CITTIGLIO (VA) – Quando Silvia Persico, Elisa Longo Borghini e le altre compagne di squadra del UAE Team ADQ hanno visto pedalare Karlijn Swinkels in salita le hanno detto che quella di oggi sarebbe stata la sua giornata. Lei ha risposto «Potrebbe», ma loro le hanno detto di essere più convinta, di crederci fino in fondo. E così quando Silvia Persico ha allungato in un tratto di strada favorevole, Karlijn Swinkels l’ha seguita insieme a Eleonora Gasparrini, con alle loro spalle Anna Van Der Breggen, Mie Ottestad e Pfeiffer Georgi.
Anna Van Der Breggen ha fatto il diavolo a quattro, muovendosi spesso e alzando il ritmo sull’ascesa finale. Solo Karlijn Swinkels ha tenuto la sua ruota con una facilità quasi disarmante. Una volta arrivate allo sprint non c’è stata storia e l’olandese dal UAE Team ADQ ha regolato la connazionale Van Der Breggen.




Gara dura
Questa mattina, alla partenza di Luino, un’aria gelida increspava le onde del Lago Maggiore e le montagne intorno erano spolverate di neve. Un clima da Nord, il freddo pungente e il vento hanno caratterizzato la gara delle juniores, vinta dalla campionessa italiana Matilde Rossignoli.
Nella corsa riservata alle elite il tema è stato lo stesso, con il gruppo sempre compatto e che man mano si assottigliava. Non tanto una differenza di potenza, ma di resistenza e voglia di rimanere lì davanti a lottare.
«Abbiamo fatto una bella gara – commenta in conferenza stampa la vincitrice Karlijn Swinkels – rendendola dura fin da subito. Era il nostro obiettivo, d’altronde siamo venute al Trofeo Binda con una formazione di scalatrici. Silvia e “Gaspar” (rispettivamente Persico e Gasparrini, ndr) hanno fatto un lavoro enorme, eccezionale».






Sguardo a Nord
Karlijn Swinkels festeggia e parla, dice di sentirsi sempre meglio e di aver lavorato bene durante l’inverno anche grazie al supporto del team e delle compagne. Nella primavera del 2025 qualche problema fisico l’ha fermata, ma ora guarda alle Classiche con un sogno nel cassetto.
«Sono una che vorrebbe fare tutto alla perfezione – dice ancora – ma in questo sport è difficile che le cose vadano sempre bene. Ho imparato a restare tranquilla e fare tutto al meglio delle mie possibilità. La squadra aveva lavorato per me anche alla Omloop Nieuwsblad ma sono rimasta attardata a causa di una caduta, ma sapevo di avere una buona condizione.
«Se mi chiedete qual è la Classica dei sogni direi il Giro delle Fiandre è la corsa delle corse al Nord. Un’altra che mi piace è l’Amstel Gold Race, l’unica corsa WorldTour del calendario olandese».


Persico sorride
Alle spalle del gruppo che si è giocato il quarto posto, con lo sprint vinto da Blanka Vas c’erano Elisa Longo Borghini e Silvia Persico con le braccia al cielo e un sorriso così. Hanno vinto, la tattica è riuscita. Dietro al podio le due italiane continuano a scherzare e ridere, e anche quando Silvia Persico si mette a raccontare il sorriso non la abbandona mai.
«Eravamo in una situazione di gara con tutte all’attacco – ci spiega infreddolita – ci ho provato anche io e ho portato via il gruppetto giusto. Abbiamo lavorato per Swinkels perché stava bene, ed è stata brava a finalizzare il tutto. Anche io mi sento bene, oggi è stato un buon segnale in vista delle Classiche. Longo Borghini sarà il nostro riferimento, ma ha le spalle coperte. In questo nuovo ruolo mi sento libera, serena e in vista di Sanremo e Nord è una buona notizia. Se ho un sogno per quest’anno? Vincere una classica, ma non dico quale».


Ancora Borghesi
La migliore delle italiane in questo Trofeo Binda è stata Letizia Borghesi, quinta, un altro piazzamento per l’atleta della AG Insurace-Soudal Team. Le lacrime di Siena hanno fatto spazio a un sorriso accennato, ancora non è arrivato il risultato grosso ma la strada è quella giusta.
«Sono molto contenta di questo inizio di stagione – racconta con gli occhi che sorridono più del viso – anche se è un po’ frustrante perché i risultati non arrivano come avrei voluto. Oggi mi sono trovata leggermente indietro quando è andato via il gruppetto giusto. Però sento di continuare a migliorare, penso di non aver ancora dimostrato quello che posso fare davvero.
«Avere una squadra che crede tanto nelle mie possibilità mi dà molta motivazione, vorrei ripagarli per tutto questo supporto. Spero di poterlo fare nella settimana di Fiandre e Roubaix (dove l’anno scorso è arrivata seconda, ndr). Insieme al preparatore del team stiamo lavorando bene, in perfetto equilibrio tra quello che posso e voglio fare. A volte mi frena, ma per me è un bene avere qualcuno che mi dice di non esagerare. Le cose arrivano anche con calma».