Congresso medico sportivo di Siena

Quando medicina e sport s’incontrano. Il congresso di Siena…

21.03.2026
5 min
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“Oltre la polvere delle Strade Bianche: nuove frontiere nella scienza del ciclismo”. Era questo il tema del congresso che si è tenuto a Siena alla vigilia della Strade Bianche appunto. Un congresso in cui sport, scienza e medicina si sono incontrati. C’erano preparatori, medici, ricercatori, studenti, tecnici. Ed è stato davvero interessante.

Il congresso è durato tutta la giornata e ha visto quattro sessioni principali: aspetti medici nel ciclismo, allenamento e nutrizione, valutazione della prestazione e l’allenamento. In ognuna di esse ci sono stati molti relatori.

Noi abbiamo fatto il punto con il dottor Andrea Giorgi, in forza alla Bardiani-CSFe in seno anche al comitato tecnico della Federazione Ciclistica Italiana. Come è nata questa conferenza? E cosa ha portato? Oltre a partecipare, lui ha contribuito alla realizzazione di questo evento.

Congresso sport medicina di Siena
Il dottor Andrea Giorgi durante il suo intervento
Congresso sport medicina di Siena
Il dottor Andrea Giorgi durante il suo intervento
Innanzitutto dottor Giorgi, come è nata questa idea?

Il dottor Andrea Causarano, che è stato anche il medico della Juventus e del Siena, una figura importante dunque, e un mio amico cardiologo mi hanno coinvolto in questo progetto. Causarano faceva parte del comitato scientifico di questo congresso. Congresso al quale hanno dato un enorme supporto la FCI e anche il Comune di Siena. Visto che la Strade Bianche sta prendendo sempre più piede, l’idea era di fare qualcosa di scientifico, di creare un evento. Il tutto ha iniziato a girare già a ottobre. Ed eravamo già in ritardo!

E poi c’erano molte persone: lo abbiamo visto con i nostri occhi…

E’ stato importante l’aiuto della Federazione Ciclistica attraverso il settore tecnico. Io faccio parte anche della commissione tecnico-scientifica e, tramite la Scuola Tecnici, c’è stato il contatto con Giuseppe Bernardi nell’organizzazione dell’evento, promuovendo il congresso in FCI e non solo. E per questo vi hanno partecipato i migliori tecnici in Italia. Erano tanti tecnici che hanno portato medaglie importanti.

E’ stato un evento formativo e non solo di condivisione?

L’idea era creare come la Cycling Science che c’è all’evento scientifico che si tiene alla vigilia del Tour de France. Noi volevamo fare una cosa simile, più piccola visto che era un’edizione di prova, anche in Italia dove ce ne sono poche in questo periodo.

Congresso sport medicina di Siena
C’è stato anche un test pratico, del quale si sono poi discussi i dati
Congresso sport medicina di Siena
C’è stato anche un test pratico, del quale si sono poi discussi i dati
Se dovessi indicare tre punti che sono emersi da questo congresso, quali diresti? Quali sono i risultati?

Il risultato è che molta più gente di quel che pensavamo è interessata alla parte scientifica del ciclismo. In Italia c’è grande passione verso questo sport e soprattutto sto notando che c’è interesse da parte degli specialisti del settore ad incrementare la conoscenza della parte scientifica. Un’altra cosa che è piaciuta molto agli ideatori del congresso è stata la partecipazione, davvero elevata. E infine direi il fatto che l’evento sia ben riuscito: ci hanno chiesto se verrà riproposto anche negli anni a venire. E questo aspetto è molto importante per il nostro Paese.

Scendiamo più nel tecnico, dottor Giorgi: si è parlato di moltissimi aspetti, dal sonno ai test, fino alla durability, argomento molto in voga… Ma c’è stato, da un punto di vista scientifico, qualche aspetto particolare?

L’idea del congresso era toccare più temi scientifici possibili sia a livello medico che tecnico, che nutrizionale. Quindi far parlare dei professionisti del settore: professionisti sia sul campo, come Paolo Artuso per esempio, sia chi fa ricerca scientifica. Devo dire che ne è nato un bel confronto tra persone che lavorano attivamente nel ciclismo e accademici universitari. Penso ad Andrea Nicolò, che studia la frequenza respiratoria soprattutto in ambito universitario. E anche a figure intermedie come possiamo essere io e Borja Martinez Gonzalez, che siamo una via di mezzo tra campo e ricerca.

Cosa si portano a casa i partecipanti di questo congresso?

Per me c’è stato un arricchimento generale e, oltre ai tecnici, questo è valso soprattutto per la parte medica. Essendo io un medico posso dire che ci sono stati interventi anche oltre il ciclismo o paralleli al ciclismo. Per esempio si è parlato di vie urinarie, della parte traumatologica, del sistema arterioso e venoso: argomentazioni specialistiche che spesso non tutti i medici conoscono. Questo ha portato a un aumento delle conoscenze su quell’aspetto. Magari ti viene un ciclista in ambulatorio con certe problematiche e in questo modo ora sai come affrontarle o come rispondere.

Congresso sport medicina di Siena
Nelle sale prossime a quella centrale, c’erano degli stand di integratori, medicinali, strumenti tecnici… Il confronto e la conoscenza sono passati anche da qui
Congresso sport medicina di Siena
Nelle sale prossime a quella centrale, c’erano degli stand di integratori, medicinali, strumenti tecnici… Il confronto e la conoscenza sono passati anche da qui
E per i tecnici?

La stessa cosa vale per il tecnico, che può uscire dal congresso arricchito anche lui perché oltre alle basi da campo, ha potuto avere un approfondimento sulla parte scientifica. E su cosa c’è dietro a ciò che vede attraverso i dati del ciclista.

C’è stato un argomento in cui si è scesi più in profondità, più nel tecnico?

Da un punto di vista pratico no, perché ogni intervento durava 20 minuti ed era seguito da un talk. Con quel lasso di tempo a disposizione dovevi essere essenziale, concentrarti sui punti cardine di quel determinato argomento.

E per il futuro?

Speriamo di continuare. Magari selezionando ancora meglio le sessioni e i macroargomenti. I prossimi potrebbero essere l’altura e la forza in palestra… tanto per dirne due.