e ha reso contento anche il team.

Dietro la Lidl-Trek e la Visma tiravano forte: c’è mai stato un momento in cui pensavate di riprendere Pogacar e Pidcock?

Dopo la Cipressa, ci ho sperato. Sarò ripetitivo, ma la Sanremo è una corsa ambigua, la definisco così, perché sono 300 chilometri, ma se sbagli, a mettere fuori un attimo la testa, ne paghi le conseguenze. Quindi anche la Lidl-Trek avrà fatto i suoi calcoli per portare Pedersen al miglior piazzamento possibile, ma non è bastato. Di sicuro, se li avessimo ripresi, la volata finale sarebbe stata qualcosa di strano.

Che cosa sarebbe successo?

Abbiamo visto Van Aert che ha anticipato, rischiando il tutto per tutto. Invece io, piuttosto che rischiare di attaccare all’ultimo chilometro, avrei aspettato la volata. Ho giocato le carte migliori che avevo in mano e abbiamo portato a caso un sesto posto che a me dà morale e fiducia nel lavoro che abbiamo svolto fino ad ora e che andremo a svolgere per le prossime gare.

La Tirreno-Adriatico ha confermato a Vendrame la sua buona condizione, con due piazzamenti nei 10
La Tirreno-Adriatico aveva confermato a Vendrame la sua buona condizione, con tre piazzamenti nei 10: San Gimignano, Martinsicuro, Camerino
La Tirreno-Adriatico ha confermato a Vendrame la sua buona condizione, con due piazzamenti nei 10
La Tirreno-Adriatico aveva confermato a Vendrame la sua buona condizione, con tre piazzamenti nei 10: San Gimignano, Martinsicuro, Camerino
Come è stato ritrovarsi capitano della squadra?

Diciamo che già in settimana i direttori hanno iniziato a mettermi un po’ di pressione, ma senza esagerare. La squadra era al mio servizio. Il venerdì dopo la presentazione, abbiamo fatto una riunione in cui per la prima volta nella mia carriera mi hanno chiesto di cosa avessi bisogno. Ammetto di essermi trovato anche un po’ impreparato e me la sono cavata con la mia esperienza. L’unica cosa che ho chiesto era di correre sempre vicini. Ho detto che avevo piena fiducia in Alessandro Covi che doveva fare il lavoro sporco sulla Cipressa e sul Poggio e così è stato. Alessandro è stato eccezionale anche per lanciarmi la volata nell’ultimo chilometro.

Quali sono stati i momenti in cui la squadra ha lavorato per te?

La squadra aveva un’altra punta in Mauro Schmid, cui è stato affiancato un corridore (Kelland O’Brien, ndr), mentre il resto del gruppo era tutto al mio servizio. Se mi fermavo per fare i bisogni, mi aspettavano. Sono stati presenti nei tre o quattro punti chiave della Sanremo, per affiancarmi e portarmi avanti. Ho avuto supporto per tutto il giorno, non ho mai preso una borraccia. Hanno evitato che spendessi energie inutilmente, per averle nei punti più importanti.

Sulla Cipressa il gran lavoro della Jayco-AlUla, Vendrame sta coperto sulla destra, dietro Foldager e Covi
Sulla Cipressa il gran lavoro della Jayco-AlUla, Vendrame sta coperto sulla destra, dietro Foldager e Covi
Sulla Cipressa il gran lavoro della Jayco-AlUla, Vendrame sta coperto sulla destra, dietro Foldager e Covi
Sulla Cipressa il gran lavoro della Jayco-AlUla, Vendrame sta coperto sulla destra, dietro Foldager e Covi
Fra tutti, sui social hai avuto bellissime parole per Covi.

Da inizio anno, dalle prime corse in Spagna, ci siamo trovati subito bene. Lui sa come portarmi avanti, sa cosa voglio, sa quando voglio qualcosa. Diciamo che fino ad ora abbiamo trovato una fiducia reciproca, che ci ha permesso di essere spesso davanti.

Questo stesso schema con Vendrame leader si ripeterà anche nelle prossime gare?

I prossimi impegni saranno Amstel, Freccia e Liegi, che non ho mai fatto e dove bene o male ritroverò lo stesso team. Quindi ci saranno sicuramente Schmid e Covi e altri che hanno esperienza e dovranno essermi maggiormente di supporto. Però i direttori sportivi sono molto bravi e competenti, idem i miei compagni di squadra. Uno come Michael Matthews, sebbene sia ancora infortunato, alla partenza della Sanremo ci ha fatto una videochiamata mentre eravamo in riunione sul pullman e ci ha dato ulteriori consigli. Quindi al Nord, anche chi non sarà presente darà delle dritte per me fondamentali.

La risalita fino a Sierra Nevada, in basso c'è Granada, l'arrivo è a quota 2.320 metri sul mare
La risalita di Vendrame fino a Sierra Nevada, in basso c’è Granada, l’arrivo al Centro di Alto Rendimento è a quota 2.320
La risalita fino a Sierra Nevada, in basso c'è Granada, l'arrivo è a quota 2.320 metri sul mare
La risalita di Vendrame fino a Sierra Nevada, in basso c’è Granada, l’arrivo al Centro di Alto Rendimento è a quota 2.320
Quanto c’è voluto per passare dalla mentalità francese a quella del team australiano, in cui c’è anche tanta Italia?

Sto rinfrescano l’inglese, perché nei sei anni in Francia parlavamo solo francese e l’inglese l’avevo praticamente accantonato. Abbiamo parecchio staff italiano, quindi se qualcosa mi sfugge, mi affido a loro. Se ho bisogno di qualcosa di più importante, faccio riferimento al mio preparatore Fabio Baronti, che poi trasmette le mie idee e i miei problemi. Mi sento di dire che la Jayco-AlUla sia una famiglia in cui tutti lavorano per lo stesso obiettivo.

Visto che è la prima volta, andrai a provare i percorsi del Limburgo e delle Ardenne?

Abbiamo previsto di scendere dall’altura verso il 10 aprile e poi salire in Belgio per vedere tutti i punti chiave. Ho la fortuna di avere come tecnico Valerio Piva e l’hotel della sua famiglia è proprio vicino ai percorsi di quelle gare. Abbiamo già organizzato quasi tutto quello che c’è da fare e non fare prima di quelle tre classiche. Sarò quassù da solo anche a Pasqua, ma c’è un ottimo motivo. Non mi resta che continuare a lavorare nel modo che abbiamo stabilito.