Paul Seixas

Seixas lo ha messo nel mirino. A Siena un giorno storico?

07.03.2026
7 min
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SIENA – Alla fine la notizia di questa Strade Bianche è stata la risposta senza troppe riverenze di Paul Seixas a Tadej Pogacar nel momento dell’attacco a Monte Sante Marie. Quell’attacco del campione del mondo ha fatto male. Ha fatto esplodere il gruppo. Ma rispetto ad altre volte non è rimasto subito solo. E il merito di questa attesa suspense è tutto del giovane asso della Decathlon-CMA.

Noi eravamo a bordo strada a Monte Sante Marie (e anche in un altro settore precedente), e guarda caso proprio in uno dei mezzi di supporto della squadra di Seixas. Pronti con borracce, gel e ruote di scorta. La polvere è stata qualcosa di inimmaginabile. E da questa abbiamo visto spuntare prima Pogacar e poco dopo questo giovanissimo atleta.

Paul Seixas
Secondo ma contento, Seixas entra in Piazza del Campo esultando (il giusto)
Paul Seixas
Secondo ma contento, Seixas entra in Piazza del Campo esultando (il giusto)

Seixas senza paura

Tutto avviene in pochi secondi. Pogacar affonda il colpo, dietro si perdono e Seixas che non solo risponde, ma riduce il gap, sale così forte tanto da perdersi Del Toro. Quando poi sembra fatta per il congiungimento, il campione del mondo ne ha ancora e… apriti cielo. Ma certo vedere un Pogacar così serio, così impegnato e soprattutto voltarsi più volte non era mai successo.

Le attese che davano Seixas così vicino a Pogacar non erano dunque errate. Illusioni? Forse. Alla fine tutto questo momento di cui stiamo parlando, questo “testa a testa”, è durato neanche due minuti. Ma è un punto di partenza per una messa in discussione dei valori tanto attesa. Una speranza concreta che potrà dare ancora più gusto a questo ciclismo.

«E’ un secondo posto meraviglioso – ha detto Seixas – la gara è stata a tratti caotica e ho dovuto fare uno sforzo extra che mi è costato un po’ di energie. Questo è ciò che mi è mancato per riprendere Pogacar quando ha attaccato. Ho dato tutto fino alla fine per ottenere questo secondo posto. Sono molto contento, è fantastico».

A bordo strada

Noi, per raggiungere i due punti indicati dal team per il rifornimento a bordo strada, abbiamo avuto l’onore di percorrere gran parte della Strade Bianche, cogliendo tutta la bellezza del paesaggio patrimonio UNESCO, ma anche la quantità pazzesca di gente a bordo strada e la difficoltà di settori e curve su sterrato. Il tutto in un polverone da non credere.

Per i rifornimenti bisognava cercare sempre dei tratti in salita o leggera salita, altrimenti era davvero impossibile che i corridori riuscissero a prendere la borraccia.
Quando verso l’uscita di Monte Sante Marie, con il ragazzo della squadra pronto a passargli la borraccia, Seixas ci è passato accanto, è parso super concentrato. Spingeva un rapporto lungo. Era dal lato opposto della carreggiata, con Del Toro a ruota, e non ha pensato neanche un secondo a prenderla.

La sua pedalata era potente. Piena. Ci ha dato l’idea di un uomo che sapeva esattamente dove fosse e cosa stesse facendo. E lo stesso nel settore di Lucignano d’Asso, quando la UAE Emirates era tutta schierata davanti: lui pedalava guardingo, a bocca chiusa, appena qualche posizione dietro, anche lui con qualche uomo vicino. Una padronanza che non ci aspettavamo. E più passavano i chilometri e più queste nostre sensazioni prendevano corpo.

Il finale è stato da vero campione. Anzi da campioni. Chi scappava dal drappello degli inseguitori? Giusto Del Toro e Seixas. Tenevano gli altri dapprima a 15” e poi li staccavano del tutto. E nel finale quando tutti si aspettavano il contrattacco del messicano, più fresco a ruota, ecco che Seixas dava ancora un lampo della sua forza e della sua classe.

Gioia Decathlon

Al bus della Decathlon è (quasi) festa. Di certo c’è gioia. Il diesse Julien Jurdie abbraccia i suoi man mano che arrivano.
E intanto spiega e racconta: «E’ un podio stupendo. L’obiettivo sin da ieri era quello di salire sui gradini del podio e ci siamo riusciti. E lo abbiamo fatto con un ragazzo di cui ancora non conosciamo i limiti. Sì, abbiamo visto che Pogacar è stato ancora più forte di lui. Però è stato impressionante il suo finale. Era solo con Del Toro che non gli ha mai dato un cambio. Ero certo finisse terzo, ma ha trovato altre energie. Semplicemente eccezionale.

«Oggi – aggiunge con orgoglio Jordie – però non c’è stato solo Seixas. Abbiamo avuto un buon collettivo. Ci tengo a ricordarlo. E’ stata una bella “vittoria”, abbiamo corso bene. Fino al sesto settore la squadra era tutta con Paul. Lapeira è stato a lungo con lui. Labrosse è stato attivissimo a metà gara e nel finale era ancora presente. Questo secondo posto dietro a Pogacar è quasi una vittoria per tutti noi: dallo staff ai corridori».

Jurdie è sfinito quando scende dalla macchina. Tra tensioni, polvere, sterrato, buche e curve la Strade Bianche è dura per tutti, anche per chi è in ammiraglia. Lo incalziamo dicendogli che forse oggi è stato anche un giorno storico. Forse è davvero si è palesato al mondo il rivale di Tadej Pogacar.

«Eh – sorride Jurdie – abbiamo capito che Paul ha la capacità fisica di rivaleggiare con Pogacar. L’abbiamo visto nel settore numero sette (Sante Marie, ndr). Non solo ha tenuto Pogi abbastanza a lungo, ma ad un certo punto è riuscito a prendergli la ruota. Poi ha sbagliato a insistere troppo. Ma ci sta. Non dobbiamo dimenticare che ha 19 anni. Ed è straordinario, a questa età, realizzare una performance simile. Incredibile».

Paul Seixas
La forza di Paul è anche in questa foto. Del Toro lo ha marcato, ma lui non si è innervosito e nonostante la spesa maggiore è riuscito a staccarlo a Santa Caterina
Paul Seixas
La forza di Paul è anche in questa foto. Del Toro lo ha marcato, ma lui non si è innervosito e nonostante la spesa maggiore è riuscito a staccarlo a Santa Caterina

Un giorno storico?

Insomma qualcosa è cambiato per davvero? Sarà il tempo a dirlo. Cosa certa è che d’ora in poi il francese sarà tenuto d’occhio in altro modo. Intanto ci prendiamo i fatti di oggi. E questi dicono che un corridore della Decathlon si è interposto nello strapotere UAE Emirates. Non li ha fatti tremare, ma… Qualcuno nel clan Decathlon ci ha detto che se Del Toro avesse avuto un’altra maglia non sarebbe finita così.

Con Jurdie proviamo anche a parlare più in generale di Paul Seixas. Del carattere, della pressione. A Siena ieri sera, tanto più dopo le prestazioni alla Faun-Ardèche Classic, dove in salita aveva ripetuto al secondo i tempi di Pogacar stabiliti all’Europeo, questo duello era lanciatissimo. E Paul ci si è trovato nel mezzo. Dalle chiacchiere alla realtà.

«Ieri sera Paul era rilassato – riprende Jordie – non aveva nessuno stress. E’ un ragazzo sicuro di sé. Quando abbiamo fatto la riunione e gli ho presentato l’obiettivo del podio, non è stato sorpreso. Anzi ha detto che lo avrebbe fatto! Ha una maturità fisica e mentale straordinaria, forse più grande di quanto non sia realmente».

Chiudiamo questa chiacchierata con il direttore sportivo francese chiedendogli qualcosa del programma di Seixas. Si vocifera molto circa una sua presenza o meno al Tour de France. E allora perché non ipotizzare per lui un meno stressante Giro d’Italia? La pressione mediatica ovviamente sarebbe minore rispetto a quella che può avere un leader francese al Tour.

«Non credo – conclude Jurdie – il programma di Paul è stabilito fino alla Liegi-Bastogne-Liegi. Ci concentreremo sulle prossime corse, che saranno i Paesi Baschi, la Freccia Vallone e appunto la Liegi. Poi discuteremo del resto».