Alle radici del fenomeno Seixas, con la Francia sulle spalle

Alle radici del fenomeno Seixas, con la Francia sulle spalle

11.03.2026
6 min
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Se c’era ancora qualche dubbio al riguardo, la Strade Bianche li ha dissipati tutti: Paul Seixas a 19 anni è già uno dei grandissimi nomi del ciclismo attuale. L’ennesimo trionfo di Pogacar non ha scalfito di un millimetro la sua prestazione, con l’attacco finale che ha piegato anche il “delfino” dello sloveno, Isaac Del Toro. Un secondo posto che aveva il dolce sapore della vittoria per il giovanissimo transalpino, sul quale il ciclismo d’oltralpe fa sempre più affidamento per ritrovare quegli entusiasmi risalenti – successi di Alaphilippe a parte – al secolo scorso.

In un momento storico nel quale l’intero sport francese (incredibilmente considerando gli ancora recenti fasti olimpici di Parigi) segna un po’ il passo, c’è forte bisogno di un nome che diventi un trascinatore e Seixas sembra avere le qualità per svolgere quel ruolo che travalica anche i confini ciclistici. Ma come viene visto il ciclista di Lione nel suo Paese? A rispondere è Alexandre Roos, responsabile della rubrica ciclistica su L’Equipe.

Il lionese con Del Toro, che ha cercato di stopparlo fino a cedere nel finale della Strade Bianche
Ecco Seixas con Del Toro, che ha cercato di stopparlo fino a cedere nel finale della Strade Bianche
Il lionese con Del Toro, che ha cercato di stopparlo fino a cedere nel finale della Strade Bianche
Ecco Seixas con Del Toro, che ha cercato di stopparlo fino a cedere nel finale della Strade Bianche

«Beh, la sua popolarità – dice – sta crescendo ed è già molto alta. In realtà, credo che sia iniziata ai campionati europei dell’anno scorso, perché si sono svolti in Francia e Paul è stato l’ultimo a piegarsi a Pogacar ed Evenepoel, facendo sognare. E penso che nel ciclismo francese tutti i suoi colleghi, gli altri ciclisti, siano molto contenti, perché avere un corridore con risultati del genere crea una sana competizione».

Il suo impatto nel mondo dei professionisti finora ti ha sorpreso?

Prima ti avrei detto di no, ma sabato qualcosa è cambiato nella percezione generale su di lui, perché ha cercato di stare con Pogacar sul Monte Sante Marie e pur non tenendo il ritmo di Tadej, non si è arreso affatto, anzi. E’ rimasto forte e concentrato per tutta la gara fino a portare l’affondo contro Del Toro e gli altri. La sua prestazione ha spalancato le porte a prospettive davvero straordinarie. E’ rimasto coerente alla sua prestazione dando una grande prova di maturità, impensabili per un ragazzo di 19 anni.

Prima della Strade Bianche Seixas aveva vinto la Faun Ardeche con numeri prestativi clamorosi
Prima della Strade Bianche, Seixas aveva vinto la Faun Ardeche con numeri prestativi clamorosi
Prima della Strade Bianche Seixas aveva vinto la Faun Ardeche con numeri prestativi clamorosi
Prima della Strade Bianche, Seixas aveva vinto la Faun Ardeche con numeri prestativi clamorosi
Pensi che abbia le qualità necessarie per vincere il Tour de France in futuro?

E’ difficile rispondere, quando si tratta di un francese chiaramente il pensiero va lì. In linea di principio direi di sì, ha le qualità giuste perché sale bene, corre bene. Ma non bisogna esagerare con la pressione perché non abbiamo riferimenti sulle 3 settimane, quindi dobbiamo ancora vedere come se la caverà. Ha le qualità, forse non subito, ma tra 3 o 4 anni non c’è motivo perché non sia lì a lottare per la maglia gialla.

Considerando la sua età, come dovrebbe essere gestito per i Grandi Giri?

Penso che dovrebbe fare il Tour de France, iniziare a prendere confidenza. Il problema è la pressione esterna: se Seixas fa il Tour, tutti si aspetteranno che ottenga subito un grande risultato. E se non lo ottiene, tutti lo criticheranno, allora è normale che anche la squadra pensi di preservarlo. Dovrebbe provarci e se non arrivano squilli, non sarà la fine del mondo. Ha solo 19 anni, è abbastanza normale, anzi gli darà esperienza per gli anni a venire. In effetti, è già il miglior corridore della Decathlon, non potevano avere un’opzione migliore per il Tour de France, e in questo momento sta correndo come uno dei primi 5 corridori al mondo, quindi perché non dovrebbe farlo?

I miglioramenti a cronometro potrebbero essere la porta di accesso alla conquista di un grande giro
I miglioramenti a cronometro potrebbero essere la porta di accesso alla conquista di un Grande Giro
I miglioramenti a cronometro potrebbero essere la porta di accesso alla conquista di un grande giro
I miglioramenti a cronometro potrebbero essere la porta di accesso alla conquista di un Grande Giro
In quale classica lo vedi come contendente per la vittoria?

Beh, chiaramente la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia sono quelle che si attagliano meglio alle sue caratteristiche. Il podio di Siena ha detto che gli sforzi molto esplosivi da un minuto non sono ancora il suo punto forte. Non è il terreno in cui dà il suo meglio, ma su salite più lunghe come la Liegi-Bastogne-Liegi, dove a volte ci sono sforzi da 10 minuti su una singola ascesa o il Lombardia, che è una classica per gli scalatori, penso che possa ottenere buoni risultati. L’abbiamo visto ai campionati europei e persino ai mondiali di Kigali. I percorsi con lunghe salite gli si addicono.

Decathlon ha sempre cercato di proteggerlo, anche da un’eccessiva attenzione mediatica. E’ la scelta giusta?

Sì, per ora penso che il suo programma di gara sia in realtà abbastanza normale e classico per un corridore del suo talento. E’ fondamentale trovare un equilibrio tra esporlo, fargli correre dei rischi e proteggerlo. Ma penso che un corridore come Seixas, anche se ha solo 19 anni, sia già pronto. Anzi direi che è stato allenato per questo per anni. Quindi è anche più facile, sembra molto preparato mentalmente. In realtà, non sembra sentire la pressione in questo momento.

L'attacco di Seixas agli europei, esaltando i suoi tifosi, per andarsi a prendere il bronzo
L’attacco di Seixas agli europei, esaltando i suoi tifosi, per andarsi a prendere il bronzo
L'attacco di Seixas agli europei, esaltando i suoi tifosi, per andarsi a prendere il bronzo
L’attacco di Seixas agli europei, esaltando i suoi tifosi, per andarsi a prendere il bronzo
Dopo la Strade Bianche, si è parlato dell’interesse della UAE per ingaggiarlo. E’ giusto, o pensi che sarebbe meglio avere una squadra tutta sua?

Difficile dirlo, io intanto non credo molto a un reale interesse. E’ chiaro che gli Emirati Arabi Uniti possono investire, ma anche Decathlon e probabilmente altre squadre. Quindi si tratterà del progetto da costruire intorno a lui, è lì che si dovrà decidere. Qual è secondo lui il progetto migliore per il suo sviluppo.

Quale dovrebbe essere la sua valutazione?

Sa che alla UAE avrebbe tutte le risorse necessarie per progredire, ma dovrebbe anche affrontare la concorrenza interna. D’altro canto in Decathlon dobbiamo vedere se riescono a reclutare compagni di squadra di alto livello per supportarlo in montagna. E’ lui che deciderà cosa è meglio, in realtà e non sarà nemmeno una questione di soldi.

Seixas sta rapidamente scalando le gerarchie anche come sportivo popolare in Francia
Seixas sta rapidamente scalando le gerarchie anche come sportivo popolare in Francia
Seixas sta rapidamente scalando le gerarchie anche come sportivo popolare in Francia
Seixas sta rapidamente scalando le gerarchie anche come sportivo popolare in Francia
Quanto sarebbe importante per lo sviluppo del ciclismo francese, per la sua popolarità, avere finalmente un corridore nazionale che lotta per la maglia gialla?

Beh, sarebbe enorme. E’ quello che tutti aspettano da anni. La Francia non vince il Tour de France dai tempi di Bernard Hinault nel 1985. Abbiamo avuto qualche emozione con Romain Bardet, con Thibaut Pinot, un po’ con Julian Alaphilippe, ma senza mai crederci veramente. Forse nel 2019, un po’ con Pinot, ma non era proprio reale, in realtà era più un sogno. Ora, con Seixas, nei prossimi 4 o 5 anni si può intuire che potrebbe diventare qualcosa di vero. E si percepisce già che la gente lo sta solo aspettando. Questo avrà ripercussioni su tutto il ciclismo francese, sui club dilettantistici, sulle squadre professionistiche, sulla pratica del ciclismo, sull’interesse dei media. Quindi penso che possa essere enorme.