Dietro al nuovo kit RAY realizzato da Nalini per il Team Picnic PostNL, e che abbiamo avuto modo di raccontarvi attraverso le parole di Rachele Barbieri, c’è un lungo percorso fatto di ricerca, sviluppo e test. Nalini, marchio mantovano con una lunga tradizione nel settore dell’abbigliamento dedicato al ciclismo, ha sposato il percorso che porta a realizzare prodotti e capi sempre più all’avanguardia. Il ciclismo si evolve, lo fanno gli atleti, i mezzi e gli staff delle squadre. Di conseguenza tocca a tutte le realtà coinvolte seguire il processo, e Nalini non è stata da meno.
I capi della collezione RAY sono stati prodotti con l’innovativo filato Viflo, ed è realizzato attraverso un processo che rende il nuovo kit il primo a essere sviluppato secondo una base scientifica. Si è partiti dalle analisi di laboratorio, con l’obiettivo ultimo e più importante di mettere al centro del progetto la performance dell’atleta.


Sinergia
Il nome di chi ha lavorato a tutto questo è quello di Marco Rodeschini, ingegnere di Chimar che ha sviluppato il filato Viflo. Lavoro supportato, per quanto riguarda la ricerca, dal CeRiSM (Centro Ricerca Sport, Montagna e Salute). Ente istituito dall’Università di Verona nel 2010. Non solo ricerca e produzione, ma un’evidenza scientifica che ha portato a testare e verificare gli effetti fisiologici e prestativi del kit RAY.
I capi del kit RAY sono stati sviluppati con il supporto scientifico dell’ingegner Marco Rodeschini, il quale si è occupato di studiare ed evidenziare i vantaggi nell’utilizzare il filato Viflo per produrre capi di abbigliamento sportivo.
«Viflo – ha raccontato durante la presentazione avvenuta all’interno degli uffici di Nalini – è un filato additivato con una polvere di minerali bioattivi, e che converte il calore dell’atleta in una particolare emissione di FIR (Fair Infrared Rays). Ovvero la zona invisibile dello spettro elettromagnetico. Si tratta di una tecnologia che si sta studiando da oltre trent’anni e che utilizza, come fonte di energia, il calore prodotto dall’atleta stesso».


Ricerca
In questo processo di ricerca sono stati attivamente coinvolti anche gli atleti del Sissio Team, al fine di fornire dati reali e un’evidenza scientifica nel processo di realizzazione del kit RAY. L’obiettivo del nuovo filato Viflo è quello di offrire agli atleti che lo utilizzano una riduzione della fatica durante lo sforzo, un’ottimizzazione della prestazione e un migliore recupero muscolare.
«Il calore diventa energia – spiega ancora Marco Rodeschini – che viene assorbita dal filato e viene rimandata al corpo come FIR (Fair Infrared Rays). Si hanno dei benefici in termini di ossigenazione e termoregolazione, fattori fondamentali per quanto riguarda la ricerca della massima prestazione sportiva. I benefici sono anche nell’aspetto del recupero, nella riduzione della fatica e nella sua percezione».


I benefici
Lo studio effettuato in laboratorio e attraverso una serie di test ripetuti sugli atleti del Sissio Team, ha portato a evidenze scientifiche che classificano il Viflo come un filato capace di migliorare la prestazione dell’atleta.
Nel lavorare con l’Università di Verona si è voluto osservare un protocollo estremamente rigoroso, il primo al mondo nel settore tessile su ciclisti professionisti. Sono stati effettuati due test, uno svolto con il kit realizzato con il filato Viflo e uno con un kit placebo. Senza che atleti e ricercatori sapessero quale fosse il capo utilizzato durante le prove. Questo ha garantito una oggettività assoluta nell’evidenziare i reali vantaggi della tecnologia. I test, effettuati in due sessioni intervallate e a pochi giorni di distanza, hanno proposto esercizi di potenza e di resistenza.
«I risultati – analizza Marco Rodeschini – hanno evidenziato un netto miglioramento dell’efficienza fisiologica. I test hanno mostrato che l’atleta riesce a mantenere una potenza superiore più a lungo (24 watt in più) e addirittura con una minore percezione della fatica (RPE). A conferma di questo si è riscontrata una riduzione di 4 bpm della frequenza cardiaca, dato interessante anche per un recupero accelerato. Insomma, il kit permette di restare più freschi e sciolti nel finale».
Intanto il kit RAY di Nalini ha fatto il suo debutto sulle strade del Tour Down Under e del UAE Tour, insieme a Rachele Barbieri abbiamo iniziato a toccare con mano questa importante novità. Con l’attesa di poterla vedere in azione anche sulle strade di casa e al di fuori del WorldTour. La rivoluzione parte dai professionisti, ma poi abbraccia tutto il mondo del ciclismo.