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Ineos: per ora tanto Ganna e tanto Bernal. Sentiamo Leo Basso

04.03.2026
6 min
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Quando si parla di Ineos Grenadiers si pensa subito al grande squadrone che è stato. Quest’anno però il team britannico è partito molto bene. Tira un’aria nuova. E certamente l’ingaggio di Oscar Onley è stato il colpo di coda del ciclomercato. Anche secondo Giuseppe Martinelli e la sua esperienza, vedremo una Ineos in ripresa.

Leonardo Basso, uno dei direttori sportivi della Ineos, ci porta dentro la sua squadra. E soprattutto nei programmi nell’immediato e nelle corse italiane. Perché diciamola tutta: si sa che Onley sarà il leader al Tour de France, ma per il resto non si hanno grandi notizie. Bernal al Giro? Ci sono forti indizi (ancora di più dopo questa intervista), ma di ufficiale non c’è nulla. Insomma, sentiamo Leonardo.

Leonardo Basso (classe 1993) è sull’ammiraglia della Ineos Grenadiers dal 2024 (foto Instagram Ineos)
Leonardo Basso (classe 1993) è sull’ammiraglia della Ineos Grenadiers dal 2024 (foto Instagram Ineos)
Una buona partenza, Leonardo. Già al Tour Down Under avete alzato le braccia al cielo…

Sì, indubbiamente. Abbiamo iniziato bene l’anno, la squadra ha girato subito forte sia a livello tecnico, ma c’è anche un bel clima all’interno di tutti i reparti, dai corridori allo staff. Questo clima poi si ripercuote sulla performance. Non è sempre automatico, però nella maggior parte dei casi, se inizi bene e tutte le cose sono a posto, i corridori sentono la fiducia e possono performare. Ne esce una buona dinamica, il morale resta alto e le cose girano: non è una casualità. Ora cerchiamo di lavorare bene anche in questo mese che è cruciale, con appuntamenti importanti.

Mese cruciale soprattutto in Italia: che squadra porterete tra Strade Bianche, Tirreno-Adriatico e Sanremo? E quali saranno i leader?

Per la Strade Bianche naturalmente abbiamo Egan Bernal, che è già salito sul podio nel 2021 e sa come correrla. L’anno scorso è stato protagonista anche nella tappa del Giro d’Italia che comprendeva parte di quei settori. Pertanto ci affidiamo al suo talento. Lui sarà il nostro faro per sabato. Sempre Bernal resterà in Italia per fare poi la Tirreno-Adriatico insieme a Thymen Arensman: loro due saranno i nostri leader per la generale.

E Ganna?

Certamente, alla Tirreno avremo anche Filippo Ganna che, come di consueto, correrà per puntare soprattutto alle tappe. Intanto cerchiamo di iniziare bene con la cronometro, che è la frazione numero uno, poi con lui vedremo giorno per giorno.

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I nuovi si sono integrati bene, secondo Basso. Sam Welsford, per esempio, ha vinto subito. Eccolo conquistare la 3ª frazione del Down Under
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I nuovi si sono integrati bene, secondo Basso. Sam Welsford, per esempio, ha vinto subito. Eccolo conquistare la 3ª frazione del Down Under
Sarà una Tirreno anche in funzione della Sanremo? Sempre per Ganna intendiamo…

Diciamo di sì. Però il ciclismo moderno è cambiato. Oggi si cerca di capitalizzare ogni opportunità, rispetto a una ventina di anni fa in cui la Tirreno era quasi necessariamente corsa in funzione di altro. Adesso ogni appuntamento è importante. Chiaro che a livello fisico la Tirreno gli darà una marcia in più, perché una corsa a tappe influisce sempre sulla condizione, però vogliamo sfruttare al massimo la Tirreno e poi gestire bene la settimana di stacco prima della Milano-Sanremo.

Ci sarà qualche co-capitano vicino a Ganna alla Sanremo?

Ganna arriva da due podi, pertanto sarà lui il nostro riferimento per l’arrivo di via Roma. Cercheremo di supportarlo al meglio.

Poi la grande domanda: che Ineos vedremo al Giro d’Italia? Il duo Bernal-Arensman è un indizio?

Il discorso è ampio. Abbiamo una pianificazione in atto. Per Bernal questo potrebbe essere considerato un primo step, naturalmente. Però il ciclismo moderno è molto complesso, quindi abbiamo un piano, ma restiamo flessibili. Intanto vogliamo fare bene la Tirreno. Poi, se tutto andrà come deve, al Giro la nostra squadra non può esimersi dal tentare di essere protagonista in classifica generale. Senza però trascurare l’opportunità di capitalizzare anche qualche tappa. Serve il giusto equilibrio tra ambizioni di un giorno e classifica generale, per la quale siamo naturalmente strutturati.

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Ganna in azione nella crono dell’Algarve, da lui vinta. Pippo sarà leader della Ineos alla Sanremo
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Ganna in azione nella crono dell’Algarve, da lui vinta. Pippo sarà leader della Ineos alla Sanremo
Quindi non è sicuro che possa essere Bernal il leader per il Giro?

E’ troppo presto per fare questa dichiarazione, soprattutto prima, e a ridosso, della Tirreno-Adriatico. Facciamo passare la Corsa dei Due Mari e poi ci concentreremo sull’avvicinamento al Giro d’Italia.

Quanto è cambiata la Ineos Grenadiers con l’arrivo, quasi a sorpresa, di Onley?

E’ parte della nostra natura cercare sempre di rinforzarci. E’ indubbio che Oscar Onley sia un corridore molto importante e che abbia dato ulteriore forza all’organico. Devo dire che è stato bravissimo a integrarsi. L’ho visto adattarsi subito alle dinamiche di un team per lui nuovo. Ha legato bene con staff e compagni. Insomma, è lui che ci ha aiutato. Senza contare che si sono visti già buoni risultati all’Algarve. Con lui stiamo facendo un percorso per questa stagione, ma anche per i prossimi anni. E’ stato bravo a iniziare con il piede giusto.

Oltre alle corse italiane e al Tour, avete già una traccia per Vuelta e finale di stagione?

Direi di no. E’ vero che le squadre cercano di pianificare il più possibile, però prima ci sono Giro e Tour, e poi a cascata si definisce il resto del programma. Cerchiamo anche di non dare ai corridori informazioni troppo definitive, perché nel mezzo ci sono tanti mesi e le condizioni possono variare. Certamente noi abbiamo un’idea, ma non l’abbiamo ancora confermata neanche agli atleti.

Ineos, Bernal
Bernal, ex biker, ha un certo feeling con gli sterrati, per questo guiderà la Ineos a Siena
Ineos, Bernal
Bernal, ex biker, ha un certo feeling con gli sterrati, per questo guiderà la Ineos a Siena
E invece tu, Leonardo, come sta procedendo questa tua avventura?

Devo dire che la squadra e i ragazzi stessi mi hanno aiutato molto. Il fatto di essere stato alla Ineos Grenadiers da corridore per quattro anni mi ha agevolato. Per il resto sento questo ruolo da direttore abbastanza naturale, forse anche più di quanto lo fosse quello del corridore. Mi trovo a mio agio. La Ineos è una squadra di livello mondiale e questo comporta pressioni e responsabilità diverse, ma le sto vivendo bene. Se ci metti tutto l’impegno possibile, credo che i risultati arrivino. Insomma, dare il massimo come quando ero corridore.

C’è un tuo corridore che ti ha colpito non solo per i risultati, ma anche per il carattere?

Più che un singolo corridore mi ha colpito l’approccio dei giovani. In queste ultime stagioni il ciclismo ha raggiunto un livello di professionalità assoluto. La cura dei dettagli è elevatissima e i giovani hanno già queste attenzioni. Sono di una professionalità incredibile. Probabilmente è una cosa generalizzata, non solo del team Ineos. Hanno una conoscenza altissima della nutrizione e di tutti gli aspetti dello sport. Dovremo essere bravi noi a gestire la parte più istintiva, perché a un’età giovane devono anche conservare la gioia di correre, senza essere esclusivamente focalizzati sui dettagli. Però, ripeto, il loro livello di professionalità mi ha davvero stupito.