Jonas Vingegaard

Parigi-Nizza: Vingegaard già al top? Sentiamo Artuso

19.03.2026
5 min
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Ha vinto, anzi stravinto la Parigi-Nizza. Jonas Vingegaard in qualche modo risponde così a Tadej Pogacar, Mathieu Van der Poel, Remco Evenepoel… insomma ai grandissimi. Quello che arriva dalla Francia è un chiaro “ci sono anche io”.

Ma è stato davvero tutto così facile per l’atleta della Visma-Lease a Bike? Può crescere ancora? Un’analisi tecnica che abbiamo fatto con il preparatore Paolo Artuso. Ci siamo affidati al suo occhio per capire il livello del danese che sin qui aveva avuto un inizio in sordina e aveva ritardato il suo inizio stagionale.

Paolo Artuso è oggi un preparatore affermato, formato al Centro Mapei con Andrea Morelli
Paolo Artuso è oggi un preparatore affermato, formato al Centro Mapei con Andrea Morelli
Dunque Paolo, Vingegaard ha dominato: cosa hai notato da preparatore? E’ già in forma Giro d’Italia?

Direi proprio di sì. In salita ha dimostrato di andare forte. Tuttavia secondo me non era l’unico che andava fortissimo in salita, c’erano anche i due Martinez, Lenny e Dani, ma soprattutto Lenny è stato sfortunato nella tappa del vento. Il supporto della squadra è stato fondamentale in quella frazione e quello che ha guadagnato nella tappa dei ventagli è stato importante ai fini di quella superiorità. Quindi sì: ho visto un Vingegaard fortissimo, in forma e supportato ottimamente dalla squadra. Le due cose assieme lo hanno portato a stravincere.

Analisi più che condivisibile…

Anche se la differenza è sempre tanta, secondo me è un po’ meno rispetto ai minuti reali che ha inflitto ai suoi avversari. Penso appunto ai Martinez.

Cosa hai notato nei momenti degli attacchi di Vingegaard? Hai notato numeri, valori, modalità tattiche dei vostri rivali? Hai notato attacchi un po’ più corti o più lunghi rispetto ad altre volte?

Più che la durata degli attacchi (che variano molto anche in base a meteo e avversari, ndr) ho notato che nella giornata del grande freddo, davanti c’erano solamente i top team e i top rider. L’organizzazione della squadra nelle giornate molto impegnative diventa ancora più importante. Se ci ragioniamo, chi c’era davanti?

Jonas Vingegaard
Secondo Artuso il dominio di Vingegaard è stato esaltato anche dal supporto del suo team
Secondo Artuso il dominio di Vingegaard è stato esaltato anche dal supporto del suo team
I team più corazzati…

C’erano tanti Red Bull-Bora, che sono andati fortissimo. C’erano i Lidl-Trek, che poi sono stati sfortunati con Juan Ayuso che è caduto. C’erano i Visma… Insisto su questo aspetto per dire che i leader vanno forte, ma la squadra conta eccome. Ayuso non lo abbiamo visto in salita, ma nella cronometro è andato fortissimo. E Lenny Martinez, che non aveva la squadra dello stesso livello, nella tappa finale ha retto le ruote di Vingegaard in salita. Magari, con più supporto, sarebbe arrivato più vicino a Vingegaard a Nizza e avrebbe potuto fare il ribaltone, come si è visto fare più di qualche volta.

Sapendo che Vingegaard deve fare anche il Tour, te lo aspetti ancora più forte al Giro o più o meno manterrà questi valori?

Per me farà un altro step. Sicuramente dopo la Parigi-Nizza farà un altro blocco di altura prima del Giro d’Italia. E questo lo porterà a crescere ancora. E se non avrà intoppi nella corsa rosa, tipo cadute o malanni, e chiaramente riuscirà a recuperare bene, ne farà un altro in vista del Tour de France.

La calzamaglia che tanto ha fatto discutere di Vingegaard
La calzamaglia di Vingegaard che tanto ha fatto discutere
La calzamaglia che tanto ha fatto discutere di Vingegaard
La calzamaglia di Vingegaard che tanto ha fatto discutere
Senza i Del Toro, i Pogacar, i Remco… uno come Jonas il Giro lo può vincere anche al risparmio?

Assolutamente sì. Anche se non credo andrà al risparmio. Secondo me con lui siamo a un livello talmente alto che fare un blocco di lavoro come il Giro d’Italia, anche senza risparmiarsi, gli potrà dare qualcosa in più. Quindi io me lo aspetto più forte che mai al Tour de France. E fortissimo anche al Giro.

Torniamo alla Parigi-Nizza, la sensazione è che Vingegaard fosse leggermente più duro del solito in salita. Tu cosa ne pensi?

Difficile da stabilire, perché eventuali differenze sarebbero nell’ordine di 3-4 pedalate e senza i dati è complicato dirlo. A me sinceramente non ha dato questa sensazione. Però bisogna tenere conto che quando è freddo è più difficile andare agili. Poi magari avrà lavorato di più sulla forza, ma sono ipotesi.

Jonas Vingegaard e Lenny Martinez
Jonas Vingegaard e Lenny Martinez nella volata a Nizza
Jonas Vingegaard e Lenny Martinez
Jonas Vingegaard e Lenny Martinez nella volata a Nizza
Magari ha inciso anche quella “discutibile” calzamaglia sopra il giubbino… Scherzi a parte, Jonas ha detto che si sarebbe voluto togliere la calzamaglia in corsa, ma era palese che non sarebbe stato possibile visto meteo e percorso. In una chiacchierata informale con Domenico Pozzovivo in merito a questo abbigliamento, il lucano ci diceva che è la serenità del campione. Cosa ne pensi di questo aspetto psicologico?

Sì, ci può stare questa teoria, ma penso che tutti quanti adesso badino un po’ meno all’estetica e più alla concretezza. Se stava meglio, visto che le condizioni erano estreme a livello meteorologico, ha fatto bene così. Secondo me certi corridori sono talmente maturi, concentrati e preparati e fanno talmente tanti sacrifici, che se ne infischiano di certe cose, come gli outfit. Poi è chiaro che se hai il pelo lungo come Primoz Roglic e vinci, va bene tutto, altrimenti sei criticato.

Paolo, Vingegaard ha sempre staccato tutti in salita, però nell’ultima tappa Lenny Martinez l’ha tenuto. Senza il freddo, è andato più forte il francese o è stato meno brillante il danese?

Per me non è questo il tema. Ritorno al discorso del supporto dei team. Quel giorno la squadra di Lenny, la Bahrain-Victorious, in una tappa meno dura del solito, è riuscita a supportarlo, cosa che non era accaduta nelle frazioni precedenti tra freddo e difficoltà altimetriche. Per dire, se hai Nico Denz o i fratelli Van Dijke e compagni di alto livello al tuo fianco, è ovvio che hai un supporto decisamente più forte rispetto a quello che ti può dare una Bahrain in questo caso, ma anche altre squadre. Magari in altre situazioni Lenny lo avrebbe tenuto lo stesso. Secondo me il livello di Lenny Martinez era da podio.